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Centro del Padule, scoppia il caos E i Comuni sono divisi sul futuro

Centro del Padule, scoppia il caos E i Comuni sono divisi sul futuro

Scintille tra cacciatori e ambientalisti, silenzio dagli enti che finanziavano le attività  E intanto i due impiegati della struttura di Castelmartini sono ormai prossimi al licenziamento

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FUCECCHIO. Alessio Bartolini ed Enrico Zarri. La storia è già nota, ma tenete bene a mente questi due nomi. Sono i dipendenti del centro di ricerca del Padule di Fucecchio: monitorano duecento ettari di area protetta del bacino palustre. A fine anno Bartolini e Zarri saranno senza lavoro, il contratto – già prorogato una volta – è in scadenza il 31 dicembre, ma intorno al loro destino è scoppiata la guerra totale. In ballo c’è il futuro non solo del centro di ricerca, ma anche del Padule di Fucecchio. Primo punto: mancano i soldi per rifinanziare il centro. La Provincia di Pistoia, che era la principale finanziatrice con alcune decine di migliaia di euro, non intende più sborsare un soldo e la Regione Toscana non si capisce se la sostituirà. Secondo punto: gli enti pubblici e privati che gestiscono il centro si guardano in cagnesco.

Alcuni Comuni “rivieraschi” vorrebbero Bartolini e Zarri a casa. Altri Comuni come Ponte Buggianese e Larciano sono usciti dalla gestione del centro. Mentre altre amministrazioni vorrebbero salvare i lavoratori e con loro la difesa del padule. Poi c’è Legambiente, che dice senza tanti giri di parole: «Se mandate a casa Bartolini e Zarri, la manutenzione dell’area protetta va a farsi benedire». Mentre per il Pd fucecchiese non sembra essere un problema. Rimane col cerino in mano il presidente del centro Rinaldo Vanni, che è anche sindaco di Monsummano e presidente della Provincia di Pistoia. Interpellato da Il Tirreno, preferisce non rilasciare dichiarazioni. Evidentemente la sua situazione è troppo delicata. Ma a litigare sono soprattutto ambientalisti e cacciatori. «Troppe regole di protezione ambientale violate», punta il dito Legambiente. «Basta con la caccia ai cacciatori nel Padule di Fucecchio», rispondono Arci Caccia e Libera Pistoia. Insomma: è il caos più totale. Ma è Carlo Galletti di Legambiente Toscana ad affondare il colpo: «È risaputo che alcuni cacciatori usano i registratori per il richiamo delle anatre, ma è illegale. In un caso è stato accertato che una persona esercitava la caccia con fucile carico a 4 metri da una civile abitazione. Ci sono diversi verbali di infrazioni di tipo predatorio». Senza contare che nell’ultimo campo antibracconaggio organizzato dal Wwf Italia, le pattuglie in servizio hanno accertato diverse violazioni amministrative ed illeciti penali. «Per le violazioni di carattere penale sono state denunciate tre persone per mancato rispetto delle leggi di pubblica sicurezza. Una persona nella zona tra Cerreto Guidi e Lamporecchio è stata denunciata per uccisione di fauna particolarmente protetta quali i migliarini di palude e fauna protetta come i fringuelli», dice Roberto Marini di Wwf Toscana. E sono ancora impressi nella memoria i razzi traccianti lanciati a più riprese all’interno dell’area Le Morette la scorsa stagione venatoria per indurre numerosi uccelli a uscire e diventare bersaglio. Eppure il sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli non ci sta alla vulgata del bracconaggio diffuso. «Io mi dissocio da chi infrange le buone regole della caccia, ma non è vero che ci sono gravi situazioni, e la battaglia dei due dipendenti del centro io non la sostengo».

Intanto la guerra totale tra amministrazioni, da una parte, e associazioni, dall’altra, non sembra presagire nulla di buono per il Padule.

Samuele Bartolini

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