La manifestazione
Padule, il rimpallo tra enti mette a rischio il Centro
di Samuele Bartolini
La Regione non fa chiarezza sulle risorse e aspetta la decisione del cda Intanto però entro il 31 dicembre scadono i contratti dei due dipendenti
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FUCECCHIO. Alessio Bartolini ed Enrico Zarri. Ancora sulla scena i due dipendenti del centro di ricerca del Padule di Fucecchio: monitora 200 ettari di area protetta del bacino lacustre ed è il cuore pulsante della più grande zona umida interna d’Europa. Ma siamo arrivati agli ultimi giorni. Il contratto-proroga scade il 31 dicembre e sul loro destino è ancora nebbia fitta. E soprattutto continua la guerra tra enti pubblici e privati portandosi dietro il futuro anche del Padule. Eppure un passo avanti c’è stato. Ora la Regione si dice disposta a finanziare i progetti del centro. Poi però è tutto un’incognita: non si sa quanti soldi metterà (basterebbero 40mila euro l’anno), non si sa quali progetti è intenzionata a finanziare, se non per un generico “rafforzamento del ruolo del centro”. E sul futuro lavorativo dei due dipendenti non prende nessuno impegno. O per meglio dire. «La responsabilità delle attività e della struttura organizzativa della onlus (il centro di ricerca, ndr) è in capo ai soci», dice una nota della giunta. Che tradotto vuol dire: decidano i membri del consiglio di amministrazione. Tirandosi fuori dalla decisione, ma tenendo stretti i cordoni della borsa.
Vediamo di capire perché. Dopo la riforma Delrio la Regione ha “riassorbito” la Provincia di Pistoia, l’ente era dentro il cda insieme alla Provincia di Firenze, ma entrambe si sono sfilate perché hanno le casse vuote. Pistoia, però, era il principale finanziatore del centro. In questo modo la Regione rimane alla finestra a guardare, aspetta il verdetto del cda, ma è il vero decisore finale perché mette i soldi al posto della Provincia di Pistoia.
Intanto, sabato scorso, il cda ha spedito un progetto-ponte alla Regione con l’obiettivo di salvare le attività del centro. Almeno per il 2018. L’argomento dei due lavoratori è rimasto in sospeso. Entro la fine dell’anno tornerà a riunirsi. Per parlare del nuovo contratto di Bartolini e Zarri? Non è detto. E la guerra è totale. Legambiente dice: «Se non li riconfermate, la manutenzione dell’area protetta va a farsi benedire». Mentre i Comuni “rivieraschi” a guida Pd – con in testa il sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli – ribattono: «A noi interessa la continuità delle attività. Il problema dei lavoratori non ci deve riguardare».
Rimane sempre col cerino in mano il presidente del centro Rinaldo Vanni, che è anche sindaco di Monsummano e presidente della Provincia di Pistoia. Il suo silenzio parla più di mille parole. Mentre l’ex consigliere regionale del Pd nonché ex-presidente della Provincia di Pistoia, Aldo Morelli, prova a mediare in qualità oggi di portavoce dell’associazione Amici del Padule: «A me sembra giusto occuparsi anche della questione di Bartolini e Zarri». In questo gran bailamme suona come salomonica la dichiarazione dell’assessora regionale all’ambiente Federica Fratoni: «La Regione conferma il suo impegno a lavorare con tutti i soggetti interessati a valorizzarne le potenzialità ed accrescerne la fruizione». Ma il consigliere regionale di Sì Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori, affonda il colpo: «Il centro non può esser assassinato e i due dipendenti licenziati. Fratoni, lo stesso presidente Rossi, i sindaci Pd prendano un impegno. Il loro contratto scade il 31 dicembre, la cartina di tornasole rispetto alle reali intenzioni della Regione è proprio il futuro di due ricercatori che sono l’anima del centro sin dagli anni Novanta».
Vediamo di capire perché. Dopo la riforma Delrio la Regione ha “riassorbito” la Provincia di Pistoia, l’ente era dentro il cda insieme alla Provincia di Firenze, ma entrambe si sono sfilate perché hanno le casse vuote. Pistoia, però, era il principale finanziatore del centro. In questo modo la Regione rimane alla finestra a guardare, aspetta il verdetto del cda, ma è il vero decisore finale perché mette i soldi al posto della Provincia di Pistoia.
Intanto, sabato scorso, il cda ha spedito un progetto-ponte alla Regione con l’obiettivo di salvare le attività del centro. Almeno per il 2018. L’argomento dei due lavoratori è rimasto in sospeso. Entro la fine dell’anno tornerà a riunirsi. Per parlare del nuovo contratto di Bartolini e Zarri? Non è detto. E la guerra è totale. Legambiente dice: «Se non li riconfermate, la manutenzione dell’area protetta va a farsi benedire». Mentre i Comuni “rivieraschi” a guida Pd – con in testa il sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli – ribattono: «A noi interessa la continuità delle attività. Il problema dei lavoratori non ci deve riguardare».
Rimane sempre col cerino in mano il presidente del centro Rinaldo Vanni, che è anche sindaco di Monsummano e presidente della Provincia di Pistoia. Il suo silenzio parla più di mille parole. Mentre l’ex consigliere regionale del Pd nonché ex-presidente della Provincia di Pistoia, Aldo Morelli, prova a mediare in qualità oggi di portavoce dell’associazione Amici del Padule: «A me sembra giusto occuparsi anche della questione di Bartolini e Zarri». In questo gran bailamme suona come salomonica la dichiarazione dell’assessora regionale all’ambiente Federica Fratoni: «La Regione conferma il suo impegno a lavorare con tutti i soggetti interessati a valorizzarne le potenzialità ed accrescerne la fruizione». Ma il consigliere regionale di Sì Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori, affonda il colpo: «Il centro non può esser assassinato e i due dipendenti licenziati. Fratoni, lo stesso presidente Rossi, i sindaci Pd prendano un impegno. Il loro contratto scade il 31 dicembre, la cartina di tornasole rispetto alle reali intenzioni della Regione è proprio il futuro di due ricercatori che sono l’anima del centro sin dagli anni Novanta».
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