Il Tirreno

Empoli

«La Zignago è il modello da seguire»

«La Zignago è il modello da seguire»

Mozzorecchi sull’acquisizione dello stabilimento Revet Vetri al Terrafino: «Serviva un regalo di Natale»

2 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Zignago come modello di investimento sul territorio. L’acquisizione – da parte dell’azienda veneta – del 51% di Revet Vetri, è un’operazione che ha raccolto il plauso anche dai sindacati.

I quali vedono nella nuova “Vetro Revet” una risorsa occupazionale per l’empolese. Soldi freschi – 3 milioni – per riammodernare lo storico stabilimento della Revet a Empoli, così da permettere a questa struttura di fornire alla Zignago vetro “pronto al forno”, cioè idoneo ad essere lavorato per tornare ad essere vetro. «Ci ha fatto piacere – spiega Silvia Mozzorecchi della Filctem Cgil – incontrare un’azienda che ha subito parlato di sicurezza ed investimenti. Si parla di anni, questo vuol dire che l’azienda ha intenzione di consolidare le proprie radici qui e non di scappar via. Ciò che è stato deciso di fare è una garanzia per il territorio e per i lavoratori, oltre che un regalo di Natale». Un’operazione gradita, tanto da far spingere la delegata a dire che «in un anno difficile, la scelta di Zignago è uno dei pochi fari che ha illuminato quest’annata». I sindacati hanno ribattuto sull’importanza della sicurezza, in un lavoro ad alto rischio.

Si andrà così a costituire uno dei primi esempi di “economia circolare”, dal rifiuto raccolto e trattato da Revet al vetro nuovo marcato Zignago, il tutto in un raggio di pochi chilometri.

Con la nuova “filiera del vetro” si abbatteranno anche le emissioni, causate dai camion impiegati per trasportare il vetro di scarto alla Zignago. «Quello che ha fatto l’azienda veneta – spiega Giuseppe Dentato – è la dimostrazione che il territorio può essere appetibile. Dobbiamo predisporre le condizioni affinché anche realtà non per forza legate alle storiche famiglie dell’imprenditoria empolese vengano ad investire nella nostra zona».

Una situazione che è figlia delle modalità con cui si è costituito l’arco industriale nell’empolese, dove grandi gruppi hanno la possibilità di investire e di reagire quando la crisi colpisce duro. A differenza della Valdelsa, dove secondo Dentato serve «una riflessione su infrastrutture, scuola e formazione, da parte di tutti gli attori coinvolti». Tornando all’operazione Zignago – Revet è chiaro che c’è anche un ritorno economico, però la prospettiva di consolidare la forza lavoro attuale e di potenziarla in futuro con un nuovo stabilimento – all’avanguardia – fa ben sperare la Cgil per gli anni a venire. Le parti si sono già incontrate nei giorni scorsi e torneranno a farlo nelle settimane a venire.

Tutto questo in un contesto, secondo il responsabile zonale Cgil Sergio Luschi «Non di ripresa, dove ogni 5 assunzioni 4 sono a tempo determinato, a dimostrazione del fallimento del Jobs».

Marco Sabia

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze