Il Tirreno

Empoli

lutto

Morto a 14 anni, i compagni di scuola: «Ti porteremo in quinta con noi, ciao Capellone»

di Marco Sabia
Davide Terenzi e a destra il funerale (Foto Agenzia Carlo Sestini)
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Davide Terenzi e a destra il funerale (Foto Agenzia Carlo Sestini)

Cerreto Guidi: centinaia di persone al funerale del ragazzo ucciso da un'auto dopo che era sceso dal bus

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CERRETO GUIDI. La piccola chiesa di Pieve a Ripoli, abbarbicata sulla collina a poche decine di metri da dove Davide Terenzi è stato investito, non avrebbe mai potuto contenere tutte le persone giunte per dare l’ultimo saluto al 14enne morto lunedì mattina dopo il tragico incidente in cui era rimasto coinvolto sulla provinciale Pisana, a Pieve a Ripoli, a due passi dalla casa del padre Gianluca. La chiesa si è riempita di ragazzi, come Davide. Chi con una rosa bianca, chi con una rosa rossa. Prima della funzione un amico di Davide si passava fra le mani sconsolato una di queste rose, che nella simbologia floreale significa amore, quando è rossa; oppure purezza e spiritualità, quando è bianca. Particolarmente toccante è stato il momento in cui i suoi compagni di classe, attraverso un’amica, gli hanno voluto dare l’ultimo saluto.

La bara stava per essere coperta dalla terra, quando una ragazza – con una rosa bianca in mano e un microfono nell’altra – ha voluto dedicare un pensiero d’affetto allo sfortunato compagno:«C’eravamo ripromessi di arrivare in quinta insieme, ora ti ci porteremo noi, perché saremo sempre assieme. Noi ci saremo sempre, ti vogliamo bene: ciao Capellone». Davide, infatti, aveva una chioma fluente e piena di ricci, castano chiaro: una sua foto, dei momenti felici e spensierati, è stata messa sulla bara bianca che custodiva le sue spoglie. E lì è rimasta per tutto il funerale in chiesa.

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Non tutti sono riusciti ad entrare e c’erano almeno 250 persone. Al prete che ha officiato la funzione – don Stanislas Ngendakumana – è toccato l’arduo ed impossibile compito di provare a consolare la famiglia, a partire dal padre Gianluca Terenzi e dalla madre Oksana Ruban: «Siamo scioccati e devastati da questa perdita, fulminati da un dramma che non doveva succedere ma che è accaduto. Morire così giovani, quando si elaborano i progetti della vita, è veramente drammatico. Per noi come umani è difficile capirlo: il cervello può farlo, ma il cuore non lo accetta, davanti alla sofferenza. Con la nostra presenza dobbiamo indirizzare i flussi dei nostri cuori verso la famiglia, per far sentire loro un po' di calore. La comunità gli è vicina, non facciano che siano soli a vivere un dolore del genere, che è un macigno. Anche il silenzio serve, in questi momenti le parole sono vuote.

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Nessuno può descrivere un dolore del genere, per dei genitori significa la perdita della speranza della continuità della vita, il punto focale dei propri affetti. Alla famiglia dico “non lasciatevi schiacciare”. Avete perso un tesoro, quando sarà il tempo cercate di tornare a vivere, aprite il cuore per continuare a camminare su questa terra. Anche la vostra vita è importante. Si è già perso troppo».«Anche se un giusto parte prematuramente – continua il prete - la sua vita è custodita in Dio. Il valore della vita non corrisponde agli anni, ma ciò che conta è quello che si fa. Dio ha creato Davide nel suo splendore, era un grande amico per tutti voi. Continueremo a pregare per lui, a incoraggiarci l'uno con l'altro. Un giorno lo rivedremo, lui già ci vede e ci sente ed è vicino a noi». Quando il funerale stava per finire, un raggio di luce ha fatto capolino dalla porta laterale ed è andato a illuminare i volti di alcuni amici di Davide, che si stavano abbracciando, stretti nel tentativo di consolarsi, ma senza parole per quello che si sono trovati a vivere. Ragazzi che a quell’età dovrebbero pensare ai primi amori, al motorino, alla scuola: di sicuro non alla perdita di un amico.
 

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