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Empoli

Cittadella dei disabili, c’è l’accelerata dell’Asl

Cittadella dei disabili, c’è l’accelerata dell’Asl

A giorni l’azienda sanitaria e il Comune firmeranno un accordo di programma Il progetto Terrafino torna in auge nonostante il no di molte associazioni

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EMPOLI. Per il progetto della “cittadella dei disabili” questo primo mese del 2018 sarà decisivo. Asl e Comune di Empoli, infatti, firmeranno un accordo di programma, entro gennaio. L’accordo, però, deve prima passare dal vaglio del consiglio comunale di Empoli. E poi, se approvato, potrà essere firmato. E dare quindi il via alla “fase 2” del progetto Terrafino. L’Asl Toscana Centro, infatti, sta revisionando il progetto originario, secondo le indicazioni dell’assessora regionale alla Sanità Stefania Saccardi, che aveva senza ombra di dubbio bocciato l’ipotesi del “casermone”. L’Asl anticiperà i soldi, che saranno restituiti dal Comune dopo la vendita delle ville Fucini e Cerbaiola. Prima cosa da vedere – a questo punto – è come saranno organizzati gli spazi. Oltre che sapere quante persone vi faranno riferimento: si parla di 70 utenti, di cui 40 nel diurno per persone con disabilità grave, 10 per chi soffre di autismo e 20 posti per il residenziale. L’appuntamento decisivo per questo mese – al momento – rappresenta l’unica tempistica certa, come spiegano dalla Asl, che conferma che a gennaio ci sarà la firma di questo accordo, dopo il passaggio in consiglio comunale. Ma cosa significa che macro Asl e Comune firmeranno un “accordo di programma”? Tecnicamente, a livello di diritto amministrativo, un accordo di programma è una convenzione tra enti territoriali (Regioni, Province o Comuni) ed altre amministrazioni pubbliche mediante la quale le parti coordinano le loro attività per la realizzazione di opere, interventi o programmi di intervento. Si fanno accordi del genere quando i soggetti coinvolti sono molteplici: Comuni, Province, Asl o altre realtà pubbliche. Dall’accordo di programma passa l’approvazione del progetto che porterà alla realizzazione degli interventi scelti. Quindi, dopo un silenzio di più di un anno, emerge che qualcosa si è mosso e che potrebbero esserci grosse novità a breve.

Dovrà infatti essere presentato e approvato un progetto, relativo ad una struttura che ha fatto litigare enti e associazioni (non tutte), che portano avanti le ragioni dei ragazzi disabili. Lo spettro iniziale del “casermone” fece deflagrare la polemica, scatenando il tutti contro tutti. Poi ci fu l’intervento dell’assessore Stefania Saccardi, che chiese la rivisitazione architettonica del progetto alla Asl, che ha poi agito di conseguenza.

Nedo Mennuti, direttore della rete territoriale dell’Asl, non vuol sentir parlare né di “casermone” né di “cittadella dei disabili”: «Noi dobbiamo realizzare un centro polivalente, un “Hub” che ci permetta di rispondere a tutte le esigenze. La necessità deriva dal fatto che chi soffre di patologie gravi si trova spesso in centri aspecifici. Poi ci potranno anche essere spazi per il lavoro, penso all’agricoltura. E spazi in comune, come ad esempio un campo da calcio».

Siccome si tratta di una spesa che supera i 2 milioni di euro, sarà necessaria una gara europea: questo allungherà sicuramente i tempi, su un cronoprogramma che prevedeva – a ottobre 2016 – di inaugurare la struttura, realizzata sul terreno al Terrafino donato dalla famiglia Artini, nel 2020. Per cui, al momento, non ci sono tempistiche certe; anche perché si tratta di una gara europea, che va istruita. Poi c’è da assegnare i lavori, farli partire e concluderli. Servono – in teoria – almeno un paio d’anni, quindi prima del 2020 sarà difficile vedere la realizzazione della “cittadella”. Sempre che dalle intenzioni e dalle parole si riesca a passare ai fatti, anche perché al progetto – originario – si erano opposte molte associazioni, tramite il coordinamento Dipoi. Resta da vedere come queste associazioni prenderanno “l’accelerata” della Asl e come reagiranno al progetto, nella sua nuova versione, quale essa sia.

Marco Sabia

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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