Il Tirreno

Empoli

A scuola il pranzo si può portare da casa

Marco Pagli
Una mensa scolastica (foto d'archivio)
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Una mensa scolastica (foto d'archivio)

Lo ha deciso l’amministrazione di Vinci in accordo con una sentenza della Corte di appello

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VINCI. Dopo Certaldo anche Vinci metterà a disposizione delle famiglie la possibilità di beneficiare del pasto domestico. Gli studenti delle scuole comunali potranno, in sostanza, portarsi il pranzo da casa “liberandosi” così dal servizio di mensa scolastica. Un diritto, questo, che è stato sancito da una sentenza della Corte di appello di Torino e che è stato recepito ed esteso dal ministero dell'istruzione. Ma che nel circondario al momento interessa solo questi due comuni. L'approvazione del protocollo sul pasto domestico dovrebbe essere approvato nel corso della prossima giunta comunale di Vinci. E partirà a marzo.

«La possibilità di poter portare il pranzo da casa e consumarlo a scuola – spiega il sindaco Giuseppe Torchia – è stata sollecitata da alcune famiglie dell'istituto comprensivo e nella prossima giunta dovremmo arrivare al via libera. La novità, ovviamente, impone una precisa organizzazione, dal momento che chi consuma alimenti portati da casa non dovrà interferire con chi usufruisce del pasto prodotto dalla mensa. Ci dovranno essere dei tavoli separati con stoviglie diverse per garantire il rispetto delle norme igienico-sanitarie. Per ora, comunque, la richiesta coinvolge una quindicina studenti dei mille che frequentano l'istituto». Le regole imposte dal ministero e dallo stesso ufficio scolastico regionale per l'applicazione del pasto domestico sono stringenti, nell'ottica della non contaminazione degli alimenti. Il consumo dei pasti deve avvenire sotto il controllo delle insegnanti, al fine di evitare lo scambio del cibo. Il mantenimento degli alimenti deperibili deve essere garantito dai genitori utilizzando appositi contenitori termici per scongiurare infezioni alimentari. E sono gli stessi genitori ad avere la responsabilità della sicurezza alimentare e della qualità nutrizionale dei cibi portati da casa.

Una responsabilità che la dirigenza scolastica di ogni istituto interessato dovrà far sottoscrivere con una apposita nota informativa. Tali imposizioni sarebbero all'origine dello slittamento dell'approvazione nel corso dell'ultima giunta comunale di Vinci. E allo stesso modo hanno finora frenato l'introduzione di questa novità negli altri comuni dell'Empolese Valdelsa. A Empoli, ad esempio, non sono in previsione provvedimenti per introdurre la possibilità di portare il pasto da casa e consumarlo all'interno delle mense perché ciò imporrebbe un cambiamento organizzativo troppo grande e comunque finora non ci sono state sollecitazioni in questo senso. Stessa cosa a Castelfiorentino, Montelupo, Fucecchio. L'unico comune del circondario dove c'è stata un'apertura è Certaldo, dove è stato avviato l'iter per l'approvazione nel novembre scorso.

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