Il Tirreno

Empoli

I presidi: «La nuova scuola non risolve l’emergenza»

di Marco Pagli
I presidi: «La nuova scuola non risolve l’emergenza»

Diciotto aziende in gara per la realizzazione del plesso “jolly” da 5,7 milioni 25 aule sono insufficienti e non cancelleranno tutti gli affitti (600.000 euro l’anno)

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EMPOLI. Il nuovo plesso scolastico di via Sanzio compie un altro passo verso la sua realizzazione con l’approvazione dell’elenco delle 18 aziende ammesse alla progettazione. Ma l’edificio da 5,7 milioni di euro (con 25 aule, palestra, laboratori e altri spazi) non convince fino in fondo i dirigenti scolastici, che chiedono di uscire dall’emergenza e di lanciare una vera programmazione in materia di edilizia scolastica. Un tema, questo, che ogni anno torna d’attualità in corrispondenza dei disservizi – tanti quelli verificatisi nelle ultime settimane con manifestazioni e scioperi all’interno delle scuole – che si palesano con l’arrivo del freddo, senza dimenticare che decine di ragazzi dell’Ipia continuano a fare lezione in un container.

«Tutti i guasti che ci sono stati in questo ultimo mese – spiega Alessandro Marinelli, preside del liceo Virgilio di Empoli – sono il risultato di una politica di tamponamento dell’emergenza. Ci sarebbe bisogno di cominciare a programmare, anche perché le scelte del governo vanno in questa direzione: al momento ci sono i soldi per fare, ma mancano i progetti». Lo spezzatino degli spazi, con immobili scolastici spesso e volentieri condivisi tra diversi istituti e il proliferare di succursali e distaccamenti, è la principale faccia di questa medaglia. E la nuova “scuola jolly” di via Sanzio, che ospiterà classi provenienti da Pontormo, Ferraris e Fermi, non romperà questa consuetudine. «Fin da subito ho manifestato le mie perplessità a riguardo – attacca Tommaso Bertelli, dirigente del liceo Pontormo – con questo progetto, secondo me, si va nella direzione opposta rispetto a quella che sarebbe logico intraprendere. Ciò che l’esperienza ci dice è che la riunificazione degli spazi paga in termini di gestione ed efficienza. E invece continuiamo a praticare lo spezzettamento. Per fare un esempio, il plesso di via Bonistallo è in condivisione tra Pontormo, Fermi e Ferraris: ogni ora suonano tre campanelle diverse e ci sono problemi di programmazione continui perché bisogna ogni volta confrontarsi con tre segreterie scolastiche diverse. E una situazione simile si vive anche nella nostra sede principale di via Sanzio, in condivisione con il Ferraris. Il nuovo plesso poteva essere l’occasione per razionalizzare gli spazi e concedere immobili esclusivi per ciascun istituto. Invece si perpetua quello che ritengo un errore». Altra questione non secondaria è la spesa per gli affitti. Al momento la Città metropolitana spende ogni anno quasi 600mila euro (più Iva) in locazioni: 251mila euro per la sede del Virgilio in via Fucini, 236mila per il plesso di via Giovanni da Empoli occupato da Brunelleschi e Virgilio, 55mila per la sede di via Rosselli dove sono state spostate 12 classi dell’indirizzo economico-sociale del Pontormo e altri 58mila per la succursale del Virgilio in via Fabiani. Col nuovo immobile probabilmente le ultime due voci potrebbero sparire. Ma gli affitti continuerebbero a pesare poco meno di mezzo milione. «La struttura dove ha sede l’artistico – continua Marinelli – non ha prospettiva di trovare migliore sistemazione, mentre in realtà ci sarebbe la necessità visto che su questa viene pagato un affitto oneroso e non è funzionale. E la stessa cosa vale per quella in via Da Empoli. Purtroppo tra la nuova costruzione e l’acquisto dell’ex convento delle Giuseppine in via Fabiani si riesce solo a tamponare l’emergenza». Anche se non manca chi parte proprio da quest’ultima per apprezzare lo sforzo di costruire un nuovo plesso. «Non sarà risolutivo – afferma Daniela Mancini, preside del Ferraris-Brunelleschi – ma al momento serviva. Veniamo da anni di mancata programmazione e pensare in pochi anni di risolvere questo gap era impossibile. È un passo avanti».

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