Attenzione
Aule al gelo, a casa ottocento studenti
Al Fermi di Empoli non funziona la caldaia. E non è la prima volta. Il preside è stato costretto a sospendere l’attività didattica in via Bonistallo
EMPOLI. Niente scuola martedì 19 dicembre, per le centinaia di studenti del Fermi, che frequentano l’edificio di via Bonistallo. Questo perché, da sabato, l’impianto di riscaldamento è andato in tilt; lunedì mattina, infatti, le temperature erano glaciali, tali da far propendere i dirigenti scolastici a non far entrare i ragazzi o a sistemarli in zone dove il riscaldamento funziona, sfruttando le altre sedi a disposizione, come per scienze umane del Pontormo e per le classi del Ferraris in via Bonistallo.
Ma cosa è accaduto? Il riscaldamento si è rotto in due punti e i tecnici lo hanno sistemato. Per andare a regime, però, servono parecchie ore, cioè fino a metà di stamattina. Una situazione paradossale, che continua a ripresentarsi senza soluzione di continuità nelle scuole superiori empolesi. È storia recente, infatti, la protesta degli studenti del Pontormo, a causa dei riscaldamenti che mandavano fuori aria fredda e non calda. Un problema che ha contagiato – per così dire – l’edificio di via Bonistallo, dove il riscaldamento è “entrato in sciopero”. La Città Metropolitana interviene a macchia di leopardo e – quando risolve un problema – se ne presenta praticamente subito un altro. Nel frattempo il freddo continua a stringere la sua morsa sugli studenti interessati, che nel caso di stamani sono quasi mille. Una situazione che ha costretto il preside del Fermi Gaetano Flaviano a diramare il seguente comunicato sul sito dell’istituto: «Siamo a comunicare che le attività didattiche, il ricevimento genitori e le altre attività pomeridiane, presso la sede di via Bonistallo, nella giornata di martedì 19 sono sospese, in quanto la Città Metropolitana ha comunicato in data odierna che la riparazione dell’impianto di riscaldamento è in corso, ma che non è in grado di garantire per le 8 della giornata di martedì, l’attivazione dell’impianto stesso. Pertanto, per garantire il numero minimo di 200 giorni obbligatori di lezione necessari per la validità dell’anno scolastico, la giornata del 19, verrà recuperata secondo lo stesso orario il 13 gennaio». Quindi gli studenti del Fermi recupereranno a gennaio il giorno perso. Non si comprende – francamente – come sia possibile nel 2017 che le scuole – che per i ragazzi sono delle seconde case – non offrano nemmeno il “comfort” del riscaldamento. Stesso discorso per i professori, che portano avanti la loro professione quasi fosse una missione, armandosi anche loro di pazienza e soprattutto di guanti, sciarpe e coperte, un equipaggiamento consono per chi ha intenzione di scalare una montagna, non di andare a scuola. Leggermente più fortunati gli studenti di scienze umane e del Ferraris, che verranno ospitati in altre sedi. I primi, ad esempio, troveranno posto nell’autoditorium, nei laboratori e nella biblioteca della sede centrale del Pontormo.
Una soluzione di emergenza, come ha spiegato il preside Tommaso Bertelli: «È evidente che se mando i ragazzi nei laboratori, queste strutture non potranno essere utilizzabili per quello per cui sono statie realizzate».
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