Il Tirreno

Empoli

Rapinatore in fuga spara una fucilata

di Marco Sabia
Rapinatore in fuga spara una fucilata

Il bandito scappa in moto col complice, la titolare sotto choc: «Con quel botto ho capito che non era uno scherzo»

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CERRETO GUIDI . «Quando ho sentito lo sparo mi sono accorta che era tutto vero». Silvana Ranaudo è la titolare del supermercato Ok Sigma di Stabbia, dove ieri un uomo armato di fucile a canne mozze ha seminato il panico, sparando sulla vetrata poco prima di darsi alla fuga con circa 2500 euro. Un’azione che ha lasciato sotto choc i dipendenti, che erano andati a lavoro come ogni giorno, senza minimamente pensare che avrebbero vissuto alcuni minuti di panico.

La rapina a mano armata è andata in scena in piazza Rossa, nel centro della frazione cerretese: davanti all’Ok Sigma c’è un ampio parcheggio, dove spesso regna il silenzio. Ieri mattina, alle 11.34, qualcosa ha destato la sonnacchiosa Stabbia: un uomo alto e robusto – con passamontagna e casco a metà testa – entra dentro il supermercato; in una mano un fucile a canne mozze, nell’altra un sacchetto di plastica da supermercato, di quelli che non sono più in commercio. L’uomo – giovane italiano senza particolari inflessioni dialettali – entra e si dirige alla cassa, dove c’è un cassiere: «Apri la cassa e metti i soldi dentro», ordina all’uomo che sta alla cassa, che obbedisce e gli svuota l’incasso nel sacchetto.

Tra i residui della sera precedente e l’incasso della mattinata, ci sono circa 2500 euro, che adesso sono ben stretti nel sacchetto di plastica. Una volta presi i soldi il rapinatore si gira verso la vetrata. E qui succede qualcosa che non era preventivabile. L’uomo spara verso l’alto e colpisce l’angolo destro della vetrata che regge la porta scorrevole; poi esce “tranquillamente” e sale in sella alla moto, sulla quale il complice (munito di casco) lo stava già aspettando. Da lì la fuga col bottino, sembra in direzione Fucecchio.

Per i dipendenti è stato un colpo duro da reggere, simile a quello preso dalla vetrata. A inquietare è il modus operandi e la presenza di quel fucile a canne mozze, che rimanda inevitabilmente alla criminalità organizzata e agli agguati; non è escluso che il canne mozze sia stato ricavato segando un fucile a canna lunga, allo scopo di avere una “rosata” di pallini più ampia e devastante, utile per colpire più persone da distanza ravvicinata.

Un colpo del genere sparato in aria sa di intimidazione, del tipo «guardate cosa posso fare». Il fucile, oltretutto, potrebbe essere anche rubato. Su questo, comunque, stanno indagando i carabinieri, che sono giunti subito sul posto per fare i rilievi, raccogliere le testimonianze e prendere i filmati del sistema di videosorveglianza e delle altre telecamere presenti in zona.

Il supermercato avrebbe dovuto chiudere alle 13, ma alle 13.30 la titolare è ancora lì, insieme ai militari. Sta finendo di sistemare i carrelli, mentre attende che i militari finiscano il loro lavoro. È amareggiata, anche perché è la seconda volta che subisce una rapina a mano armata: a febbraio 2012, infatti, all’allora Supermeta un rapinatore entrò con la pistola e scappò con 1000 euro in tasca. Tre anni dopo, invece, al supermercato Coop dall’altra parte della strada c’era stata un’altra rapina. Per la sconfortata titolare due rapine a mano armata iniziano ad essere tante: «All’inizio – racconta – sembrava quasi uno scherzo, perché può succedere che qualcuno si affacci e scherzosamente dica “questa è una rapina”. Però poi abbiamo capito che non era così, quella voce forte e quel fisico robusto non erano tipici di chi voleva scherzare. E poi quello sparo mi ha fatto ripiombare nella realtà di quegli istanti drammatici. È un gesto che sinceramente non mi spiego». Nonostante tutto il supermercato ha subito riaperto per il pomeriggio. Per tutta la tarda mattinata c’è stato anche un viavai di curiosi, in quanto la notizia ha ben preso iniziato a girare nella frazione. Una giornata bagnata da una pioggia appena accennata è andata così in archivio, lasciando una scia di incredulità e paura negli animi di chi era al supermercato in quegli istanti. È la prima volta, nella cronaca recente dell’Empolese Valdelsa, che qualcuno impiega un canne mozze per una rapina. Di solito, infatti, vengono preferite pistole, vere o finte. O armi bianche.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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