Il Tirreno

Empoli

Muore a 17 anni al telefono con l’amico. Il dolore degli amici - Video

di Francesco Turchi
Nel riquadro Matteo Carmignato in una foto da Facebook
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Nel riquadro Matteo Carmignato in una foto da Facebook

Lo studente, che giocava a calcio negli Juniores, aveva la febbre da giorni: fatale un malore mentre era in casa

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CAPRAIA E LIMITE. La febbre lo teneva da giorni lontano dal campo di calcio. Niente allenamenti, partita saltata. Ma i motivi per mostrare a tutti il suo sorriso contagioso, non gli mancavano: all’orizzonte c’era il diciottesimo compleanno, che Matteo Carmignato avrebbe festeggiato il 5 febbraio, tra auguri, regali e tanti sogni per un futuro tutto da scrivere. Che invece non ci sarà. È stato cancellato in pochi istanti da un malore fatale.

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Mercoledì sera, intorno alle 20, il diciassettenne era al telefono con uno dei suoi tanti amici. Ma la conversazione si è interrotta all’improvviso. Per sempre. L’amico continua a ripetere il suo nome. Dall’altra parte, il silenzio.

Riaggancia e prova a richiamarlo, ma Matteo sta male. Lui lo capisce, avverte i familiari, ma quando arrivano i soccorritori con l’ambulanza della Pubblica Assistenza Croce d’Oro di Limite, tentano disperatamente di rianimarlo, ma non c’è più niente da fare.

Il cuore del ragazzo – che secondo quanto è emerso finora non soffriva di particolari patologie – non riprende più a battere. E un’onda di dolore travolge tutta la comunità, sconvolta di fronte a una tragedia così grande, che soltanto l’accertamento diagnostico potrà chiarire.

Ma intanto Limite si ritrova orfana di un ragazzo «affettuoso, sempre pronto a scherzare con tutti», «fedele al suo paese e ai suoi colori», pieno d’amore per una famiglia molto conosciuta e stimata: mamma Sandra ha aperto da poco più di un anno la panetteria-gastronomia “Pan per focaccia” nel cuore di Montelupo Fiorentino, dove spesso si vedeva anche Matteo, quando era libero dagli studi (frequentava l’istituto Ferraris Brunelleschi a Empoli); babbo Franco, ex dipendente della Revet, ora in pensione; e i fratelli più grandi Marco ed Elèna, nati dal primo matrimonio di Franco.

«Non riesco a crederci» ripete con un filo di voce Luca Rinaldi, allenatore della squadra Juniores dell’Unione sportiva Limite e Capraia: «Allenavo Matteo da un anno e mezzo. Era un attaccante. Ma soprattutto un ragazzo d’oro. Giovedì scorso aveva interrotto l’allenamento, perché non si sentiva bene. Sabato non è venuto alla partita. Ieri pomeriggio (mercoledì, ndr), mi ha inviato un messaggio, per avvertirmi che aveva ancora la febbre e che avrebbe saltato l’allenamento».

Niente di allarmante, considerando che siamo proprio nei giorni del picco influenzale. «E invece – racconta l’allenatore – intorno alle 21.30 mi ha telefonato un altro ragazzo della squadra, dicendomi che Matteo non c’era più. Non ci credevo, siamo andati di corsa a casa sua. Era tutto vero. Ora non riesco a pensare di andare al campo e non trovarlo lì, che mi dice “mister, oggi non si corre. Si fa la partitella”».

Al fianco di Luca, in panchina, da quest’anno c’è anche un altro mister, Luciano Gori: «Era un ragazzo sempre scherzoso. E sano: proprio pochi mesi fa aveva superato la visita sportiva per l’idoneità. Me lo ricordo bene, perché a fine ottobre non aveva giocato, in trasferta a Gambassi Terme, proprio perché gli era scaduto il certificato. E così aveva fatto il guardalinee... Poi aveva superato la visita e la settimana successiva era tornato in campo».

Con l’allegria e la passione che lo accompagnavano da sempre, a caccia di gol: «Era un ragazzo buono e affettuoso – racconta con la voce rotta dal pianto la compaesana Cinzia Becucci, che l’ha visto nascere e crescere – è una perdita enorme per tutto il paese. I suoi coetanei sono sconvolti, ma tutti noi a Limite siamo distrutti. Non ci sono parole».

In lutto anche il rione “Di sotto”: «Vogliamo ricordare il nostro amico Matteo, campione e membro fondamentale di tiro alla fune nell’ultima edizione del Palio, lui che era l’amico di tutti che con il suo sorriso riusciva sempre a trasmettere il buonumore. Nato e cresciuto a Limite – si legge in un post su Facebook – è sempre rimasto fedele al suo Paese e ai suoi colori. Le tante risate, la voglia di stare insieme, il suo essere sempre l’ultimo ad alzarsi da tavola, i pomeriggi trascorsi con lui al “Melo” e le infinite sfide al biliardino alla casa del popolo. Tutto questo e molto altro è ciò che ci mancherà di lui. Sarà per sempre un nostro amico e un nostro compagno».

La salma di Matteo Carmignato è rimasta esposta nella sua abitazione fino al pomeriggio di ieri, quando poi è stato disposto il trasferimento a Firenze all’ospedale San Giovanni di Dio, dove probabilmente già nella giornata di oggi saranno effettuati accertamenti per cercare di chiarire la causa del decesso; poi la salma sarà restituita alla famiglia, per il funerale.

 

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