Sicurezza
Sindaco e geometra del Comune indagati per il fosso ancora tombato
Dopo gli allagamenti del 2013 a Martignana il genio civile ordinò di eliminare la copertura. Ma il costo elevato (3 milioni) ha bloccato l’ente: ai due viene contestata l’omissione di atti d’ufficio
MONTESPERTOLI. Il sindaco di Montespertoli, Giulio Mangani e il responsabile dell’ufficio lavori pubblici del Comune, geometra Antonio Salvadori, sono indagati per il reato di omissione di atti d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Firenze sugli allagamenti di via della Chiocciolaia e via della Torraccia nella frazione di Martignana, risalenti al 21 ottobre 2013.
Quel giorno, in seguito a un’ondata di maltempo che colpì molte zone del circondario, i garage delle case furono completamente invasi dalla melma, causando danni per decine di migliaia di euro alle famiglie, costrette a gettare mobili ed elettrodomestici, ricoperti dal fango arrivato dalla collina di Martignana.
I residenti si scagliarono in particolare contro il Consorzio di Bonifica: «Avevamo chiesto una serie di interventi, ma non ha mosso un dito e questo è il risultato. Eppure le tasse le paghiamo come gli altri».
Al centro delle polemiche ci finì un fosso tombato, che si trova proprio a ridosso delle zona residenziale. Che, secondo quanto stabilì in seguito il Genio civile, deve essere stombato dal Comune di Montespertoli.
Un’operazione complessa (c’è da fare i conti con la strada Provinciale e gli ingressi a una serie di attività produttive) e costosa. Nei mesi successivi, infatti, l’amministrazione affidò a un tecnico l’incarico di mettere a punto un progetto per “liberare” il fosso. E il conto presentato nel 2016) per mettere in sicurezza la zona è decisamente salato: tre milioni di euro.
Una cifra che ha avrebbe spinto il Comune ad effettuare una valutazione più approfondita, sia sulla fattibilità, sia sulla possibilità di reperire le risorse. Un rallentamento che però è costato a Mangani (sindaco eletto in una coalizione di centrosinistra, che nei mesi scorsi ha lasciato il Pd per aderire a “Liberi e Uguali”) e a Salvadori l’iscrizione nel registro degli indagati. I due sono stati sentiti lunedì scorso in Procura: «Siamo tranquilli e fiduciosi», assicura il sindaco.
Intanto la giunta ha deliberato la presa d’atto e condivisione dei legali nel procedimento penale, sottolineando che «il Comune potrà rimborsare le spese legali per la sola fase delle indagini preliminare, entro il limite di 10.505 euro per ciascuno degli interessati. È stata inoltre autorizzata la nomina dei legali: si tratta degli avvocati Fausto Falorni e Lorenzo Zilletti di Firenze.
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