Il Tirreno

Empoli

Rimborsi per oltre mezzo milione alle famiglie con i bimbi al nido

di Marco Sabia
Un asilo nido (foto d'archivio)
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Un asilo nido (foto d'archivio)

Il contributo statale è stato ripartito tra gli undici Comuni dell'Empolese Valdelsa. C'è un piano per distribuire i “buoni” entro fine anno, manca soltanto il via libera della Regione 

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EMPOLI. Rimborsi sulle rette dell’asilo nido per centinaia di famiglie dell’Empolese Valdelsa. Somme che – in un anno – potrebbero raggiungere le centinaia di euro a nucleo familiare. E che verranno direttamente “versate” alle famiglie, senza che queste debbano fare domande o compilare moduli.

Come funziona. A partire dall’anno educativo in corso, infatti, sono stati assegnati 550mila euro ai Comuni dell’Empolese Valdelsa da destinare alle famiglie utenti dei nidi e degli altri servizi educativi da 0 a 6 anni, pubblici e convenzionati. Questi fondi statali derivano dal piano di azione nazionale pluriennale per la promozione dei servizi educativi per bambini dalla nascita fino a sei anni. Infatti il decreto legislativo 65/2017, attuativo della legge 107/2015 (meglio conosciuta come “La Buona Scuola”), definisce le risorse anche per i prossimi anni. Si tratta quindi di una misura strutturale che si traduce in un sostegno economico rivolto alle famiglie che sono utenti dei servizi educativi, a partire dall’anno educativo in corso. L’obiettivo è quello di rendere il servizio “nido” e la scuola dell’infanzia un servizio unico, abbattendo le rette dei nidi come prima misura, dato che hanno un impatto importante sui bilanci familiari. E poi, con gli anni, trasformare il nido in un servizio gratuito, come la “sorella maggiore”, la scuola dell’infanzia.

La ripartizione. Arriveranno nelle prossime settimane ai Comuni le prime risorse economiche che dovranno finanziare la riduzione delle rette mensili e/o l’ampliamento dell’offerta dei servizi integrati per l’infanzia. Quasi 14 milioni di euro in tutta la Toscana, di cui 550.770, 44 euro agli 11 Comuni dell’Empolese Valdelsa. La ripartizione è avvenuta in base alla popolazione residente della fascia 0-6 anni e alla lista d’attesa presente nei servizi del relativo territorio. Ecco lo stanziamento Comune per Comune: Capraia e Limite 26.293 euro; Castelfiorentino 51.202; Cerreto Guidi 49.818; Certaldo 41.515; Empoli 156.374; Fucecchio 62.273; Gambassi Terme 11.070; Montaione 8. 303; Montelupo 71. 959; Montespertoli 33. 212; Vinci 38. 747.

Il risparmio. I Comuni dell’Empolese Valdelsa, una volta accertata l’entrata di queste risorse, hanno stabilito di rimborsare una parte della quota delle rette mensili pagate. Sull’entità delle somme si stanno attualmente facendo delle simulazioni, ma si può arrivare anche ad alcune centinaia di euro. Non ci saranno da fare domande da parte delle famiglie dei bambini in quanto il rimborso verrà fatto d’ufficio in base alle tariffe regolarmente pagate. Ogni Comune poi informerà i propri utenti sull’ammontare preciso e sulle tempistiche del contributo. I soldi statali sono arrivati non sono in base al numero degli utenti di questi servizi, ma anche all’ampiezza delle liste attesa; così facendo, infatti, dando più risorse a chi ha file più lunghe si permette di offrire un servizio che prima mancava. Come, ad esempio, tenere aperti i nidi a luglio. Oppure ampliare il numero di posti, senza dimenticare l’abbattimento delle rette, che varierà presumibilmente in base all’Isee. In questo momento gli 11 Comuni hanno “recapitato” alla Regione i progetti relativi a come impiegheranno questi soldi. Starà poi alla Regione stessa validarli e dare l’ok.

Le altre misure. Da ricordare anche le altre misure messe a disposizione del governo che alleggeriranno il carico finanziario delle famiglie per l’educazione “fuori casa” dei propri piccoli come ad esempio la conferma del “Bonus Nido” 2018 (1.000 euro annuali senza limite di Isee) e “Bonus Bebé”, entrambi attivabili tramite l’Inps. Il bonus nido può riguardare 11 mensilità, da 90 euro ciascuna, per un totale appunto di 1000 euro. In questo caso, come in quello del bonus bebè, è la famiglia a doversi attivare per ottenerlo. A differenza dell’abbattimento delle rette prima spiegato, che andrà in automatico, in base ai redditi. E che le famiglie tasteranno con mano, vedendosi arrivare il “rimborso” a casa.

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