Sicurezza
Esenzioni irregolari, mille avvisi dell'Asl
A Empoli e nella Valdelsa l'azienda sanitaria richiederà l'importo dei ticket non pagati
EMPOLI. Mille avvisi in arrivo dall’Asl nell’Empolese Valdelsa. Si tratta di accertamenti sulle autocertificazioni per l’esenzione dei ticket sanitari che sono risultati non corretti. Insomma, si è utilizzato un codice di esenzione per la prestazione che in realtà non spettava. Per questo l’azienda sanitaria richiederà quanto dovuto attraverso lettere bonarie, che arriveranno nelle prime settimane di gennaio e che conterranno l’importo non pagato con l’aggiunta di una sanzione. Gli avvisi sono relativi al 2013 e sono il risultato dell’attività ispettiva del ministero dell’Economia, che ha raccolto tutti i dati sulle autocertificazioni e li ha incrociati con le banche dati dell’Agenzia delle Entrate, dell’Inps e del ministero del Lavoro. Si tratta di un’operazione di controllo su diversi codici di esenzione, che hanno prodotto esito negativo rispetto ad una o più condizioni attestate. Dall’autocertificazione della disoccupazione alla condizione familiare con figli e anziani a carico fino alla percezione di pensioni o assegni sociali. Ciò che è emerso sono 6mila posizioni incongruenti nel territorio dell’Asl Toscana Centro (mille circa nell’area ex Asl 11) e un recupero stimato che si aggira attorno ai 2 milioni di euro.
La campagna di verifiche si concentra sulle annualità nelle quali era richiesta un’autocertificazione per dimostrare la propria situazione. Fino al novembre 2014, infatti, era lo stesso cittadino che poteva richiedere la fruizione di uno o più codici di esenzione per le prestazioni. E per questo sono state molte le incongruenze, spesso frutto di un semplice errore. Mentre a partire da quel momento, con il passaggio alla ricetta elettronica, non è stato più possibile compilare l’autocertificazione al momento della prestazione specialistica o in farmacia: il codice della fascia economica, ricavato direttamente dal sistema centrale che si avvale delle diverse banche dati istituzionali, viene automaticamente applicato sulla ricetta elettronica. Sull’avviso che verrà inviato dall’azienda sarà riportato quale codice è risultato non corretto rispetto alla condizione al momento della prestazione e le motivazioni in base alle quali viene richiesto il pagamento del ticket. La cifra presente sull’avviso è il risultato della somma tra i contributi non pagati nel 2013 e una sanzione in misura ridotta, che è stata fissata nel corrispettivo del ticket di 36 euro. La riduzione della sanzione è prevista solo se il destinatario dell’avviso decide di pagare entro 60 giorni, riconoscendo l’errore. Se invece l’errore non viene riconosciuto, il cittadino ha tempo trenta giorni dal ricevimento dell’avviso per presentare argomentazioni e documentazione difensiva direttamente agli uffici dell’azienda. «Nell’avviso saranno riportate tutte le indicazioni da seguire – precisano dalla Asl Toscana Centro - e le modalità per fare la contestazione. Sarà possibile farlo di persona, inviando una mail o un fax utilizzando il modello allegato all’avviso. Nel caso di contestazione viene effettuata un’ istruttoria. Se le motivazioni presentate e la documentazione è corretta ed esaustiva il procedimento viene archiviato senza alcun addebito per il cittadino». Nel caso in cui non si provveda al pagamento e non venga fatta la contestazione, l’Asl passerà all’ordinanza ingiuntiva con una sanzione che potrà essere triplicata.
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