Il dolore
Commercianti chiedono 8 doni a Babbo Natale
Letterina di Scarselli e Cantini: portaci web tax, semplificazioni e regole anti-liberalizzazione
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EMPOLI. Torna, anche quest’anno, nell’ambito di quella che è ormai una tradizione consolidata, “La letterina a Babbo Natale dei commercianti Empolese-Valdelsa”, firmata da Ilaria Scarselli e Lapo Cantini, rispettivamente presidente e responsabile generale Empolese-Valdelsa.
«Caro Babbo Natale, siamo alla fine di un anno, che si conclude molto meglio di quanto inizialmente previsto, come confermano tutti gli indicatori economici. Anche noi, piccoli commercianti a conduzione familiare che animano con tanta buona volontà i centri del nostro territorio, cominciamo finalmente a vedere qualche spiraglio di luce. Sono infatti in lieve ripresa anche i consumi, come testimoniano le vendite di Natale che, nonostante le feroce concorrenza di Amazon, tengono e anzi fanno registrare, per alcuni settori, i migliori risultati degli ultimi anni. Noi commercianti, dato questo contesto generale pensiamo di esserci comportati bene nell’anno appena trascorso, eccome».
Scarselli e Cantini spiegano perché: «Abbiamo fatto, anche nel 2017, molti sacrifici per mandare avanti le nostre attività. Abbiamo cercato di restare al passo con i tempi, fidelizzando il cliente e sbarcando anche noi (con alterne fortune) su social e chat interattive. Abbiamo mantenuto un legame vivo con il territorio. E poi le nostre tasse (tante o poche che siano) le paghiamo in Italia. Non ci sembrano facciano altrettanto i grandi portali del commercio elettronico che, sul territorio nazionale vendono tanto, ma poi i versamenti di carattere fiscale li fanno all’estero».
Mettendo insieme tutti questi elementi, «caro Babbo Natale, noi riteniamo di poterti chiedere almeno otto regali in dono per l’anno che verrà: web tax con regolamentazione (non solo fiscale) grandi portali on- line; regole a tutela centri storici e attività tradizionali da deriva liberalizzazioni merceologiche e food; sostegno consumi con provvedimenti di defiscalizzazione costo del lavoro; detrazioni fiscali investimenti piccola impresa su innovazione digitale, formazione, uso della moneta elettronica; adozione di provvedimenti di facilitazione di credito e microcredito per le imprese, anche partendo dagli strumenti Confidi; rafforzamento delle misure di decontribuzione under 35 già previste nella legge di stabilità 2017». Infine, «nuove (e meno onerose) misure di flessibilità del lavoro soprattutto per i settori ristorazione e quelli caratterizzati da un elevato livello di stagionalità: semplificazione adempimenti tributari e fiscali».
«Caro Babbo Natale, siamo alla fine di un anno, che si conclude molto meglio di quanto inizialmente previsto, come confermano tutti gli indicatori economici. Anche noi, piccoli commercianti a conduzione familiare che animano con tanta buona volontà i centri del nostro territorio, cominciamo finalmente a vedere qualche spiraglio di luce. Sono infatti in lieve ripresa anche i consumi, come testimoniano le vendite di Natale che, nonostante le feroce concorrenza di Amazon, tengono e anzi fanno registrare, per alcuni settori, i migliori risultati degli ultimi anni. Noi commercianti, dato questo contesto generale pensiamo di esserci comportati bene nell’anno appena trascorso, eccome».
Scarselli e Cantini spiegano perché: «Abbiamo fatto, anche nel 2017, molti sacrifici per mandare avanti le nostre attività. Abbiamo cercato di restare al passo con i tempi, fidelizzando il cliente e sbarcando anche noi (con alterne fortune) su social e chat interattive. Abbiamo mantenuto un legame vivo con il territorio. E poi le nostre tasse (tante o poche che siano) le paghiamo in Italia. Non ci sembrano facciano altrettanto i grandi portali del commercio elettronico che, sul territorio nazionale vendono tanto, ma poi i versamenti di carattere fiscale li fanno all’estero».
Mettendo insieme tutti questi elementi, «caro Babbo Natale, noi riteniamo di poterti chiedere almeno otto regali in dono per l’anno che verrà: web tax con regolamentazione (non solo fiscale) grandi portali on- line; regole a tutela centri storici e attività tradizionali da deriva liberalizzazioni merceologiche e food; sostegno consumi con provvedimenti di defiscalizzazione costo del lavoro; detrazioni fiscali investimenti piccola impresa su innovazione digitale, formazione, uso della moneta elettronica; adozione di provvedimenti di facilitazione di credito e microcredito per le imprese, anche partendo dagli strumenti Confidi; rafforzamento delle misure di decontribuzione under 35 già previste nella legge di stabilità 2017». Infine, «nuove (e meno onerose) misure di flessibilità del lavoro soprattutto per i settori ristorazione e quelli caratterizzati da un elevato livello di stagionalità: semplificazione adempimenti tributari e fiscali».
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