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Accesso negato alla commissione del Comune in una struttura

CERTALDO. A controllare i centri profughi sono anche i Comuni in seguito al protocollo concordato con la Prefettura a inizio 2017. Tra i primi ad attivarsi è stato il Comune di Certaldo. I controlli,...

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CERTALDO. A controllare i centri profughi sono anche i Comuni in seguito al protocollo concordato con la Prefettura a inizio 2017. Tra i primi ad attivarsi è stato il Comune di Certaldo. I controlli, effettuati da una commissione composta da tre dipendenti comunali (polizia municipale, servizi demografici, ufficio edilizia) si svolgono attraverso comunicazione alla Prefettura ma senza preavviso per il gestore, per verificare il rispetto delle norme e della convenzione stipulata tra gestore e Prefettura.

Il sindaco Giacomo Cucini, a inizio 2017, aveva posto l’attenzione sul fatto che avendo 98 migranti presenti a Certaldo, erano in numero pari a più del doppio dei 40 che Certaldo avrebbe dovuto ospitare secondo il numeri previsti dalla circolare del Ministero degli Interni (2,5 ogni 1000 abitanti). Dai primi controlli era emerso che, pur in assenza di lacune tali da chiedere un'immediata chiusura di uno di questi centri, era stato constatato non poche carenze e difformità. In una, come era emerso dal controllo, gestita da Multicons si dichiarava 35 ospiti ma aveva solo 32 letti: alla commissione, tornata per un riconteggio dei letti, era stato impedito di entrare; struttura, quest'ultima, periferica, senza servizi di transfer, coi migranti che, senza neanche una dotazione di pettorine catarifrangenti si trovavano a percorrere a piedi la 429, senza marciapiede, per raggiungere il paese, a rischio della propria incolumità e di causare incidenti. Per quanto riguarda poi l'erogazione di corsi di lingua, o assistenza psicologica, la commissione non poteva fare altro che registrare autocertificazioni e dichiarazioni sul fatto che i servizi vengano erogati". «Ricordiamo che la Stato stanzia 35 euro a migrante al giorno, solo 2,5 euro vengono girati al migrante per spese personali - aveva ricordato Cucini - il resto è nelle mani del gestore, che deve garantire un alloggio e servizi adeguati».

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