Il Tirreno

Empoli

Proiettili e svastica alla sindaca Barnini «Ti ammazziamo»

di Francesco Turchi
Proiettili e svastica alla sindaca Barnini «Ti ammazziamo»

Le minacce in una busta recapitata in municipio con un articolo sulla consegna della medaglia al merito civile per la Resistenza

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EMPOLI. Uno sfregio sulla medaglia d’oro, fatto con una svastica, due proiettili. E una frase inquietante che si conclude con una minaccia di morte: “Ti ammazziamo”, scritta sotto a un nostro articolo pubblicato domenica scorsa, che presentava la cerimonia con il ministro Marco Minniti, che mercoledì ha premiato la Resistenza della città già capitale morale dell’antifascismo. Ventiquattr’ore dopo, quei moniti, quegli appelli a non abbassare la guardia contro i rigurgiti fascisti, lanciati dal palco dai partigiani di ieri (con la lucidità e la determinazione di settant’anni fa), si sono materializzati in una busta consegnata dalla postina al protocollo del municipio e indirizzata alla sindaca Brenda Barnini. «Serva di Mugnaini Multicoins (in realtà Multicons, ndr) e corrotta preferisci negri a i tuoi cittadini». E poi la minaccia di morte. Un messaggio delirante, scritto con un pennarello nero, accompagnato da una svastica. Al centro della pagina, sotto a un pezzo di nastro da pacchi, due proiettili. Che forse, nelle intenzioni di chi li ha spediti, sarebbero dovuti arrivare un paio di giorni prima, alla vigilia dell’evento con Minniti, con l’obiettivo di alzare la tensione, rovinare la festa, militalizzare la consegna della medaglia.

I carabinieri, che hanno sequestrato il tutto, stanno indagando per trovare il responsabile. Ma intanto la sindaca ha già individuato i mandanti: «La nuova destra fascista, il populismo xenofobo, le forze politiche che seminano odio e rancore. Se tutti i giorni qualcuno dà fiato a pensieri razzisti, è normale che poi ci possa essere anche un ciucco che prende ispirazione e fa un passo in più. In troppi, anche tra i personaggi della politica nazionale, soffiano quotidianamente sul fuoco del rancore e della xenofobia. Perché qualcuno è convinto di guadagnarci qualcosa da tutto questo». Non è solo una questione di responsabilità individuale, non si dica che è solo un matto. C’è un sistema che incoraggia e sostiene queste idee e cerca di trarne consenso elettorale. Non è accettabile». Quindi una puntualizzazione sul riferimento a Stefano Mugnaini, presidente del Consorzio Multicons di Montelupo, che gestisce oltre cinquecento migranti in tutta la Toscana finito nella bufera, tra inchieste della magistratura e vertenze degli ex dipendenti: «Non gli ho mai concesso udienza né in pubblico né in privato». Barnini si rivolge direttamente a chi ha confezionato il pacco: «Non mi fate paura perché la mia città è più forte della vostra ignoranza. Ma chi si stupisce oggi per un gesto del genere è ipocrita. Non è un attacco alla mia persona, ma a un’intera comunità e ai suoi valori, che sono quelli che ci tengono insieme, come la democrazia e la Costituzione». Che sono ben radicati: «Le centinaia di messaggi di solidarietà, mi confermano che gli anticorpi per difenderci da tutto questo sono forti. Paura? Non credo che si debba averne. Semmai c’è una preoccupazione, sociale e civile. Dobbiamo moltiplicare azioni e iniziative per salvaguardare la Memoria. Dobbiamo reagire con le stesse ragioni che abbiamo sempre portato avanti che sono quelle dell’antifascismo e della convinzione che non si deve abbassare la guardia». Sul possibile collegamento con lo sfregio al monumento all’ex vetreria Taddei dello scorso luglio (articolo in basso): «Non lo so se c’è, lo stabiliranno le indagini. Ma sicuramente questi episodi sono frutto di quel movimento di pensiero, fascista e razzista, che si sta riaffermando come “normale”, quando invece non lo è, e che ritiene che il “diverso” possa essere oggetto di violenza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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