Sicurezza
Profughi, controlli della prefettura nei centri Multicons
Intanto la Finanza ha acquisito documentazione in uffici e magazzini della cooperativa presieduta da Mugnaini a Montelupo. C’è anche il versante delle vertenze di ex dipendenti su irregolarità contrattuali. L’avvocato della Cgil: «Stipendi troppo bassi»
EMPOLI. La prefettura di Firenze annuncia nuovi accertamenti «sulle presunte irregolarità nella gestione aziendale e negli assetti societari e proprietari sul consorzio Multicons». Che nel frattempo torna nel mirino della guardia di finanza, con le fiamme gialle che hanno effettuato delle verifiche nella sede di via del Lavoro a Montelupo, cuore pulsante della galassia del presidente Stefano Mugnaini, finito nel mirino della procura della Repubblica per un presunto pestaggio di un profugo ospite di una struttura. E poi alle prese anche con le vertenze di diciassette ex dipendenti che lamentano violazione nei contratti di lavoro. Il presidente del consorzio McMulticons, nato dieci anni fa nel settore delle pulizie e manutenzione, continua a tacere ma intanto l’azienda – che attraverso la cooperativa sociale Servizi Toscani gestisce oltre 500 migranti per un fatturato di 3 milioni di euro – è nella bufera.
Controlli a tappeto. In questo contesto, in costante evoluzione, interviene anche la prefettura, che spiega in una relazione i rapporti con la cooperativa: «Come con gli altri gestori vincitori di gara pubblica, è stata stipulata una convenzione, dopo aver verificato che i requisiti presentati fossero conformi alle disposizioni vigenti. Come per tutte le strutture di accoglienza di altri gestori, la prefettura ha attuato sui centri nei quali opera la Mc Multicons un’azione di monitoraggio e controllo per verificare la rispondenza delle attività svolte con le prescrizioni della convenzione». «Attività che quest’anno – precisa ancora la prefettura in una nota – si sono intensificate allo scopo di rafforzare il programma di controlli presso tutti i centri di accoglienza della provincia. Queste verifiche ispettive – che avvengono senza alcun preavviso – non sono svolte unicamente dai funzionari della prefettura, ma anche da parte dei servizi dei Comuni dell’Empolese Valdelsa (a seguito di apposito protocollo firmato con gli undici sindaci, ndr), nei cui territori si trova la maggior parte delle strutture gestite dalla Mc Multicons».
Tutto (o quasi) regolare. In particolare, nella struttura di accoglienza di Molin Nuovo (due si trovano due centri ai civici 24 e 26), «i tecnici del nucleo di controllo comunale si sono recati nel luglio 2017 e non hanno rilevato particolari discrasie. Gli ultimi due controlli su tale struttura, si sono svolti il 6 dicembre, sempre senza preavviso. L’esito è stato positivo ed è stata prescritta solo l’immediata riparazione di uno dei quattro bagni presenti. Negli stessi centri sono state effettuate anche visite da parte di parlamentari – spiega la prefettura riferendosi alla visita svolta da, Movimento Cinque stelle – che non hanno evidenziato alla prefettura particolari carenze, se non una presunta irregolarità sull’accoglienza di neonati che è stata poi rapidamente chiarita». In merito al servizio di presidio “H24” (durante tutto il giorno) nei centri di accoglienza della McMulticons «che comunque risulta attivo, la prefettura sta verificando se quanto dichiarato dallo stesso consorzio corrisponda alle prescrizioni della convenzione e se siano rispettati i termini contrattuali dei lavoratori». Infine, in merito agli accertamenti in corso, «gli esiti verranno valutati per la parte di competenza di questa prefettura».
Fiamme gialle. Nel quartier generale di via del Lavoro a Montelupo, intanto sono arrivati i finanziarie tre settimane fa, sia negli uffici che nei magazzini, che hanno acquisito una serie di documenti. McMulticons era già finita in passato, nel 2011 e nel 2015, nel mirino della guardia di finanza di Empoli per reati fiscali.
Vertenze dei lavoratori. C’è poi l’aspetto che riguarda le vertenze sindacali di ex dipendenti. Tra i diciassette menzionati all’inizio dell’articolo, alcuni di loro sono assistiti dall’avvocato Andrea Stramaccia per conto della Cgil. «A questi addetti sono stati applicati contratti di prossimità secondo una legge del 2008 che permette di derogare a quelli nazionali – spiega l’avvocato – nella cooperativa in questione è stato nominato un rappresentante sindacale aziendale che dovrebbe essere nominato dai sindacati. E con questo meccanismo è stato possibile derogare rispetto alle tabelle degli stipendi e applicare i livelli più bassi. Ma in questo caso non era possibile applicare questi contratti di prossimità perché come rappresentante sindacale aziendale è stato nominato l’unico dipendente assunto e questo è avvenuto in violazione della normativa. Non solo: con i contratti di prossimità non è possibile andare sotto le tabelle prevista dal settore. In questo modo – continua l’avvocato della Cgil – sia per gli addetti che fanno le pulizie sia per quelli impiegati negli uffici o fanno i mediatori linguistici lo stipendio ammonta a circa novecento euro mensile».
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