Sicurezza
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In dieci anni persi 50 posti «Aggirata la clausola»
EMPOLI. I cinque posti di lavoro persi al negozio C’Art per il mancato rinnovo del contratto di affitto da parte del consorzio Centro Empoli non sono i primi. Secondo le stime del sindacato sarebbero...
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EMPOLI. I cinque posti di lavoro persi al negozio C’Art per il mancato rinnovo del contratto di affitto da parte del consorzio Centro Empoli non sono i primi. Secondo le stime del sindacato sarebbero già una cinquantina i licenziamenti legati a chiusure dei punti vendita all’interno della galleria dall’apertura della struttura di via Sanzio 10 anni fa. «A fronte dei vari licenziamenti incolpevoli avvenuti in seguito a chiusure di negozi all’interno del centro commerciale – spiega Donatella Galgani della Filcams Cgil – non sono mai state fatte riassunzioni. Questo sia nei casi in cui non sia stato rinnovato il contratto d’affitto all’esercizio (in genere i contratti proposti sono di durata triennale, ndc), sia in caso di chiusure legate ad un andamento negativo dell’attività. Per aggirare l’unica norma che potrebbe salvaguardare l’occupazione in questi casi, infatti, le nuove aperture sono avvenute sempre sei mesi dopo le chiusure dei precedenti punti vendita».
Un fenomeno che ha interessato esercizi di diverse dimensioni e natura. «Quando chiuse “Il Porcellino” i 15 dipendenti persero il lavoro, nonostante poi il fondo sia stato nuovamente occupato – continua – e la stessa cosa più di recente è avvenuta con “Oro in Centro” e “Primavera Look”, a cui non sono stati rinnovati i contratti d’affitto e i cui dipendenti sono stati licenziati». Ad aggravare la situazione, secondo il sindacato, è anche il ritardo con cui i cambi vengono comunicati. Un altro elemento che gioca a sfavore dei dipendenti che perdono il posto. «In queste condizioni – spiega Fabozzi, Filcams Cgil – l’unico modo per rivendicare il contratto a tempo indeterminato è quello di fare vertenza o causa in tribunale, rischiando di causare esuberi per altri colleghi se reintegrati».
Un fenomeno che ha interessato esercizi di diverse dimensioni e natura. «Quando chiuse “Il Porcellino” i 15 dipendenti persero il lavoro, nonostante poi il fondo sia stato nuovamente occupato – continua – e la stessa cosa più di recente è avvenuta con “Oro in Centro” e “Primavera Look”, a cui non sono stati rinnovati i contratti d’affitto e i cui dipendenti sono stati licenziati». Ad aggravare la situazione, secondo il sindacato, è anche il ritardo con cui i cambi vengono comunicati. Un altro elemento che gioca a sfavore dei dipendenti che perdono il posto. «In queste condizioni – spiega Fabozzi, Filcams Cgil – l’unico modo per rivendicare il contratto a tempo indeterminato è quello di fare vertenza o causa in tribunale, rischiando di causare esuberi per altri colleghi se reintegrati».
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