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Il Centro Empoli chiuso lancia i saldi nel giro

Il giro di Empoli
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Il giro di Empoli

Segnali positivi nel primo weekend di ribassi, picco di presenze per l’Epifania quando i negozi di Santa Maria non hanno alzato la saracinesca

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EMPOLI. I saldi – per i commercianti – sono un po’ il termometro degli affari, specie oggi che le vendite promozionali si susseguono durante l’anno, anche oltre il classico periodo riservato ai saldi estivi ed invernali. Quest’anno – a tre giorni dalla partenza – il clima è migliore degli altri anni, anche se non si può ancora cantare vittoria.

I commercianti del Giro di Empoli sono mediamente soddisfatti: particolarmente redditizia è stata l’apertura per l’Epifania, vista la contemporanea chiusura del centro commerciale di Unicoop. Praticamente, per un giorno, la gente è tornata a comportarsi come faceva quindici anni fa, quando il centro ancora non c’era: se c’era voglia di fare acquisti l’unica strada era quella del Giro, coi suoi negozi.

Una situazione che si è riproposta per l'Epifania e che – a sentire alcuni commercianti – ha portato tanta gente per le strade e fra gli scaffali dei negozi. «Il 5 ed il 6 gennaio abbiamo lavorato – racconta Anna Maltinti di Fontanelli – domenica 7 un po’ meno, ma credo dipenda dalla tipologia della nostra clientela. Col centro commerciale chiuso abbiamo visto tornare tanta gente in centro, quando è invece aperto è normale che tanti vadano là a fare acquisti. Complessivamente è una buona partenza, e già il Natale è stato migliore di quello del 2016».

Sulla stessa lunghezza d’onda Cristina Martini, dipendente de La Viaggeria: «Siamo soddisfatti, si può dire che la partenza è incoraggiante, dopo alcune mattinate un po’ a rilento».

Si discostano leggermente, invece, Camilla Fantappiè e Martina Masi, che lavorano da Disegual: «Abbiamo avuto più gente domenica 7 gennaio che per l’Epifania, però si può dire che siamo nella media rispetto agli anni scorsi». Ora, facendo una passeggiata nel Giro, si capisce velocemente che per strada c’è abbastanza gente, che invece di rimanere solo a guardare le vetrine, decide di entrare e di acquistare qualcosa.

La tendenza è quella di una ripresa negli acquisti, anche in quelli griffati, dove lo sconto fa virare verso l’acquisto, come spiega Lapo Cantini di Confesercenti: «Io credo si possa parlare di riscossa di calzature e abbigliamento, dopo anni in cui le persone hanno risparmiato proprio su questi aspetti. È sicuramente il miglior periodo degli ultimi anni, ma già lo sapevamo, visto che vanno a confermarsi i trend di ripresa già analizzati. Le persone stanno tornando a spendere anche su prodotti “di prezzo”, dando valore a quello sconto che vi viene praticato. È importante in una zona come l’Empolese Valdelsa».

Però c’è un però, sebbene la situazione sia più rosea rispetto agli anni bui della crisi. I saldi – e questa è una battaglia di Confesercenti – andrebbero spostati più avanti: «Non ha più senso – continua Cantini – tenere i saldi subito dopo il Natale, perché così facendo si impedisce per un mese ai commercianti di vendere a prezzo pieno. I saldi andrebbero spostati a fine gennaio, limitandone la durata. È un argomento su cui lottiamo da tempo ma sui cui anche la politica è un po’ ferma nel prendere una decisione».
Confesercenti ha fatto anche una prima stima di quello che saranno i saldi invernali: 150/160 euro la spesa media a persona; 20-30% lo sconto medio praticato sulla merce a saldo nei primi giorni.
Poi, dando una visione d’insieme, emerge che il valore dei saldi è del 40-45% sul fatturato totale di un’azienda, che non è esattamente un’inezia. È soprattutto il settore moda a cercare riscossa, dopo l’ennesimo anno difficile. Le vendite di fine stagione diranno se questa riscossa è arrivata davvero.
Infine gli articoli più venduti: cappotti, piumini, maglioni e pantaloni per il settore abbigliamento e stivali per il settore calzature; senza dimenticare gli intramontabili smartphone, computer ed elettrodomestici di ultima generazione, che sono sempre nel mirino dei potenziali acquirenti a caccia d’occasioni.

Marco Sabia

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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