Sicurezza
Mussolini ancora tra i cittadini onorari di Empoli
Nella capitale morale dell’antifascismo non c’è stata la revoca nonostante un saggio pubblicato due anni fa
EMPOLI. Il 24 maggio del 1924, anno secondo dell’Èra Fascista, il consiglio comunale di Empoli rese Sua Eccellenza Benito Mussolini cittadino onorario. Lo abbiamo scritto in un saggio pubblicato nel 2016 sul Bullettino Storico Empolese, e la cosa non ebbe nessuna eco. Forse non lo ha letto nessuno. D’altra parte, leggere più di due righe comporta qualche impegno. Leggere un saggio di storia poi. Eppure lo accennò sinteticamente anche Giuliano Lastraioli nel suo Empoli Mille anni in cento pagine, nel 2014, sottolineando che la cittadinanza al Duce non era nemmeno mai stata revocata. Anche allora nulla, nessun commento. Stimolati dalle polemiche dei giorni scorsi, riproponiamo il tema già affrontato. In realtà furono diversi i comuni in Italia che in quella fatidica data conferirono la cittadinanza onoraria al Duce del Fascismo. Tanti altri comuni italiani lo avevano già fatto qualche mese prima, nel primo anniversario della marcia su Roma, il 28 ottobre del 1923; in molti lo faranno invece nel decimo anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale, nel 1925; a Empoli fu scelto il nono anniversario da quel celebre “mormorìo” del Piave che aveva salutato i fanti italiani scendere sul campo di battaglia a fianco dell’Intesa. D’altra parte l’occasione era significativa, nel momento in cui il fascismo esige e promuove la costruzione di una “nuova” memoria nazionale nel segno del mito dei caduti della Grande Guerra e dei suoi protagonisti viventi “intervenuti”, cancellando le memorie antagoniste e superando la conflittualità fra “memorie” diverse. Quale data migliore dunque che una di quelle inserite nel calendario della Rivoluzione Fascista e celebrate al pari dell’anniversario della marcia su Roma (28 ottobre), o del Natale di Roma (21 aprile), come il 24 maggio? In più, Empoli stava vivendo un momento particolare in quell’anno 1924. Per tanti empolesi era cominciata la fase cruciale del “processone” per i fatti riguardanti l’eccidio del 1921. Era infatti in corso il dibattimento in assise a carico dei 132 imputati detenuti. Sappiamo come andrà a finire. Infine, elemento da non trascurare per comprendere il clima, si erano da poco più di un mese concluse le elezioni politiche, svoltesi il sei di aprile del 1924, che avevano segnato il trionfo del “listone” e del Partito Fascista in un clima di intimidazioni e violenze; il 30 maggio del 1924 il deputato socialista Giacomo Matteotti pronuncerà alla Camera il celebre discorso di denuncia dei soprusi, delle irregolarità e delle violenze commesse un po’ in tutto il paese da bande armate fasciste nei confronti degli elettori al fine di assicurare la vittoria della Lista Nazionale, chiedendo l’annullamento della consultazione elettorale (il 10 giugno del 1924, Matteotti fu rapito e ucciso da elementi appartenenti allo squadrismo più intransigente). Un clima arroventato. Insomma, il conferimento della cittadinanza onoraria a Mussolini anche a Empoli va ben al di là di una presa d’atto di circostanza o dall’ottemperare ad un mero impulso giunto da parte degli organi centrali del PNF e diviene un momento per riaffermare la solidità dell’ideale fascista anche in un comune contrassegnato da una forte opposizione. Il conferimento della cittadinanza oltre ad essere stato al tempo un rilevante fatto politico, è oggi ormai un fatto storico, e va letto nell’ambito della temperie politica e culturale di quel periodo. Pur non addentrandoci in un commento puntuale del documento, non possiamo esimerci da una considerazione finale; in una delibera del consiglio comunale di tale importanza, è quanto meno singolare che si trovi un’espressione come “quasi unanime consenso”, riferibile in maniera nemmeno poi tanto velata alla rappresentatività del consesso municipale e allargabile anche oltre tali confini. Pare essa suonare come un’autentica, ineluttabile, presa d’atto. Quel “quasi” racconta di Empoli.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
