Il Tirreno

Empoli

In 500 per l’addio a Matteo: «Sarai nei nostri cuori»

In 500 per l’addio a Matteo: «Sarai nei nostri cuori»

Il corteo funebre da casa fino al cimitero  con la sua squadra e tantissimi amici  

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LIMITE. Raccontare il dolore di ragazzi che sono a malapena maggiorenni è doloroso. Vederli piangere, per la perdita di un amico coetaneo, lo è ancora di più. Giovani che – come lo sfortunato Matteo Carmignato – iniziano a pianificare il loro futuro, la loro vita “da grandi”. E che ieri si sono ritrovati ad abbracciare la bara dell’amico, a coprirla affettuosamente con la maglia della squadra, per poi cercare di nascondere le proprie lacrime. Perché un funerale di un ragazzo di 17 anni, alla soglia della maggiore età, è un qualcosa che non trova spiegazione, almeno a livello emotivo.

Il caso – o il destino, per chi ci crede – ha voluto che l’attaccante dell’Us Capraia e Limite se ne andasse improvvisamente in una sera d’inverno – dopo alcuni giorni a letto con la febbre – mentre stava parlando al telefono con un amico. Che, terrorizzato dal fatto che Matteo non rispondesse più, aveva allertato i genitori, i quali avevano chiamato il 118. La vita di Matteo Carmignato è finita così, senza che potesse godersi tutti gli anni che aveva davanti, il percorso a scuola e tutte le passioni che amava coltivare, dal calcio al Palio del paese.

Ieri è stato il momento dell’ultimo saluto allo studente: un fiume di persone – praticamente tutto il paese – si è riversato in via Palandri, a casa del 17enne, da dove poi è partito il feretro, diretto al cimitero. Tutta la comunità di Limite si è stretta al dolore della famiglia, a partire dai genitori Sandra a Franco e dai fratelli più grandi Marco ed Elèna. Cinquecento persone dalla casa di Matteo hanno accompagnato il feretro al cimitero, che è stato anche benedetto in chiesa, da parte del parroco don Franco Sgrilli.

La famiglia, infatti, ha scelto il rito in forma civile e la salma è stata tumulata, tra i singhiozzi e pianti di chi voleva bene al giovane Matteo, alle 11. 30 di ieri. Un grande striscione, scritto rosso su bianco, ha accompagnato il feretro: “Ti portiamo nel cuore perché per mano non possiamo. Ti si vole bene”. Uno striscione realizzato dagli amici dell’Unione sportiva Capraia e Limite, giunti in massa per salutare l’amico che giocava nella juniores. Insieme a loro i compagni di scuola del Ferraris e gli amici del rione “Di Sotto”. Oltre a tanti semplici cittadini, anch’essi sconvolti da questa prematura scomparsa.

Questa è la cronaca di una mattinata dove il silenzio del corteo funebre ha descritto in tutto e per tutto l’incapacità di trovare parole adatte dinanzi ad un lutto del genere. Ma che – nella tristezza – ha fatto emergere l’amore e l’affetto per Matteo. La salma è giunta in via Palandri dalle cappelle mortuarie del San Giuseppe di Empoli, quando erano circa le 10. 20. Subito gli amici si sono avvicinati, con un completino del Limite pieno delle loro dediche e dei loro messaggi. Tanti altri hanno preso un fiore in mano: rose bianche, simbolo di purezza; ma anche fiori colorati, pronti per sbocciare, come lo era la vita di Matteo. Nel tragitto dalla chiesa – dove la salma è stata benedetta – al cimitero, gli amici si sono dati il cambio nel sorreggere la bara, dove campeggiava una bella foto del giovane. Due applausi hanno rotto il silenzio: quando la salma di Matteo è arrivata a casa dall’ospedale; e poi quando è uscita dalla chiesa. Don Franco ha detto anche una preghiera anche per i genitori, visibilmente distrutti da un dolore incommensurabile. Loro come gli amici, che in chiesa si tenevano la testa fra le mani, con gli occhi gonfi di lacrime. A 17 anni certe emozioni – negative e positive – non trovano né argini né spiegazioni, per cui il pianto si trasforma in valvola di sfogo.

Gli occhi diventano rossi e in testa si crea una sensazione di “nero assoluto”. Anche perché – ed è giusto così – a 17 anni non si dovrebbe avere molta dimestichezza col dolore. Ora la comunità di Limite dovrà cercare di aiutare la famiglia Carmignato, sconvolta da un lutto improvviso e lancinante. Già vedere tutta quella gente in strada, ieri, ha dimostrato che tanti volevano bene a quel ragazzone moro che aveva tutta una vita davanti.

Marco Sabia

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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