Gioco
Partorisce in auto mentre è diretta al S. Giuseppe
Alla donna si sono rotte le acque ed è stata soccorsa da un medico e un’infermiera. Ora madre e figlia stanno bene
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EMPOLI. Se l’ultimo nato del 2017 al San Giuseppe di Empoli è un bimbo indiano, la prima nata è, invece, una bimba albanese, che si chiama Rossella Karafili. Una bimba che è nata in un contesto particolare, cioè nell’auto dove la madre era seduta direzione ospedale San Giuseppe di Empoli, per partorire. Solo che Rossella ha “avuto fretta” ed è voluta nascere prima di arrivare all’ospedale, anche se poi è stata lì trasportata dall’ambulanza.
I genitori sono Rexhet e Luisa, rispettivamente 32 e 27 anni, abitano da tempo in piazza Berni, a Lamporecchio. E dopo una serata di festeggiamenti per San Silvestro, nel cuore della notte, Luisa sveglia il marito e gli dice di avere forti dolori. «Mia moglie – spiega l’uomo – avrebbe dovuto partorire il nostro terzogenito intorno al 10 gennaio; abbiamo atteso un po’, sperando che i dolori si attenuassero, ma mia moglie continuava a lamentarsi; allora non ci ho pensato nemmeno un momento e l’ho fatta salire in macchina, per portarla all’ospedale di Empoli».
Ma proprio sull’auto le acque si rompono e Rexhet capisce di non avere molto tempo. «Mi sono diretto verso la Casa della Salute di Lamporecchio – prosegue – il centro socio sanitario più vicino, che dista circa cento metri da casa nostra. Ho suonato il campanello e mi sono venute incontro la dottoressa La Scala e l’infermiera Marisa».
Nel frattempo, alle 6, 15, viene anche chiamata un’ambulanza del Soccorso pubblico di Larciano. Ma Rossella ha fretta di uscire e decide di non attendere ancora. E nasce alle 6, 38 all’interno della macchina parcheggiata in piazza Quattro Novembre, assistita dal personale sanitario e sotto lo sguardo stupito e commosso dei volontari del Soccorso pubblico«È la prima volta – spiegano Eleonora Marraccini, Fabio Lottini e Fausto Nardini – che assistiamo al miracolo della vita, in un modo così rocambolesco. Siamo rimasti tutti con il fiato sospeso, fino a quando la bambina non ha emesso il primo vagito. È stata un’emozione unica che non dimenticheremo». Madre e figlia sono state poi caricate a bordo dell’ambulanza e trasportate all’ospedale San Giuseppe di Empoli.
«Sono ancora confuso – spiega Rexhet – e anche molto stanco. Ma, soprattutto, sono felice. Tutto è andato per il meglio. Mia figlia sta bene e anche Luisa si sta riprendendo».
Martina Trivigno
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
I genitori sono Rexhet e Luisa, rispettivamente 32 e 27 anni, abitano da tempo in piazza Berni, a Lamporecchio. E dopo una serata di festeggiamenti per San Silvestro, nel cuore della notte, Luisa sveglia il marito e gli dice di avere forti dolori. «Mia moglie – spiega l’uomo – avrebbe dovuto partorire il nostro terzogenito intorno al 10 gennaio; abbiamo atteso un po’, sperando che i dolori si attenuassero, ma mia moglie continuava a lamentarsi; allora non ci ho pensato nemmeno un momento e l’ho fatta salire in macchina, per portarla all’ospedale di Empoli».
Ma proprio sull’auto le acque si rompono e Rexhet capisce di non avere molto tempo. «Mi sono diretto verso la Casa della Salute di Lamporecchio – prosegue – il centro socio sanitario più vicino, che dista circa cento metri da casa nostra. Ho suonato il campanello e mi sono venute incontro la dottoressa La Scala e l’infermiera Marisa».
Nel frattempo, alle 6, 15, viene anche chiamata un’ambulanza del Soccorso pubblico di Larciano. Ma Rossella ha fretta di uscire e decide di non attendere ancora. E nasce alle 6, 38 all’interno della macchina parcheggiata in piazza Quattro Novembre, assistita dal personale sanitario e sotto lo sguardo stupito e commosso dei volontari del Soccorso pubblico«È la prima volta – spiegano Eleonora Marraccini, Fabio Lottini e Fausto Nardini – che assistiamo al miracolo della vita, in un modo così rocambolesco. Siamo rimasti tutti con il fiato sospeso, fino a quando la bambina non ha emesso il primo vagito. È stata un’emozione unica che non dimenticheremo». Madre e figlia sono state poi caricate a bordo dell’ambulanza e trasportate all’ospedale San Giuseppe di Empoli.
«Sono ancora confuso – spiega Rexhet – e anche molto stanco. Ma, soprattutto, sono felice. Tutto è andato per il meglio. Mia figlia sta bene e anche Luisa si sta riprendendo».
Martina Trivigno
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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