La vicenda ricostruita in uno dei libri del certaldese Borghino Borghini
Era il 15 maggio 1924 e Benito Mussolini divenne cittadino onorario di Certaldo. Un atto ufficiale, che è rimasto nei cassetti e nella storia del paese, per poi sbucare fuori dopo quasi 94 anni,...
Era il 15 maggio 1924 e Benito Mussolini divenne cittadino onorario di Certaldo. Un atto ufficiale, che è rimasto nei cassetti e nella storia del paese, per poi sbucare fuori dopo quasi 94 anni, grazie alla passione per l’archivio e la storia di alcuni certaldesi. La vicenda del conferimento della cittadinanza a Mussolini si può leggere nel libro dello scrittore certaldese (che è stato anche collaboratore de Il Tirreno) Borghino Borghini, dal titolo “San Tommaso dai cento anni: ovvero a zonzo sul passato di Certaldo e dintorni”. Qui Borghini racconta che – a tre anni – si trovò a sua insaputa ad avere Mussolini come concittadino. Un destino uguale a tantissimi italiani, vista la “tendenza” di allora a conferire questo riconoscimento al capo e simbolo del fascismo. Nel libro di Borghini ci sono proprio le foto della delibera di allora, scovata poi “spulciando” nell’archivio. Una delibera scritta a mano, in corsivo. Erano altri tempi, anche questo lo dimostra. Nella delibera si legge: «Il consiglio comunale delibera di conferire a Benito Mussolini, capo del governo d’Italia e Supremo Duce del Fascismo, la cittadinanza onoraria del Comune di Certaldo. Ad unanimità e per acclamazione l’ordine del giorno viene approvato». Il riconoscimento a Mussolini, scrive Borghini, venne conferito alle sei di sera, cioè alle 18. Ventisei giorni dopo, il 10 giugno, verrà ucciso il deputato socialista Giacomo Matteotti. Un delitto che svelò il vero volto del fascismo e fece definitivamente piombare l’Italia negli anni bui del ventennio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google