Sicurezza
Non solo il pestaggio del profugo, ecco tutte le accuse a Multicons
Concluse le indagini sul caso del giovane che sarebbe stato picchiato dall’amministratore Mugnaini In procura anche le testimonianze di ex dipendenti della coop di Montelupo su affitti delle sedi e stipendi
EMPOLI. Un ragazzo che, all’epoca dei fatti, non aveva ancora 18 anni, originario del Gambia. Che sarebbe stato picchiato nel centro di accoglienza di Cambiano a febbraio 2016 col manico di una scopa dopo una richiesta legata al cibo e al fatto che quel giorno non sarebbe arrivato niente da mangiare. Indagato per il presunto pestaggio Stefano Mugnaini, amministratore unico della Servizi Toscani che gestisce la struttura valdelsana. Oltre a lui anche altre due persone, all’epoca dipendenti della cooperativa, sono state indagate. Ora le indagini del sostituto procuratore Leopoldo De Gregorio si sono concluse. In caso di richiesta di rinvio a giudizio, sarà poi il gip a pronunciarsi sul proseguimento o meno dell’azione penale. Tra l’altro le persone offese per quella vicenda sono state due: il minorenne e un ragazzo della Guinea, di 22 anni, che sarebbe stato immobilizzato e colpito su una mano per costringerlo a consegnare il suo telefono con cui stava riprendendo la scena del litigio tra l’ospite gambiano e i tre della Servizi Toscani.
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Questo è l’ultimo tassello di numerose contestazioni che si muovono intorno a Servizi Toscani e del consorzio a cui appartiene la realtà cooperativa, la Mc Multicons, rispetto alla gestione dei profughi (oltre 500). Sono partite già due inchieste della procura (oltre a questa per il profugo picchiato ne era stata aperta un’altra nell’agosto del 2016 per le condizioni di un’altra struttura di profughi a Vinci) ed emergono denunce da parte di ex dipendenti che sono sfociate poi in vertenze curate dalla Cgil. Non solo: in procura sono arrivate anche una decina di testimonianze da parte sempre di ex dipendenti e anche di lavoratori ancora in forza al consorzio che hanno descritto un clima lavorativo pesante, caratterizzato, come loro stessi lo hanno definito, da “terrorismo psicologico”. Questo gruppo di ex operatori, con varie mansioni e qualifiche, hanno richiesto l’anonimato (non mettiamo i nomi perché temono ritorsioni) ma i loro racconti sono dettagliati. Tanto che al sostituto procuratore hanno prodotto documentazioni e registrazioni di telefonate. «Stefano Mugnaini urlava, offendeva, minacciava e perdeva il controllo di se stesso - hanno scritto gli ex dipendenti - in quei momenti rimanevamo impietriti e impauriti e ci rinchiudevamo nel silenzio più assoluto poiché se tentavamo di dire qualche cosa la situazione sarebbe potuta peggiorare». Ci sarebbero state poi, sempre da quanto si legge nelle loro denunce, «minacce di licenziamento e demansionamenti in un batter di ciglia ».
Altro capitolo trattato quello dei richiami disciplinari che non sarebbero stati veritieri «bensì inventati per punire e intimorire i dipendenti. Oppure anche commissionati su richiesta». «Una volta consegnato il richiamo al dipendente - raccontano alcuni di loro - e lasciati i cinque giorni di tempo per presentare le giustificazioni in molte occasioni queste non venivano accettate e quindi l’azienda comminava la sanzione seppur non dovuta. Grazie all’intervento della Cgil le sanzioni sono state poi annullate o non applicate».
Nelle testimonianze depositate in procura c’è poi una parte che riguarda l’amministrazione del consorzio con Mugnaini amministratore unico di una società immobiliare, la 3G, che avrebbe «preso in affitto un immobile in via Tosco Romagnola e lo avrebbe subaffittato al consorzio ad un importo assai superiore». E poi il capitolo stipendi con l’amministratore di Multicons che «percepiva due stipendi in contemporanea uno dal consorzio di circa 2/3mila euro netti mensili e un altro di 5/6 mila euro netti mensili». Su questo punto Mugnaini aveva argomentato già in passato che il suo stipendio era stato deciso dall’assemblea dei soci. Ma nelle denunce- testimonianze si parla anche «dello stipendio della compagna di Mugnaini pari a circa 4.400 euro per un part time al 50% deciso dallo stesso Mugnaini ». Da parte sua anche la prefettura ha iniziato a fare accertamenti sulla realtà cooperativa. Ma , contemporaneamente, ha inviato anche a Multicons, che gestisce 19 centri, la proposta di proroga per il 2018 per le convenzioni già in essere.
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