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Vinci piange il massimo esperto del Genio

Vinci piange il massimo esperto del Genio

Addio al professore Carlo Pedretti, la camera ardente allestita nella Biblioteca Leonardiana

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VINCI. Alla soglia dei novant’anni, Carlo Pedretti, dopo una lunga malattia, ha lasciato la vita terrena. Lascia un corpus di studi su Leonardo da Vinci ineguagliabile, e tanti progetti avviati anche di recente che vedranno la luce nei prossimi anni. Progetti ambiziosi, curati e seguiti fino all’ultimo dal grande studioso. Profondo cordoglio è espresso dall’amministrazione comunale di Vinci, che testimonia la vicinanza alla famiglia e l’affetto per il professore, un grande amico di Vinci.

Per la camera ardente, si apriranno le porte della Biblioteca Leonardiana, circostanza rarissima, per tributare gli onori dovuti a chi ha dedicato tutta la vita allo studio e alla divulgazione dell’opera del Genio. Pedretti, direttore dell’” Armand Hammer Center for Leonardo Studies” dell’Ucla, l’Università della California a Los Angeles, uno dei più autorevoli interpreti dell’opera del Genio vinciano, nel 2008 era stato insignito della cittadinanza onoraria della città di Vinci; «È in particolare in conseguenza dell’imponente attività di ricostruzione cronologica – paragonabile, nella seconda metà del XX secolo, solo all’opera di Augusto Marinoni – ed approdata ormai ad un complessivo riordino codicologico del lascito leonardiano, che possiamo dire che oggi non è possibile leggere e studiare Leonardo prescindendo dall’opera di Pedretti», si leggeva nelle motivazioni del conferimento, e in tal modo il nome di Pedretti si accostava a quelli di Gustavo Uzielli, Charles Ravaissaon Mollien, Theodor Sabachnikoff e Giovanni Piumati.

Una vita per Leonardo. Pedretti, nato a Bologna nel 1928, inizia a pubblicare studi su Leonardo già alla metà degli anni Quaranta. Nel 1959 si trasferisce a Los Angeles, dove ha insegnato a lungo presso l’Università della California, mantenendo però sempre un profondo rapporto con l’Italia e l’Europa. Continua e intensa la sua partecipazione alle “Letture Vinciane” , appuntamento fisso nella città natale di Leonardo dal 1960. Ha tenuto 5 letture, l’ultima nel 2004. Migliaia le pubblicazioni sull’artista vinciano. Da molti anni aveva stabilito la sua residenza, prima estiva e recentemente definitiva, a Castel Vitoni (Lamporecchio). Da una località lì vicina Leonardo trasse il meraviglioso “Paesaggio della vallata dell’Arno” (1473), il primo disegno conosciuto dell’artista, custodito oggi agli Uffizi.

Pietre miliari. Il contributo di Pedretti nella ricostruzione della cronologia dell’enorme lascito di scritti e disegni raccolto nei manoscritti di Leonardo, e la sua attività di editore e commentatore di tale lascito, attività che viene progressivamente intrecciandosi con il programma di pubblicazioni facsimilari curato dalla casa editrice Giunti di Firenze, sono i pilastri fondamentali della ricerca, svolta per tutta la vita dallo studioso. Fin dal 1968 lavora alla revisione dell’opera di Sir Kenneth Clark, “The Drawings of Leonardo da Vinci in the collection of Her Majesty the Queen at Windsor Castle” , revisione che porta nel 1968 alla definitiva seconda edizione dell’opera. Poi, l’edizione facsimilare del “Codice Leicester Hammer”, dove stabilisce una nuova diversa sequenza dei fogli del codice; l’edizione, insieme a Carlo Vecce, del “Libro di Pittura” nel 1995, e successivamente quella del “Codice Arundel” della British Library; infine, nel 2004, l’edizione critica dei Disegni di Leonardo da Vinci nelle Gallerie dell’Accademia di Venezia.

Pedretti ha mantenuto per tutta la vita un legame stretto con Vinci; non a caso, l’ultima apparizione pubblica è stata proprio a Vinci, nel settembre scorso insieme ad Alberto Angela. Pedretti volle onorare l’invito, nonostante l’età e qualche acciacco; salì sul palco e duettò magistralmente con Angela. Recentemente aveva ricevuto la nomina nel comitato nazionale per le onoranze a Leonardo in occasione del 500º anniversario della morte del Genio. Bellissime le sue parole dopo il conferimento della cittadinanza onoraria: «Ho avuto sempre e comunque un solo chiodo fisso, Leonardo e Vinci. Lavorare una vita intera sui manoscritti di Leonardo è un’esperienza indimenticabile, che dà significato a una vita stessa». La camera ardente sarà allestita in Biblioteca Leonardiana (oggi ore 16-18 e domani ore 10-18). Funerale lunedì a Vinci nella chiesa di S. Croce alle 11.

Paolo Santini

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