Sicurezza
I bagni della scuola messi ko dagli incivili
È la replica di sindaco e dirigente reggente (che in molti non hanno riconosciuto) allo sciopero degli studenti
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FUCECCHIO. La protesta, come annunciato, alla fine c’è stata. Decine di ragazzi del Checchi – sede distaccata di via Padre Checchi – non sono entrati in classe ieri mattina, per protestare contro le condizioni disagevoli dei bagni, intasati da un paio di giorni e tornati a funzionare proprio ieri mattina. È emerso che i bagni erano bloccati perché dentro vi era stato gettato un po’di tutto: per questo i ragazzi hanno intenzione di convocare un’assemblea straordinaria, allo scopo di “scoraggiare” gesti del genere, che creano disagi a centinaia di studenti, che per due giorni hanno dovuto usare – facendo la fila – i bagni dei professori.
Non c’erano cartelli né striscioni o megafoni: a scuola è arrivata anche la preside Patrizia Paperetti – che alcuni studenti non hanno riconosciuto – sintomo di quanto gestire le reggenze nelle scuole (è dirigente anche dell’istituto Enriques di Castelfiorentino) sia complicato e non permetta di avere un contatto costante con gli studenti. La preside ha provato a convincere i ragazzi ad entrare, poi si è arrivati ad un compromesso, con un confronto nel piazzale davanti ai cancelli.
C’era anche il sindaco Alessio Spinelli, che ha anche visitato i bagni insieme ad un rappresentante d’istituto. Lo “sciopero”, per farla breve, non ha convinto sindaco e dirigente: «Il problema – spiegano – è che i bagni degli studenti sono stati intasati per l’ennesima volta da qualcuno, come dichiarato anche dagli stessi ragazzi. In passato sono stati rimossi dagli scarichi della scuola anche contenitori di bevande e frammenti di tessuti, oltre a interi rotoli di carta igienica. Non a caso non si è mai verificato nessun intasamento nei bagni dei docenti e in quello dei portatori di handicap. Anche per i servizi igienici, comunque, l’intervento dell’idraulico ha risolto il problema in tempi rapidissimi». Il sindaco e la dirigente scolastica, hanno sollecitato i rappresentanti di istituto affinché continuino a farsi portavoce dei disagi degli studenti ma che provvedano anche a invitare i propri compagni ad un uso appropriato dei servizi igienici e di tutta la struttura scolastica in generale. I ragazzi, da parte loro, hanno ribattuto che non si può fare la fila per andare al bagno “col numerino” e che – se c’è qualcuno che sbaglia – non possono pagare tutti. Sul posto c’era anche una pattuglia dei carabinieri per verificare che non fosse impedito a nessuno l’accesso alla scuola. (m.s.)
Non c’erano cartelli né striscioni o megafoni: a scuola è arrivata anche la preside Patrizia Paperetti – che alcuni studenti non hanno riconosciuto – sintomo di quanto gestire le reggenze nelle scuole (è dirigente anche dell’istituto Enriques di Castelfiorentino) sia complicato e non permetta di avere un contatto costante con gli studenti. La preside ha provato a convincere i ragazzi ad entrare, poi si è arrivati ad un compromesso, con un confronto nel piazzale davanti ai cancelli.
C’era anche il sindaco Alessio Spinelli, che ha anche visitato i bagni insieme ad un rappresentante d’istituto. Lo “sciopero”, per farla breve, non ha convinto sindaco e dirigente: «Il problema – spiegano – è che i bagni degli studenti sono stati intasati per l’ennesima volta da qualcuno, come dichiarato anche dagli stessi ragazzi. In passato sono stati rimossi dagli scarichi della scuola anche contenitori di bevande e frammenti di tessuti, oltre a interi rotoli di carta igienica. Non a caso non si è mai verificato nessun intasamento nei bagni dei docenti e in quello dei portatori di handicap. Anche per i servizi igienici, comunque, l’intervento dell’idraulico ha risolto il problema in tempi rapidissimi». Il sindaco e la dirigente scolastica, hanno sollecitato i rappresentanti di istituto affinché continuino a farsi portavoce dei disagi degli studenti ma che provvedano anche a invitare i propri compagni ad un uso appropriato dei servizi igienici e di tutta la struttura scolastica in generale. I ragazzi, da parte loro, hanno ribattuto che non si può fare la fila per andare al bagno “col numerino” e che – se c’è qualcuno che sbaglia – non possono pagare tutti. Sul posto c’era anche una pattuglia dei carabinieri per verificare che non fosse impedito a nessuno l’accesso alla scuola. (m.s.)
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