Il dolore
Sei pirati della strada impuniti nell'Empolese Valdelsa
Dati allarmanti della polizia municipale: 12 casi nel 2017, la metà non sono stati identificati. E i carabinieri hanno rilevato anche due incidenti mortali
EMPOLI. Un pirata al mese, sulle strade dell’Empolese Valdelsa. Quindi dodici in un anno, secondo i dati della polizia municipale dell’Unione dei Comuni. Che poi il dato non riesce a inquadrare completamente la realtà dei fatti, per due semplici motivi: non è soltanto la polizia municipale a rilevare gli incidenti e non tutti i sinistri vengono denunciati. Quindi a quei dodici pirati che hanno causato incidenti (con o senza feriti) va aggiunto un valore più o meno fisso. Basti pensare, ad esempio, ai casi di Sara Scimmi e di Leonardo Bianconi: qui, infatti, a fare i rilievi sono stati i militari dell’Arma, a seguito della morte dei due, sulla 429 e sulla via del Virginio.
La maggior parte degli incidenti senza che il responsabile si sia fermato è avvenuta a Empoli: un dato più o meno prevedibile, sia perché Empoli è largamente il comune più popoloso dell’Empolese Valdelsa sia perché ad Empoli ci sono tante attività produttive che attirano lavoratori da altri comuni.
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Il conto è presto fatto: dei 12 incidenti senza che il veicolo si fermasse ben 6 sono avvenuti a Empoli: il resto a Castelfiorentino (2), 1 a Montespertoli, 1 a Fucecchio, 1 a Certaldo e 1 a Capraia e Limite. La municipale ne conta due in questi 12 mesi: una a maggio a Montespertoli e un’altra a dicembre nel comune di Montespertoli. In entrambi i casi la vicenda si è conclusa col ferimento di una persona e la denuncia per omissione di soccorso dopo che la municipale aveva individuato il mezzo in fuga.
L’ultimo caso proprio pochi giorni fa, con un camionista – residente a Livorno – che aveva urtato una donna incinta, per fortuna senza gravi conseguenze. Dopo essersi dato alla fuga era stato rintracciato su via Livornese, dagli agenti della municipale, circa un’ora dopo dall’incidente. Per l’uomo è scattata la denuncia per omissione di soccorso. Poi c’è il capitolo di chi non è stato individuato in seguito all’incidente.Qui la municipale ha rilevato sei incidenti: 5 senza feriti e uno con conseguenze (non mortali). I mesi più “neri” sono marzo e novembre, con due incidenti a testa. Qui la persona al volante non è stata rintracciata e pertanto ha potuto farla franca, dopo aver causato un incidente. Tutti episodi emblematici della situazione generale, fatta di mine vaganti che circolano sulle strade senza rispettare le regole.
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Oltre alla piaga dei pirati, c’è quella – connessa – degli automobilisti che circolano senza assicurazione, revisione e patente. E che, spesso, si danno proprio alla fuga per la consapevolezza di essere sprovvisti dei requisiti essenziali per circolare in strada. Polizia e municipale si sono dotate di strumenti appositi, per individuare in tempo reale le macchine (o i ciclomotori) “mine vaganti”. Da questo punto di vista la municipale ha sanzionato 4 automobilisti, oltre a denunciarne due, per il mancato rispetto dell’articolo 189 del codice della strada, che prevede sanzioni da 296 a 1184 euro.
Sulla questione dei pirati è intervenuta anche la comandante della polizia municipale dell’Unione dei Comuni Empolese Valdelsa Annalisa Maritan. La comandante del corpo prova a fare un appello affinché il problema dei pirati trovi un argine. Non, però, senza fare una riflessione sulla situazione attuale e sul perché la gente tende a volte a non fermarsi dopo aver causato un incidente, più o meno grave: «La gente ha paura dell’inasprimento delle pene per l’omicidio stradale – spiega la comandante dell’Empolese Valdelsa Annalisa Maritan – e quindi può succedere che scappi o che tenda a farlo, con la convinzione e nella speranza di farla franca. Solo che – così facendo – non fa altro che aggravare la propria posizione, perché la nuova legge prevede un inasprimento della pena per chi scappa dopo aver causato un incidente. E poi con tutte le telecamere che stiamo installando è sempre più difficile non lasciare tracce. Quindi il consiglio è sempre quello di fermarsi e di prestare soccorso, per evitare di peggiorare la propria situazione».
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