Attenzione
Il protocollo degli appalti fermo da un anno
La Cgil lo aveva presentato all’Unione dei Comuni un anno fa. Ma ancora, al di là di un confronto tra amministratori e sindacato, il protocollo sugli appalti è fermo. Si tratta di un documento...
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La Cgil lo aveva presentato all’Unione dei Comuni un anno fa. Ma ancora, al di là di un confronto tra amministratori e sindacato, il protocollo sugli appalti è fermo.
Si tratta di un documento sottoposto all’approvazione dei sindaci che prevede l’inserimento nelle gare pubbliche di clausole come lo stop al massimo ribasso, l’introduzione della responsabilità in solido del soggetto appaltante, la certificazione di legalità delle imprese e la clausola sociale.
«Il protocollo è fermo da un anno – spiega Paolo Grasso della Fillea Cgil – e la cosa comincia a preoccuparci, dal momento che molti sindaci continuano a ripetere che il 2018 sarà l’anno in cui ripartiranno i grandi cantieri nell’area. Viste le enormi problematiche che sta vivendo il settore edilizio, in termini di occupazione e di garanzia dei diritti dei lavoratori, sarebbe davvero importante – conclude Grasso – che venisse esteso a tutte le gare fatte dalle pubbliche amministrazioni».
Al momento, infatti, il contratto provinciale del settore impone l’applicazione delle norme contenute nel protocollo solo per gli appalti che superano i cinque milioni di euro.
Si tratta di un documento sottoposto all’approvazione dei sindaci che prevede l’inserimento nelle gare pubbliche di clausole come lo stop al massimo ribasso, l’introduzione della responsabilità in solido del soggetto appaltante, la certificazione di legalità delle imprese e la clausola sociale.
«Il protocollo è fermo da un anno – spiega Paolo Grasso della Fillea Cgil – e la cosa comincia a preoccuparci, dal momento che molti sindaci continuano a ripetere che il 2018 sarà l’anno in cui ripartiranno i grandi cantieri nell’area. Viste le enormi problematiche che sta vivendo il settore edilizio, in termini di occupazione e di garanzia dei diritti dei lavoratori, sarebbe davvero importante – conclude Grasso – che venisse esteso a tutte le gare fatte dalle pubbliche amministrazioni».
Al momento, infatti, il contratto provinciale del settore impone l’applicazione delle norme contenute nel protocollo solo per gli appalti che superano i cinque milioni di euro.
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