Gioco
Mazzate al vetro della macelleria, poi lasciano tre bottiglie di benzina
Raid inquietante nella notte a Fucecchio, il titolare: «Sembra un avvertimento, ma non ho nemici». Un mese fa episodio simile a pochi chilometri
FUCECCHIO. Gli prendono a mazzate la vetrina della macelleria, per poi lasciargli tre bottiglie di benzina davanti alla porta della sua attività. Una scena che fa rabbrividire e pensare al modus operandi della criminalità organizzata, soprattutto per la presenza di quelle tre bottiglie di benzina, che avrebbero potuto facilmente creare dei grossi danni, sia al titolare che a tutto quello che c’è attorno.
Paolo Pepori, storico macellaio di Querce, non riesce a spiegarsi del perché qualcuno lo abbia messo nel mirino: «Ero appena arrivato in macelleria, quando ho visto che avevano preso a mazzate la vetrata, che ha rischiato di cedere completamente. Poi ho trovato davanti 3 bottiglie di benzina. Se penso che un mese fa a Spianate hanno dato ad un bar con le stesse modalità, mi inquieta. Anche perché in 22 anni di attività non mi era mai successo niente: ora mi ritrovo con un atto che sembra un avvertimento. Dovuto a cosa poi? Io non ho fatto niente né litigato con nessuno».
L’episodio a cui si riferisce Pepori è andato in scena ad Altopascio (località Spianate), dove un uomo si è fatto largo con una fiamma ossidrica e ha poi buttato all’interno 3 bottiglie di plastica, scatenando il finimondo all’interno, per la disperazione dei titolari.
Sinceramente non si capisce perché gli eventuali malviventi abbiano messo nel mirino la macelleria di Pepori, dove sinceramente c’era poco da rubare, di valore. «Sinceramente, in una frazione come la Querce, lontana da tutto e più o meno sempre tranquilla, non mi sarei mai aspettato di ritrovarmi in una situazione del genere».
E ad essere inquietante, soprattutto, è il collegamento fatto dallo stesso titolare, perché anche in quel caso vennero impiegate tre bottiglie di benzina, sebbene con danni immensamente più ingenti (bancone carbonizzato, condizionatori a parete sciolti, così come il televisore).
Forse stavolta a fare la differenza è stata soltanto la robustezza della vetrata, che ha sì accusato i colpi ma non ha ceduto.
Non c’era, infatti, il modo di lanciare qualcosa dentro e probabilmente a quel punto chi stava compiendo quell’azione ha preferito desistere.
Ma, a differenza di quanto successo ad Altopascio, alla Querce non ci sono telecamere che inquadrano direttamente l’area, quindi l’operato dei carabinieri sarà più difficile. L’area interessata non è isolata, nel senso che ci sono alcune attività di paese, visto che piazza Don Ivo Magozzi è la principale della frazione, per non dire l’unica.
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