Gioco
Furti facili nei negozi le bande si moltiplicano
di Francesco Turchi
Con la tecnica del tombino pochi rischi per i ladri: ora è allarme
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EMPOLI. Hanno capito che il raid è molto semplice e poco rischioso: non è necessario andare in giro con arnesi da scasso, che peraltro possono portare guai in caso di controlli da parte delle forze dell’ordine: basta incappare in un posto di blocco e scatta la denuncia. Meglio utilizzare un tombino, trovato sul posto, come “ariete”. E allo stesso tempo è inutile sfidare le attività che hanno investito sui sistemi di sicurezza “passiva”, soprattutto se si parla di porte blindate e telecamere.
Più facile, anche se meno redditizio, colpire i piccoli negozi, che spesso hanno una vetrata che si affaccia sulla strada e non è neanche protetta da una saracinesca. Ed ecco spiegato perché la “tecnica del tombino” riscuote così tanto successo tra le gang che stanno terrorizzando l’Empolese Valdelsa, dove negli ultimi mesi sono stati messi a segno decine di colpi. Insomma, dietro la scia di devastazione tra danni per migliaia di euro, bottini magri e giornate di lavoro perse, molto probabilmente non c’è una singola banda. Che si tratti di ragazzini “annoiati”, di tossicodipendenti a caccia di spiccioli per una dose di droga e o di ladruncoli dai modi grezzi, è molto probabile che dietro ai raid non ci sia un’unica regia e che l’escalation sia figlia anche di un effetto-emulazione.
Intanto però i commercianti si sentono assediati e impotenti dopo le scorribande notturne andate in scena a Fucecchio, Montelupo, Capraia, ma anche in Valdelsa e – l’ultima – a Empoli. Dove in poche settimane sono stati colpite cinque attività, tre delle quali – tra via Cellini e via Sanzio – nel giro di un’ora, l’altro ieri, con polizia e carabinieri che stanno visionando le telecamere pubbliche e private, a caccia del minimo particolare utile (da confrontare poi con le tracce lasciate dai malviventi) per risalire agli autori. Che hanno abbattuto le vetrate utilizzando i tombini sradicati a pochi passi dagli ingressi di una ferramenta, una barberia e una gastronomia. Ancora una volta, dunque, gli occhi elettronici potrebbero essere la chiave per la svolta.
Soltanto a Empoli il Comune ne ha installate settantaquattro e la sindaca Brenda Barnini si è detta disposta a valutare un ulteriore potenziamento, «da valutare insieme alle forze dell’ordine». Che, dal canto loro – al di là delle carenze di organico con le quali devono fare i conti costantemente – non possono certo trascorrere le notti a caccia di gruppetti di persone disarmate che passeggiano; e allo stesso tempo, cogliere i ladri in flagranza è decisamente improbabile considerata anche la vastità del territorio.
Intanto però anche i commercianti possono cercare di rendere la vita un po’più difficile ai balordi notturni. Questo significa ovviamente spendere soldi (e per una piccola attività non è così semplice), magari proteggendo la vetrata con una saracinesca, oppure dotando il negozio di telecamere o di un impianto di allarme, anche se – come dimostrano i furti recenti – una sirena non basta a fermare i ladri-vandali, che mettono a segno i colpi in poche decine di secondi.
In questo quadro, interviene Lapo Cantini, coordinatore di Confesercenti dell’Empolese Valdelsa: «Spero che le forze dell’ordine individuino il prima possibile i responsabili. La mia impressione è che si tratti di baby-gang, formate da ragazzi “annoiati” che non sanno come passare il tempo e la notte si divertono in questo modo. Anche perché il loro obiettivo sembra quello di sfasciare, piuttosto che rubare: privilegiano il danno rispetto al profitto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Più facile, anche se meno redditizio, colpire i piccoli negozi, che spesso hanno una vetrata che si affaccia sulla strada e non è neanche protetta da una saracinesca. Ed ecco spiegato perché la “tecnica del tombino” riscuote così tanto successo tra le gang che stanno terrorizzando l’Empolese Valdelsa, dove negli ultimi mesi sono stati messi a segno decine di colpi. Insomma, dietro la scia di devastazione tra danni per migliaia di euro, bottini magri e giornate di lavoro perse, molto probabilmente non c’è una singola banda. Che si tratti di ragazzini “annoiati”, di tossicodipendenti a caccia di spiccioli per una dose di droga e o di ladruncoli dai modi grezzi, è molto probabile che dietro ai raid non ci sia un’unica regia e che l’escalation sia figlia anche di un effetto-emulazione.
Intanto però i commercianti si sentono assediati e impotenti dopo le scorribande notturne andate in scena a Fucecchio, Montelupo, Capraia, ma anche in Valdelsa e – l’ultima – a Empoli. Dove in poche settimane sono stati colpite cinque attività, tre delle quali – tra via Cellini e via Sanzio – nel giro di un’ora, l’altro ieri, con polizia e carabinieri che stanno visionando le telecamere pubbliche e private, a caccia del minimo particolare utile (da confrontare poi con le tracce lasciate dai malviventi) per risalire agli autori. Che hanno abbattuto le vetrate utilizzando i tombini sradicati a pochi passi dagli ingressi di una ferramenta, una barberia e una gastronomia. Ancora una volta, dunque, gli occhi elettronici potrebbero essere la chiave per la svolta.
Soltanto a Empoli il Comune ne ha installate settantaquattro e la sindaca Brenda Barnini si è detta disposta a valutare un ulteriore potenziamento, «da valutare insieme alle forze dell’ordine». Che, dal canto loro – al di là delle carenze di organico con le quali devono fare i conti costantemente – non possono certo trascorrere le notti a caccia di gruppetti di persone disarmate che passeggiano; e allo stesso tempo, cogliere i ladri in flagranza è decisamente improbabile considerata anche la vastità del territorio.
Intanto però anche i commercianti possono cercare di rendere la vita un po’più difficile ai balordi notturni. Questo significa ovviamente spendere soldi (e per una piccola attività non è così semplice), magari proteggendo la vetrata con una saracinesca, oppure dotando il negozio di telecamere o di un impianto di allarme, anche se – come dimostrano i furti recenti – una sirena non basta a fermare i ladri-vandali, che mettono a segno i colpi in poche decine di secondi.
In questo quadro, interviene Lapo Cantini, coordinatore di Confesercenti dell’Empolese Valdelsa: «Spero che le forze dell’ordine individuino il prima possibile i responsabili. La mia impressione è che si tratti di baby-gang, formate da ragazzi “annoiati” che non sanno come passare il tempo e la notte si divertono in questo modo. Anche perché il loro obiettivo sembra quello di sfasciare, piuttosto che rubare: privilegiano il danno rispetto al profitto».
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