Il Tirreno

Empoli

Restauro da 134.000 euro per gli scaffali-gioiello

Restauro da 134.000 euro per gli scaffali-gioiello

Al via il recupero del mobilio della sala Tassinari vincolato dalla Soprintendenza Poi scatterà il maxi-intervento di consolidamento della biblioteca Fucini

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EMPOLI. Saranno restaurati gli scaffali in legno della Sala Tassinari, la sala più preziosa della biblioteca comunale Fucini di Empoli. Si tratta di mobilio d’epoca che ha ricevuto la tutela e il vincolo da parte della Soprintendenza e che è considerato di interesse culturale. I lavori di recupero sono necessari per consentire poi, nella prossima primavera, l’inizio della grande opera di consolidamento e restauro di tutta la biblioteca comunale il cui appalto pubblico è in fase di aggiudicazione. Per l’affidamento dell’opera legata alla Sala Tassinari sarà selezionata, fra le offerte che perverranno alla piattaforma Start (Sistema telematico acquisti Regione Toscana), la ditta specializzata: la base di gara è di 134.000 euro.

Anton Giuseppe Tassinari (Firenze 1802 - Poggio Ubertini 1883) avvocato, uomo erudito che operò come deputato nel parlamento Toscano del restaurato Granducato e nel Consiglio Provinciale di Firenze, si ritirò a vita privata nel 1881. Il suo fondo e la monumentale scaffalatura lignea furono donati nel 1884 alla biblioteca del ‘Municipio di Empoli’, secondo le sue volontà lasciate nel testamento. Il fondo Tassinari è costituito da 9001 opere ripartite in 11.779 volumi e 1633 opuscoli e si caratterizza per una eterogeneità di composizione. L'amore di Tassinari per gli studi umanistici è testimoniato dalla numerosa presenza di opere di autori classici greci, latini, italiani e stranieri. Il suo amore per i viaggi è documentato dai libri di viaggio dell'Ottocento e da numerosi atlanti. La ricchezza e varietà di questo fondo librario rispecchiano le sue tendenze bibliofile documentata da numerosi repertori bibliografici e dizionari sette-ottocenteschi e da pregevoli annali tipografici.

Gli scaffali del Tassinari sono formati da due parti sovrapposte di cui quella superiore è di profondità inferiore rispetto alla parte a terra, con ante in legno e reti metalliche a protezione dei testi, come in uso nelle biblioteche di maggior prestigio del tempo. Il mobile è realizzato con legno di pioppo, abete, noce e cipresso; la scaffalatura (parte alta) è realizzata con legno di pioppo e abete. Si tratta di oltre 26 metri per 5 e mezzo di altezza. Attualmente le librerie, decorate a finto legno, sono state svuotate dai testi che contenevano e quindi sono interamente visibili. Lo smontaggio e la conservazione di tutte le parti dovranno essere effettuati con grande cura e sotto la supervisione dell’organo di tutela. I lavori saranno effettuati in un laboratorio di restauro specializzato e quindi tutte le parti, al termine dei lavori di recupero dell’edificio, saranno rimontati come erano, nella stessa Sala Tassinari che tornerà a essere uno dei ‘gioielli’ del complesso degli ex Agostiniani.



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