Finanza
Parrocchia contro Comune e Alia: «Raccolta abiti usati, è caos»
Il sistema è bloccato da un mese e intanto continuano gli assalti ai contenitori. «L’ente ha delegato un servizio e non vigila». L’azienda: «Impianti saturi»
EMPOLI. Il patto tra Comune, Alia e parrocchie non ha risolto il problema. O meglio, l’ha semplicemente... spostato. Se prima gli assalti riguardavano i cassonetti, costantemente terra di conquista dei soliti ignoti a caccia di capi d’abbigliamento da indossare (o da rivendere), ora le stesse scene si registrano negli spazi messi a disposizione dalle singole parrocchie. Non solo. A peggiorare il quadro, nell’ultimo mese, c’è stato anche il blocco degli svuotamenti, causato – per ammissione di Alia stessa – dalla «saturazione degli impianti di trattamento».
Una situazione che ha spinto don Joseph Martin Ojeka, prete di Pontorme, insieme a Pierluigi Poli e Narciso Rossi del consiglio pastorale, a denunciare quanto sta accadendo davanti alla porta della parrocchia: «L’ultimo svuotamento risale al 4 dicembre scorso. Da allora, non abbiamo visto più nessuno della cooperativa Orizzonti, che gestisce il servizio per conto di Alia».
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E così la montagna di abiti usati portati dai cittadini della zona, cresce costantemente: «Il sistema ha funzionato per un periodo, ma ora è il caos. Qui facciamo da centro di raccolta anche per altre sette parrocchie, che non hanno messo a disposizione gli spazi. E poi spesso, specialmente durante la notte, c’è chi viene a rubare gli abiti. Tante volte – sottolinea Rossi – ho trovato una distesa di vestiti per terra e ho dovuto rimettere in ordine». Insomma, a meno di un anno dal lancio, il nuovo sistema mostra delle falle: «E poi nell’ultimo mese la situazione è precipitata. Alia aveva garantito lo svuotamento dei contenitori due volte a settimana. E invece non si è più visto nessuno. Anzi, ci è stato detto che il magazzino di Prato è chiuso fino all’8 gennaio e che quindi non sanno dove portarli».
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Sulla vicenda interviene anche Andrea Poggianti, consigliere comunale del Centrodestra: «In questi mesi abbiamo documentato vari assalti con foto e video: il Comune ha delegato un servizio, contando sulla disponibilità dei volontari e poi non ha vigilato. E allo stesso tempo Alia non ha rispettato i patti. Per questo motivo presenterò un’interrogazione in consiglio. Oltretutto le parrocchie sono equiparate alle aziende nel calcolo della Tari: e invece dovevano essere previsti sgravi proprio per incentivare tutte le realtà a mettere a disposizione spazi e volontari. Così invece la raccolta è concentrata in poche parrocchie».
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Intanto Alia, con una nota stampa, precisa che «la segnalazione è pervenuta all’azienda soltanto oggi (mercoledì 3 gennaio, ndr). Come avvenuto in altre occasioni ed in altri punti di raccolta, se ci fosse pervenuta notizia di uno stoccaggio oltremisura di indumenti conferiti, saremmo intervenuti in anticipo rispetto alla consueta periodicità. L’intervento di ritiro degli abiti sarà a questo punto effettuato entro domani mattina (giovedì 4). Stiamo inoltre monitorando lo stato dei punti di raccolta attivi nelle altre parrocchie di Empoli». Allo stesso tempo l’azienda fa presente che «al momento il settore di recupero degli abiti usati sta vivendo una fase di saturazione e nella nostra area, così come in altre, si registrano difficoltà di ritiro da parte degli impianti di trattamento autorizzato».
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