Il Tirreno

Empoli

i pericoli

A rischio frane ed alluvioni oltre ventimila persone - La mappa

di Marco Pagli
Una strada allagata in Valdelsa (foto d'archivio)
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Una strada allagata in Valdelsa (foto d'archivio)

La fotografia dell’Empolese Valdelsa: territorio fragile ed esposto alle calamità. Tra i comuni in peggior condizione ci sono Limite, Cerreto, Vinci ed Empoli

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EMPOLI. Oltre 20mila persone nell'Empolese Valdelsa vivono in una zona ad alto rischio idraulico o frana. Una fotografia scattata da Istat e Casa Italia, struttura di missione della presidenza del Consiglio, utilizzando i dati in mano a diversi enti istituzionali. Ciò che emerge con forza, ancora una volta, è che quello degli undici comuni continua ad essere un territorio fragile e fortemente esposto alle calamità naturali.

Il rischio. Il 12% della popolazione residente, infatti, abita in un'area catalogata a rischio elevato o molto elevato sia dal punto di vista di frane e smottamenti, sia da quello di alluvioni. Un rischio che non è astratto e che si precisa nella definizione fornita dalla relazione della Protezione civile di zona: «è il valore atteso di perdite umane, di feriti, di danni alle proprietà e alle attività economiche a causa di una frana o al'alluvione, che si verifica in una certa area e in un determinato periodo». Sui 735 chilometri quadrati di superficie del circondario ben 102 sono da tenere sotto stretto controllo. Il comune più interessato da fenomeni di questo tipo è sicuramente Capraia e Limite, ma l'esposizione è alta anche a Cerreto, Vinci, Montespertoli ed Empoli. Ma entriamo nel dettaglio della situazione.

Comuni più esposti. A Capraia e Limite i cittadini che vivono in zone ad alto rischio sono nel complesso 2.860, tra pericolo frane (504) e pericolo idraulico (2.356). La vicinanza all'Arno da una parte e le colline del Montalbano dall'altra ne fanno il comune più esposto. Si stima, infatti, che quasi i tre quarti della superficie sia classificata a rischio: 18 km quadrati su 25. Anche a Vinci i numeri sono molto alti. Ben 6.022 persone vivono a rischio idraulico elevato, mentre 327 sono interessate da pericolo frane. Oltre un terzo del territorio è minacciato: 15 km quadrati sui complessivi 54. A Cerreto i residenti a rischio elevato e molto elevato sono 476 per le frane, mentre per quello relativo alle alluvioni i residenti coinvolti sono 2.254. Anche in questo caso il territorio interessato supera il 25% del totale: 13 km quadrati su un totale di 50.

Esposizione media. Ci sono poi comuni dove il rischio interessa una porzione di territorio meno estesa, ma che comunque interessa migliaia di persone. Ad Empoli, ad esempio l'area da tenere sotto controllo è il 17% del totale (62 km/q). Ma gli abitanti che ricadono nelle zone P4 e P3 sono moltissime, specie per il rischio idraulico: sono 2.176 le persone interessate dal pericolo alluvioni, mentre 295 da quello di una frana o di uno smottamento. A Montespertoli, invece, la superficie considerata a rischio è del 7%, ma va specificato che si tratta del più grande comune del circondario con 125 km quadrati. L'incubo principale è rappresentato dalle frane, che interessano quasi 2.600 persone. Mentre le alluvioni coinvolgono 402 residenti. Infine Certaldo, con il 14% di superficie a rischio: 600 cittadini sono in area ad elevato pericolo frane, mentre altri 557 ad elevato pericolo idraulico. Comuni meno esposti. A Gambassi e Fucecchio il rischio molto elevato per frana coinvolge 50 e 20 persone, mentre quello elevato 90 e 32 persone. Sono più interessati dal rischio idraulico: rispettivamente 124 e 460 cittadini, sebbene la superficie a rischio superi in entrambi i comuni il 10%. A Castelfiorentino, Montaione e Montelupo, invece, non c'è rischio frana molto elevato, mentre ci sono complessivamente 340 persone a rischio elevato (il grosso a Montelupo). Per quanto riguarda le alluvioni sono 558 i residenti a rischio elevato a Montelupo, 357 a Castelfiorentino.

 

IL DELEGATO ALLA PROTEZIONE CIVILE

Pianificazione, prevenzione e consapevolezza da parte dei cittadini. Il contenimento del rischio legato a frane e alluvioni nel circondario passa attraverso queste tre direttrici secondo Paolo Masetti, sindaco di Montelupo e delegato alla protezione civile dell'Unione dei Comuni. «Purtroppo il nostro territorio, così come la maggior parte di quello italiano, è a rischio per le calamità naturali – spiega Masetti – il pericolo idraulico e quello geologico sono i principali indicatori a questo proposito. Dal punto di vista della programmazione posso dire che il circondario è avanti grazie all'approvazione del piano di protezione civile di tutto l'Empolese Valdelsa. In quel piano è contenuta un'analisi complessiva dell'area, sono riportate le linee guida per la programmazione degli interventi e sono esplicitate le procedure d'emergenza da intraprendere in caso di calamità naturale. Ed un ottimo contributo è arrivato negli ultimi anni dalle azioni intraprese in materia dal governo». Ma tutto ciò non basta. Un altro tassello fondamentale per mantenere il territorio sicuro e per intraprendere buone pratiche in caso di fenomeno calamitoso è la consapevolezza della popolazione. «È importante che ogni cittadino conosca i rischi connaturati con il territorio dove vive – prosegue – e che collabori con la protezione civile e con tutte le associazioni di volontariato che operano in questo campo. C'è bisogno che ognuno si adegui alle norme contenute su quel piano che abbiamo redatto e che continuiamo ad aggiornare. Questo perché ogni azione riduce la necessità di interventi d'emergenza».

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