Sicurezza
L’Anpi ai sindaci: controllate se il Duce ha onorificenze
Dopo il caso di Certaldo, l’associazione si attiverà con tutte le amministrazioni per vedere se le cittadinanze onorarie a Mussolini sono state o meno revocate
EMPOLI. «Ci muoveremo insieme ai Comuni dell’Empolese Valdelsa per capire se la cittadinanza onoraria a Mussolini permane in qualche Comune del nostro territorio. In questo caso ci muoveremo per farla revocare». L’Anpi, attraverso le parole del presidente della sezione empolese Roberto Franchini,prende posizione sulla vicenda della cittadinanza onoraria al Duce, che a Certaldo – ad esempio – non è mai stata revocata ufficialmente. Si tratta di atti che trovano le proprie radici nella notte dei tempi del Ventennio, a cavallo tra il 1923 e 1924, quando ancora non era stato commesso il delitto Matteotti, che mostrò all’Italia e al mondo intero i connotati dittatoriali del fascismo. Atti che hanno quindi quasi 100 anni, che per essere ritrovati necessitano di un lungo lavoro di archivio. L’Anpi, però, ha deciso di mettersi a disposizione:«Io sono il presidente della sezione empolese – continua Franchini – ma credo che tutti i miei colleghi di zona la pensino come me. Per questo mi attiverò con loro e con le amministrazioni, per capire con certezza dove questa cittadinanza non è stata revocata. Sarà un lavoro lungo, ma noi siamo a disposizione. Alla fine dei conti sono documenti molto vecchi, che magari nel secondo dopoguerra sono passati in secondo piano perché c’erano da risolvere altre situazioni, più urgenti».
Obiettivo dell’associazione dei partigiani è uno:«Se questo documento esistesse e confermasse la cittadinanza onoraria al Duce, noi chiederemo di ritirarlo immediatamente. Perché sia chiaro: nell’Empolese Valdelsa non c’è spazio per Benito Mussolini, come la nostra storia dimostra». La bagarre sulla cittadinanza a Mussolini è scoppiata nelle scorse ore a Certaldo: grazie al lavoro di archivio di alcuni appassionati e un libro di Borghino Borghini, è emersa appunto la delibera di allora, di cui il sindaco Giacomo Cucini ha precisato di non essere a conoscenza, aggiungendo di voler fare tutti i passaggi per revocare tale riconoscimento. Il paese di Certaldo è legato a doppio filo con la lotta partigiana e la Resistenza; una figura che spicca su tutte è quella dell’ex sindaco , scomparso nel novembre 2016, fondatore della brigata Spartaco Lavagnini e presidente onorario dell’Anpi locale. A breve, tra l’altro, arriverà all’esame del consiglio comunale la proposta del Partito democratico certaldese – in linea con quanto già avvenuto in altri Comuni dell’Empolese Valdelsa – di far sottoscrivere a tutte le associazioni che utilizzano spazi pubblici, un documento con il quale si riconoscono nei valori antifascisti della costituzione repubblicana. Ma è tutto l’Empolese Valdelsa ad essere profondamente legato alla cultura antifascista: Empoli, ad esempio, è stata recentemente insignita della medaglia d’oro al merito civile per la lotta al nazifascismo, che qui causò sofferenze, morti e deportazioni. Per non parlare di Fucecchio, nel cui Padule è stato consumato il tremendo eccidio – ad opera delle truppe tedesche – del 23 agosto 1944. La questione della revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini attraversa l’Italia a tutte le latitudini e longitudini, con posizioni non sempre concordi, anche tra amministrazioni di centrosinistra: c’è chi, infatti, si è dichiarato contrario a revocare il riconoscimento all’ex leader del partito nazionale fascista, come monito su come era l’Italia di allora e come è adesso che è repubblicana e democratica. Ma nell’Empolese Valdelsa il messaggio è abbastanza univoco: lavorare per capire se in qualche cassetto di qualche archivio quel documento rimane; a quel punto muoversi per revocarlo o ritirarlo, togliendo una cittadinanza ad un personaggio politico che incarna un’ideologia che in queste zone – e non solo – ha causato enormi sofferenze alla popolazione.
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