Sicurezza
Picchia e minaccia di uccidere il figlio minorenne e la moglie
di Francesco Turchi
Punta il coltello contro il ragazzo e lo prende a pugni, poi colpisce la donna alla testa con il cellulare sotto gli occhi dell’altra figlia piccola: trentacinquenne arrestato dai carabinieri per maltrattamenti
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MONTELUPO. Un Capodanno da incubo, con le mura domestiche che si trasformano in prigione per una donna e i due figli minorenni, minacciati e picchiati da un padre e marito fuori di sé, che per l’ennesima volta si scaglia contro di loro con una violenza inaudita. Stavolta però trovano la forza e il coraggio di chiedere aiuto ai carabinieri che li salvano, ma che non riusciranno a cancellare quei minuti terribili, che provocano ferite indelebili nella loro mente.
Sono le 18.30 quando da una casa nel comune di Montelupo Fiorentino arriva una telefonata al 112. È una richiesta disperata di aiuto. Tutta colpa di un capofamiglia ubriaco, che per futili motivi si scaglia contro quelli che dovrebbero essere i suoi affetti più cari. Impugna un coltello da cucina e minaccia il figlio più grande, non ancora maggiorenne: grida «ti ammazzo», mentre lo colpisce con una serie di pugni alla schiena.
Ma in quei minuti di follia si scaglia anche contro la moglie. La picchia, la colpisce con violenza alla testa, usando un telefono cellulare.
Tutto questo sotto gli occhi della figlia più piccola, che assiste impotente al dramma, fino a quando il fratello e la mamma riescono a chiamare i carabinieri. In pochissimi minuti una pattuglia raggiunge l’abitazione e trova il trentacinquenne albanese completamente ubriaco, i figli e la moglie sotto choc.
Lui viene portato in caserma, mentre la donna viene accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale San Giuseppe di Empoli, dove viene medicata e poi dimessa con una prognosi di dieci giorni per la ferita alla testa.
Stavolta però i familiari non restano in silenzio. Di fronte a tanta violenza, fisica e psicologica, le vittime decidono di raccontare tutto ai militari.
Facendosi forza l’uno con l’altra, spiegano che l’incubo va avanti da tempo e che quello del giorno di Capodanno non è stato un episodio isolato. Anzi. Quel padre-padrone si è già scagliato contro di loro più volte, con altrettanta violenza, non risparmiando botte e minacce. E che negli ultimi tempi gli episodi erano diventati sempre più frequenti, instaurando un clima di terrore all’interno della casa.
Finora però, impauriti, non avevano trovato il coraggio di denunciarlo, perché temevano ritorsioni.
L’uomo è stato arrestato dai carabinieri per maltrattamenti in famiglia e trasferito nel carcere fiorentino di Sollicciano, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Sono le 18.30 quando da una casa nel comune di Montelupo Fiorentino arriva una telefonata al 112. È una richiesta disperata di aiuto. Tutta colpa di un capofamiglia ubriaco, che per futili motivi si scaglia contro quelli che dovrebbero essere i suoi affetti più cari. Impugna un coltello da cucina e minaccia il figlio più grande, non ancora maggiorenne: grida «ti ammazzo», mentre lo colpisce con una serie di pugni alla schiena.
Ma in quei minuti di follia si scaglia anche contro la moglie. La picchia, la colpisce con violenza alla testa, usando un telefono cellulare.
Tutto questo sotto gli occhi della figlia più piccola, che assiste impotente al dramma, fino a quando il fratello e la mamma riescono a chiamare i carabinieri. In pochissimi minuti una pattuglia raggiunge l’abitazione e trova il trentacinquenne albanese completamente ubriaco, i figli e la moglie sotto choc.
Lui viene portato in caserma, mentre la donna viene accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale San Giuseppe di Empoli, dove viene medicata e poi dimessa con una prognosi di dieci giorni per la ferita alla testa.
Stavolta però i familiari non restano in silenzio. Di fronte a tanta violenza, fisica e psicologica, le vittime decidono di raccontare tutto ai militari.
Facendosi forza l’uno con l’altra, spiegano che l’incubo va avanti da tempo e che quello del giorno di Capodanno non è stato un episodio isolato. Anzi. Quel padre-padrone si è già scagliato contro di loro più volte, con altrettanta violenza, non risparmiando botte e minacce. E che negli ultimi tempi gli episodi erano diventati sempre più frequenti, instaurando un clima di terrore all’interno della casa.
Finora però, impauriti, non avevano trovato il coraggio di denunciarlo, perché temevano ritorsioni.
L’uomo è stato arrestato dai carabinieri per maltrattamenti in famiglia e trasferito nel carcere fiorentino di Sollicciano, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
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