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Empoli

Da Viterbo con l’infarto non trova un posto in tutti gli ospedali dell’Asl

Da Viterbo con l’infarto non trova un posto in tutti gli ospedali dell’Asl

Un empolese si è pagato l’ambulanza dalla città laziale ed è arrivato al S. Giuseppe dove è stato curato Poi è stato trasferito a Pontedera perché anche a Prato, Pistoia e Firenze i reparti di cardiologia erano pieni 

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EMPOLI. Colto da un infarto a Viterbo, portato in ambulanza a sue spese a Empoli, curato al San Giuseppe e poi infine, dopo una giornata di disagi e preoccupazioni, pronto per essere ricoverato in un reparto di cardiologia. Ma l’altra sera, nella grande area vasta Empoli, Prato, Firenze, Pistoia, non c’era un letto a disposizione per questo signore empolese, tra l’altro cardiopatico e già in cura a Empoli. Da qui la ricerca anche in altre strutture confiunanti e la collocazione finale in un’altra azienda sanitaria varcando provincia, all’ospedale di Pontedera.

Ieri sera c’è stata l’ennesima emergenza di posti letto che da settimane viene segnalata da pazienti e organizzazioni sindacali. Tra l’altro, dopo tre giorni di blocco sempre per la carenza di posti nei reparti di medicina, ancora le operazioni chirurgiche non sono riprese al cento per cento al san Giuseppe: ieri mattina quelle di tipo più importante sono state effettuate ma quelle più semplici, in regime di day surgery, invece sono a singhiozzo: ieri sono state fatte ma oggi non sono previste.

Sulla vicenda del paziente empolese colto da infarto a Viterbo si sono innescate numerosi e pesanti proteste. L’uomo che si è sentito male si trovava a Viterbo per lavoro. Nella città laziale e dintorni, a quanto spiegato, non avrebbe trovato la cura e la sorveglianza che voleva. Non ci sarebbe stato neppure un supporto da parte della struttura sanitaria a trovare altre soluzioni in ospedali vicini.

Da qui la decisione di lasciare Viterbo e il Lazio, pagarsi il trasporto fino a Empoli in ambulanza con un costo di almeno 500 euro (un euro a chilometro di trasporto, questo è quanto la Regione rimborsa alle associazioni di volontariato per i viaggi). Poi l’arrivo al San Giuseppe alle 21,20 dove gli è stata praticata da un cardiologo la terapia per l’infarto. Alle 0,50 del giorno dopo la partenza per Pontedera perché nella Toscana centro non c’era un posto a disposizione. «Un ennesimo scandalo intollerabile che testimonia il fallimento delle politiche sanitarie del Pd - spiega il consigliere regionale di M5S Andrea Quartini - e il peggioramento della qualità del servizio sanitario pubblico dovuto alla riforma Saccardi-Rossi».

«Può darsi che in questo momento i ricoverati cardiopatici siano molto numerosi - commenta Gianni Piccini del sindacato Nursind - Ma se così non fosse, e se i posti letto di cardiologia, che sono di nicchia, fossero adibiti ad altre patologia, tutto questo sarebbe intollerabile».

Di fronte all’odissea del paziente empolese, risponde l’Asl Toscana centro. «La rete ospedaliera toscana ha funzionato, il paziente, che comunque non ha avuto bisogno di angioplastica, doveva essere ricoverato in una cardiologia e così è stato fatto grazie alla collaborazione con l’Asl Nord est . Il paziente è stato portato all’ospedale di Pontedera con cui quello di Empoli ha rapporti di collaborazione».

Lucia Aterini

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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