Sicurezza
Frana la collina, evacuate sei famiglie
Dopo il sopralluogo di genio e vigili del fuoco per il crollo di un muro a Lucardo, scatta l’ordinanza del sindaco Mangani
MONTESPERTOLI. Ieri hanno dovuto lasciare le loro abitazioni per un’ordinanza del sindaco Giulio Mangani. Sono sei famiglie che abitano in via Lucardo alto 42, la zona che nei giorni scorsi è stata interessata da una frana che ha provocato il crollo di un muro perimetrale. Il movimento del terreno è stato registrato sabato scorso in concomitanza con una giornata di pioggia. «Lo sgombero è stato disposto, con un'ordinanza sindacale, dal Comune di Montespertoli, in seguito alla ricognizione e alle conseguenti valutazioni fornite dai tecnici del genio civile della Regione e del comando provinciale dei vigili del fuoco di Firenze - si legge in una nota dell’amministrazione comunale - che hanno certificato l'inagibilità del complesso edilizio».
Dalle relazioni tecniche, infatti, si prosegue, «è emerso “uno scivolamento verso valle del versante a monte”, e non è escluso che “il movimento sia in atto o che possa riprendere anche a causa di avverse condizioni meteo”. Pertanto, secondo le perizie, si rende necessario, a tutela della privata/pubblica incolumità, l’esecuzione di urgenti opere di consolidamento/contenimento del terreno interessato dal dissesto sia a monte che a valle in quanto prospiciente sia dell’insediamento abitativo di via Lucardo Alto 42 che della stessa sottostante strada provinciale».
Per questo motivo, l'ordinanza di sgombero è stata notificata alle 6 famiglie interessate già nella giornata di ieri. Nel corso dei lavori di messa in sicurezza, come specifica l'ordinanza, «dovranno essere puntellate le porzioni di muro pericolanti poste a contenimento del terreno collinare nonché interdetti gli accessi ai garage condominiali interrati in quanto il solaio di copertura risulta danneggiato in alcuni punti a seguito del precedente crollo di muro perimetrale». Lavori che dovranno essere a carico del proprietario del terreno in cui insiste il complesso residenziale. Infatti, come si legge ancora nell'atto di sgombero, il Comune di Montespertoli ordina che «i proprietari o chiunque ne abbia la disponibilità a qualunque titolo procedano ad adottare i provvedimenti urgenti indicati», inclusa l'eventuale, ove necessaria, delimitazione dell'area «al fine di impedire l'accesso a chiunque».
Per le famiglie che hanno dovuto abbandonare temporaneamente la propria casa e che non possono provvedere nell'immediatezza a trovare un'altra abitazione, il Comune si è preso carico di trovare una sistemazione d'urgenza.
Tra l’altro questa zona ha problemi anche di inquinamento perché all’inizio del 2013 ci fu un sequestro perché vennero trovate settanta tonnellate di amianto di una costruzione precedente alla realizzazione degli appartamenti.
L’amianto e altri resti di lavorazione edile (come blocchi di cemento) furono ritrovati interrati accanto alle case realizzate alcuni anni prima in un’area che prima ospitava un capannone agricolo.
A intervenire furono la polizia municipale, la Forestale e l’ Arpat che scoprirono la discarica abusiva esattamente in località Poderaccio. La Procura di Firenze aveva aperto un’inchiesta e l’area era stata posta sotto sequestro. Nel frattempo il sindaco di Montespertoli Giulio Mangani aveva firmato un’ordinanza con la quale vietava la manomissione del terreno dei resedi con lavorazioni profonde e la coltivazione ad uso alimentare, in quanto potenzialmente interessati dall’abbandono di rifiuti.
Il ritrovamento era stato effettuato mentre era in corso la realizzazione di trincee esplorative con un escavatore meccanico. Da qui poi è partita la bonifica a cura dei proprietari delle abitazioni.
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