Il dolore
Servizi Toscana risponde alle accuse
La cooperativa di Multicons che gestisce i migranti replica su vertenze degli ex dipendenti e controlli
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EMPOLI. La cooperativa Servizi Toscana, che fa parte del Consorzio Multicons e si occupa anche dell’accoglienza dei migranti, risponde su alcune delle questioni che la vedono coinvolta.
«Le vertenze nei nostri confronti – scrive Francesco Di Pietro, responsabile dell’ufficio personale – sono dieci e non diciassette. Aggiungiamo che la maggior parte delle controversie, hanno peraltro un valore sostanziale ed economico assolutamente marginale. Premesso che stiamo trattando tutte queste situazioni con il dovuto riguardo e professionalità, specifichiamo infatti, a titolo meramente esemplificativo, come in taluni casi le vertenze siano state promosse da ex lavoratori con anzianità aziendale talvolta addirittura inferiore ai 3 mesi, e per presunte differenze retributive assolutamente minimali. Nella maggior parte dei casi è stata la stessa Cooperativa ad interrompere legittimamente o non voler proseguire il rapporto sociale e lavorativo. Il numero di lavoratori coinvolti è decisamente esiguo rispetto ai circa duecentocinquanta lavoratori attualmente impiegati e agli oltre settanta addetti che vengono assunti ogni anno per far fronte ai picchi stagionali di lavoro nel settore dei servizi».
Riguardo alla legittimità del contratto di prossimità concluso dalla cooperativa con la Uil, «ci rimettiamo, più che alla sentenza mediatica formulata dal legale Cgil di Empoli, alla decisione del Giudice del Lavoro adito da alcuni ricorrenti».
Sulla vicenda interviene anche Francesco Fariello, direttore del servizio accoglienza: «Prefetture, Asl, vigili del fuoco ed enti locali svolgono correttamente e costantemente la loro funzione ispettiva».
«Tutte le ispezioni e i sopralluoghi vengono effettuati a sorpresa e senza alcun preavviso. Sottolineiamo come il gestore, peraltro, è tenuto a far entrare presso i centri solo coloro i quali sono titolati a farlo. Verso questi soggetti, Servizi Toscani ha sempre manifestato la massima disponibilità e collaborazione. Viceversa, siamo obbligati ad impedire l’accesso di coloro i quali non risultano in possesso di tali autorizzazioni. Prova ne sia il fatto che, qualche settimana fa, l’onorevole Giuseppe Brescia del Movimento 5 Stelle ha dovuto spendere un mandato non esistente per poter accedere in un nostro centro di accoglienza per poi criticarne strumentalmente la conduzione. A tal proposito, chiederò al presidente Stefano Mugnaini di attivarsi nei confronti della commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema di accoglienza nella persona del presidente Federico Gelli che già nell’immediatezza del fatto prendeva le distanze da quanto accaduto, al fine di instaurare, nei prossimi giorni, un confronto serio e costruttivo sul tema immigrazione, offrendo, da parte nostra, la massima collaborazione. Per me – conclude il direttore dell’accoglienza – e per il mio staff, le risultanze delle varie ispezioni e verifiche costituiscono le fondamentali linee guida da seguire nello svolgimento dell’attività quotidiana, assieme alla vigente normativa in materia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Le vertenze nei nostri confronti – scrive Francesco Di Pietro, responsabile dell’ufficio personale – sono dieci e non diciassette. Aggiungiamo che la maggior parte delle controversie, hanno peraltro un valore sostanziale ed economico assolutamente marginale. Premesso che stiamo trattando tutte queste situazioni con il dovuto riguardo e professionalità, specifichiamo infatti, a titolo meramente esemplificativo, come in taluni casi le vertenze siano state promosse da ex lavoratori con anzianità aziendale talvolta addirittura inferiore ai 3 mesi, e per presunte differenze retributive assolutamente minimali. Nella maggior parte dei casi è stata la stessa Cooperativa ad interrompere legittimamente o non voler proseguire il rapporto sociale e lavorativo. Il numero di lavoratori coinvolti è decisamente esiguo rispetto ai circa duecentocinquanta lavoratori attualmente impiegati e agli oltre settanta addetti che vengono assunti ogni anno per far fronte ai picchi stagionali di lavoro nel settore dei servizi».
Riguardo alla legittimità del contratto di prossimità concluso dalla cooperativa con la Uil, «ci rimettiamo, più che alla sentenza mediatica formulata dal legale Cgil di Empoli, alla decisione del Giudice del Lavoro adito da alcuni ricorrenti».
Sulla vicenda interviene anche Francesco Fariello, direttore del servizio accoglienza: «Prefetture, Asl, vigili del fuoco ed enti locali svolgono correttamente e costantemente la loro funzione ispettiva».
«Tutte le ispezioni e i sopralluoghi vengono effettuati a sorpresa e senza alcun preavviso. Sottolineiamo come il gestore, peraltro, è tenuto a far entrare presso i centri solo coloro i quali sono titolati a farlo. Verso questi soggetti, Servizi Toscani ha sempre manifestato la massima disponibilità e collaborazione. Viceversa, siamo obbligati ad impedire l’accesso di coloro i quali non risultano in possesso di tali autorizzazioni. Prova ne sia il fatto che, qualche settimana fa, l’onorevole Giuseppe Brescia del Movimento 5 Stelle ha dovuto spendere un mandato non esistente per poter accedere in un nostro centro di accoglienza per poi criticarne strumentalmente la conduzione. A tal proposito, chiederò al presidente Stefano Mugnaini di attivarsi nei confronti della commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema di accoglienza nella persona del presidente Federico Gelli che già nell’immediatezza del fatto prendeva le distanze da quanto accaduto, al fine di instaurare, nei prossimi giorni, un confronto serio e costruttivo sul tema immigrazione, offrendo, da parte nostra, la massima collaborazione. Per me – conclude il direttore dell’accoglienza – e per il mio staff, le risultanze delle varie ispezioni e verifiche costituiscono le fondamentali linee guida da seguire nello svolgimento dell’attività quotidiana, assieme alla vigente normativa in materia».
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