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Macchine come bolidi, proteste a Empoli

Marco Sabia
Il muretto danneggiato da un'auto pirata (Foto Agenzia Carlo Sestini)
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Il muretto danneggiato da un'auto pirata (Foto Agenzia Carlo Sestini)

Raccolte le firme, in 15 giorni una famiglia si è vista distruggere un muro e danneggiare un veicolo

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EMPOLI. Hanno raccolto le firme, per chiedere al Comune di fare qualcosa. Perché in via di Ponzano per San Donato, a sentire alcuni residenti, a volte sembra di essere su un circuito di Formula 1, con una carreggiata stretta come quella di Montecarlo. Ma con l’aggiunta di case e persone che lì vivono.

Jessica Pellegrini è appunto una di queste ed è stufa, visto che negli ultimi 15 giorni le hanno distrutto il muretto di casa e danneggiato il furgone del marito. «Sto dietro a questa vicenda – racconta – da circa un anno: ho raccolto circa 30 firme, le ho portate in Comune e sono stata ascoltata dalla sindaca Brenda Barnini. Purtroppo questa strada è usata come scorciatoia, per evitare il traffico. Il problema è che viene percorsa a velocità troppo alta».

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Che poi la velocità si porta dietro altre conseguenze, come dimostrano i danneggiamenti subiti dalla famiglia di Jessica Pellegrini. Danni arrecati sempre di notte, quando la strada dove la donna vive viene comunque percorsa a forte velocità, nonostante i rischi che questa condotta comporta. Oltretutto non deve essere il massimo alzarsi la mattina per andare a lavoro e trovare il muretto esterno spezzato in due, oppure il furgone con un faro rotto e la fiancata piegata.

«Non si può continuare a rischiare – prosegue Pellegrini – qui siamo famiglie con bambini: non possiamo stare col pensiero che possa accadere loro qualcosa, a causa di chi percorre questa strada troppo velocemente. In fin dei conti non è una via principale, anche se viene utilizzata per bypassare il traffico di altre strade. Ma la carreggiata è stretta e le auto sfrecciano, incuranti dei pericoli. Spero che il Comune intervenga quanto prima, trovando il modo di rallentare le auto in transito. Anche perché non si può aspettare che ci scappi il morto».
 

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