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Capotreno aggredita da una donna ubriaca

Stefano Taglione
La polfer in azione
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La polfer in azione

La 26enne empolese ha evitato sputi e percosse rifiugiandosi dietro ad una porta a vetri

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EMPOLI. Non ha fatto in tempo a vederla passare lungo il corridoio che l’ha rincorsa minacciosa per i vagoni. Sputandole contro (per fortuna senza colpirla) e cercando di tirarle addosso tutto ciò che trovava a portata di mano. Si era svegliata da un sonno improvviso ed era visibilmente ubriaca. In testa solo due cose: picchiare la capotreno e scendere dal convoglio in corsa, per altro appena partito dalla stazione di Firenze Santa Maria Novella.

Bruttissima disavventura per una capotreno empolese di 26 anni. La giovane dipendente di Trenitalia – assunta dall’azienda ferroviaria appena due anni fa come apprendista – il 22 dicembre aveva da poco iniziato il suo turno di lavoro a bordo del regionale numero 11747, il Firenze-Siena delle 6.20, quando una viaggiatrice ha iniziato a insultarla e a rincorrerla senza alcun motivo.
 
Stando a una prima ricostruzione si tratterebbe di una donna dall’apparente età di 40 anni con un accento dell’Est Europa. La passeggera – descritta come visibilmente ubriaca – fino a pochi minuti prima stava dormendo su uno dei sedili del convoglio e una volta svegliatasi, immediatamente dopo la partenza del treno, ha iniziato a insultare la giovanissima dipendente dell’azienda ferroviaria cercando più volte il contatto fisico.
 
«Fammi scendere, fammi scendere subito», queste le urla che si alzavano dalla carrozza, condite dai pesantissimi insulti diretti alla 26enne di Empoli. La capotreno, per evitare di essere picchiata, ha dovuto radunare tutte le forze chiudendo e spingendo la porta a vetri che separava una carrozza dall’altra. Doveva porre un ostacolo fra sé e la passeggera violenta, che altrimenti avrebbe potuto raggiungerla e pestarla.
 
La lavoratrice è riuscita a tenere duro fino alla stazione di Firenze Rifredi – la seconda fermata del convoglio regionale – quando la malvivente ha desistito ed è scesa sulla banchina, scappando nel sottopasso. A quel punto la 26enne, che voleva comunque assicurare il servizio di trasporto pubblico, ha deciso di andare avanti, consentendo a tutti i pendolari di arrivare a Siena senza alcun ritardo sulla tabella di marcia.
 
«Mi sto riprendendo e ora sono tranquilla», sono le uniche parole pronunciate dalla capotreno, contattata ieri pomeriggio dal Tirreno. La giovane empolese, che chiede di rimanere anonima, non ha avuto bisogno delle cure del pronto soccorso, ma rimarrà a riposo ancora per qualche giorno. Nella giornata di venerdì ha sporto denuncia alla polizia ferroviaria di Empoli, che si sta occupando delle indagini. Gli agenti stanno cercando di capire se il convoglio su cui è avvenuta l’aggressione (per fortuna solo verbale) sia dotato delle telecamere di sicurezza. Al vaglio anche gli impianti di sorveglianza delle stazioni di Santa Maria Novella e Firenze Rifredi, dove la passeggera violenta è prima salita per dormire, poi scesa dal regionale 11747 diretto a Empoli e Siena. 
 
Quella appena descritta è l’ottava aggressione in Toscana solo nel mese di dicembre. Si tratta – solo nella nostra regione – del 54esimo caso di violenza avvenuto nel 2017 ai danni di un capotreno. Un’emergenza che sembra non finire mai: è per questo che i sindacati, da mesi, chiedono (almeno nelle tratte più a rischio) un raddoppio del personale di controllo a bordo dei convogli locali, sempre più terra di nessuno.

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