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Cacciatori a lezione per salvare il Padule

In quaranta saranno coinvolti nel piano di contenimento dei cinghiali

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FUCECCHIO. Si è svolto nella sala consiliare del Comune di Fucecchio il corso della Regione Toscana rivolto ai cacciatori per il contenimento degli ungulati nella riserva naturale del Padule di Fucecchio.

La riserva naturale dell’area umida compresa tra i territori della Provincia di Pistoia e della Città Metropolitana di Firenze è una di quelle interessate dal piano di abbattimento degli ungulati previsti dalla Regione Toscana al fine di proteggere le biodiversità e scongiurare una pericolosa alterazione degli habitat naturali nelle aree protette, aree che come ha recentemente dichiarato anche il presidente dell’Atc 5 (Ambito territoriale di caccia) Firenze Sud, Giovanni Doddoli, «sono messe sempre più a rischio da una massiccia presenza di cinghiali».

Il corso di formazione, al quale ieri sera a Fucecchio hanno partecipato circa quaranta cacciatori, era riservato a persone in possesso dell’abilitazione all’attività di controllo e alla caccia di selezione al cinghiale.

Si tratta quindi di cacciatori esperti, che potranno essere chiamati in causa per contribuire a contenere le specie attraverso piani di abbattimento programmati dalla Regione sotto il controllo delle guardie volontarie incaricate dalla polizia provinciale.

La massiccia presenza di ungulati, oltre a creare danni a coltivazioni di particolare pregio nell’area naturale del Padule di Fucecchio, come in altre aree naturali in Toscana, rischia di alterare gli habitat naturali e di modificare il prezioso patrimonio di biodiversità presente in queste zone. Per questo motivo, la Regione Toscana ha ritenuto opportuno pianificare un’attività che limiti localmente la presenza di cinghiali per tutelare l’attività agricola e le specie di interesse conservazionistico all’interno delle riserve naturali.

«Non stiamo parlando - sottolinea Doddoli - di licenza di uccidere o di caccia indiscriminata ai cinghiali, come qualcuno vorrebbe far credere, ma semplicemente di una pianificazione fatta nel rispetto delle normative vigenti per il contenimento di una specie all’interno delle riserve naturali».

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