Gioco
Ricercato in fuga si rifugia nelle ex aziende: scovato
di Francesco Turchi
Incastrato da un carabiniere fuori servizio che lo incrocia in bici a Fucecchio bloccato da una pattuglia: deve scontare 4 anni anche per furto e atti osceni
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FUCECCHIO. I carabinieri gli stavano dando la caccia da tempo. Gli dovevano presentare il conto da saldare con la giustizia: oltre quattro anni di reclusione. Ma lui, consapevole di essere finito nel mirino, era riuscito a sparire nel nulla. Non era in casa e neanche dagli amici. Per settimane si è rifugiato nei capannoni abbandonati di una vecchia zona industriale, dove ha trascorso giorni e notti al riparo da occhi indiscreti, limitando al minimo gli spostamenti. Ma poi ha incrociato un carabiniere fucecchiese fuori servizio. Che l’ha riconosciuto e seguito, finché non sono arrivati i suoi colleghi, che hanno fatto scattare le manette ai polsi di Paolo Appierto, 38 anni, condannato per reati contro il patrimonio e la pubblica amministrazione, ma anche per atti osceni commessi a Livorno e per questi motivi destinatario di un ordine di carcerazione emesso dal tribunale di Pisa.
Quando i militari della stazione di piazza Montanelli, a inizio dicembre, hanno ricevuto il provvedimento, hanno subito bussato alla porta di Appierto, che però non era in casa. E così anche nei giorni successivi. Da quel momento sono partite le ricerche anche in altri luoghi solitamente frequentati dal trentottenne, che però era riuscito a far perdere le proprie tracce.
Tuttavia le indagini non si sono fermate, con gli inquirenti che avevano capito che il fuggitivo molto probabilmente non si era allontanato da Fucecchio. La svolta è poi arrivata grazie all’intuito – supportato dalla giusta dose di fortuna – di un militare fuori servizio, che conosceva il ricercato.
Il carabiniere si trovava nella zona industriale di via delle Confina, alle porte di Santa Croce sull’Arno, quando ha notato un uomo in bicicletta, che pedalava sotto la pioggia e che quando ha incrociato il suo sguardo ha cercato di coprirsi, con l’aiuto dell’ombrello.
Il militare, nonostante l’avesse subito riconosciuto, non è entrato in azione, per non mettere a rischio l’incolumità dei passanti, con un inseguimento in pieno giorno. Però ha immediatamente avvertito la caserma, che nel frattempo ha mandato in suo aiuto una pattuglia. E ha continuato a pedinare il ricercato, rimanendo in contatto con i colleghi per segnalare la posizione di Appierto.
Che, quando si è reso conto di essere ormai in trappola ha tentato la fuga, ma dopo un breve inseguimento è stato bloccato al confine con Santa Croce sull’Arno, subito dopo la zona di Samo.
E a quel punto ha confermato che, per evitare il carcere e godersi ancora per un po’ di tempo la libertà, ha trascorso il periodo di Natale rifugiandosi - probabilmente con l’aiuto di qualche amico - nei capannoni industriali dismessi, sfidando le temperature gelide dell’ultimo periodo.
Al trentottenne è stata notificata l’ordinanza per reati contro il patrimonio e la pubblica amministrazione, ma anche per atti osceni commessi anche su mezzi pubblici o in prossimità di stazioni ferroviarie in varie province della Toscana.
E dopo le formalità di rito in caserma, è stato tradotto presso la casa circondariale “Don Bosco” di Pisa a disposizione dell’autorità giudiziaria.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Quando i militari della stazione di piazza Montanelli, a inizio dicembre, hanno ricevuto il provvedimento, hanno subito bussato alla porta di Appierto, che però non era in casa. E così anche nei giorni successivi. Da quel momento sono partite le ricerche anche in altri luoghi solitamente frequentati dal trentottenne, che però era riuscito a far perdere le proprie tracce.
Tuttavia le indagini non si sono fermate, con gli inquirenti che avevano capito che il fuggitivo molto probabilmente non si era allontanato da Fucecchio. La svolta è poi arrivata grazie all’intuito – supportato dalla giusta dose di fortuna – di un militare fuori servizio, che conosceva il ricercato.
Il carabiniere si trovava nella zona industriale di via delle Confina, alle porte di Santa Croce sull’Arno, quando ha notato un uomo in bicicletta, che pedalava sotto la pioggia e che quando ha incrociato il suo sguardo ha cercato di coprirsi, con l’aiuto dell’ombrello.
Il militare, nonostante l’avesse subito riconosciuto, non è entrato in azione, per non mettere a rischio l’incolumità dei passanti, con un inseguimento in pieno giorno. Però ha immediatamente avvertito la caserma, che nel frattempo ha mandato in suo aiuto una pattuglia. E ha continuato a pedinare il ricercato, rimanendo in contatto con i colleghi per segnalare la posizione di Appierto.
Che, quando si è reso conto di essere ormai in trappola ha tentato la fuga, ma dopo un breve inseguimento è stato bloccato al confine con Santa Croce sull’Arno, subito dopo la zona di Samo.
E a quel punto ha confermato che, per evitare il carcere e godersi ancora per un po’ di tempo la libertà, ha trascorso il periodo di Natale rifugiandosi - probabilmente con l’aiuto di qualche amico - nei capannoni industriali dismessi, sfidando le temperature gelide dell’ultimo periodo.
Al trentottenne è stata notificata l’ordinanza per reati contro il patrimonio e la pubblica amministrazione, ma anche per atti osceni commessi anche su mezzi pubblici o in prossimità di stazioni ferroviarie in varie province della Toscana.
E dopo le formalità di rito in caserma, è stato tradotto presso la casa circondariale “Don Bosco” di Pisa a disposizione dell’autorità giudiziaria.
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