Il Tirreno

Empoli

Tra i sogni e le difficoltà le giovani imprese resistono

di Giacomo Bertelli
Tra i sogni e le difficoltà le giovani imprese resistono

Sono le tre start up ospitate nell’ex sede dell’ufficio tecnico comunale I loro progetti sono ancora da realizzare ma le esperienze sono state positive  

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CERTALDO. A un paio di mesi dall’avvio del Team Work Valdelsa, l’incubatore di imprese realizzato al primo piano della ex sede dell’ufficio tecnico comunale, grazie al contributo della Regione Toscana, i giovani che si sono insediati all’interno, stanno sviluppando le loro idee, fra sogni e difficoltà. Le tre start up, grazie al progetto ‘Uno, dieci, cento, mille idee’, usufruiscono di una sede, per un periodo iniziale che va dai 2 ai 6 mesi, per far decollare i progetti. Hanno poi un periodo di contabilità gratuita offerta da Cna Empolese Valdelsa, l'inserimento all’interno di un progetto con possibilità di analisi di fattibilità e consulenze sull’idea progettuale offerto da Confesercenti Firenze. Maria Piredda, 32enne, residente a Castelfiorentino da oltre 12 con chiare origini sarde parla «di una bellissima opportunità con tanto potenziale». Il suo progetto prevede la realizzazione di una applicazione per dispositivi mobili ‘Km0’ per mettere in risalto le eccellenze dell’Empolese Valdelsa. «Attualmente ho una postazione per lavorarci come agente di viaggio, la mia professione -. spiega - Adesso sono felice per poter avere uno spazio dove ricevere i clienti e parlare di vacanze. Gli uffici sono arredati con gusto e sono dotati di tutti i confort necessari». Il suo progetto ad oggi però è fermo al palo: «Per poter parlare di incubatore di impresa è necessario avere un supporto che ad oggi non c’è con competenze specifiche. Non escludo però di realizzare la mia idea al di fuori del Team Work».

Un’altra idea che aveva suscitato molto interesse si era legata a due giovani certaldesi, come Luca Veneruso e Daniele Lari, pronti a dar vita ad una catena commerciale di prodotti del territorio con consegna a domicilio effettuata da altrettanti giovani valdelsani a casa: «Non abbiamo ancora messo le ali al nostro progetto, anche se qualcosa si è già smosso. Ne riparleremo agli inizi dell’anno prossimo, grazie anche alle indicazioni che ci sono state suggerite» spiega Veneruso. Uno stop che deriva dagli impegni dei rispettivi giovani, impegnati nel loro lavoro.

Il terzo progetto vede in campo Michela Fiaschi, 30enne di Castelfiorentino, Caterina Fusi, architetto 37enne di Firenze e Diego Cariani, ricercatore sociale 34enne fiorentino. Il loro progetto è quello di trasformare l'associazione di promozione sociale in una impresa che svolga interventi nel campo dell'analisi delle realtà territoriali e sociali: «Per noi il bilancio è positivo e rifaremmo tutto. Essendo la prima volta ci sarebbero alcune piccole cose da rivedere ma l’offerta che ci è stata proposta ha buone basi». Una occasione importante ci sarà a fine gennaio quando sarà presentato il progetto ‘Parco libera tutti’ dove si è registrata una massiccia partecipazione da parte della cittadinanza. Più di 100 persone ad ogni incontro che hanno avuto un atteggiamento attivo.

Sono 4 postazioni per start up e 10 postazioni di coworking, sala riunione e ristoro, segreteria e servizi – la cui gestione è stata affidata dal Comune di Certaldo all'Agenzia per lo sviluppo. I soggetti in campo, dal Comune fino all'Asev, stanno cercando di riempire questi spazi che non sono entrati a pieno regime e il 13 dicembre si è tenuta un'altra giornata per il pubblico, affinchè toccasse con mano l'incubatore d'imprese.

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