Gioco
I sindaci tirano dritto agenti trasferiti all’Unione
Ecco le lettere, da capodanno gli agenti passano all’ente di piazza della Vittoria Critica la Rsu, si va verso altre azioni di protesta. Comuni in silenzio fino a martedì
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EMPOLI. Se la vicenda del braccio di ferro polizia municipale – sindaci dell’Unione fosse un puzzle, sarebbe sicuramente uno di quelli da 10.000 pezzi, da comporre con infinita pazienza.
I sindaci, però, ieri hanno messo in chiaro le loro intenzioni, perché agli agenti sono arrivate le lettere nelle quali si comunica loro il trasferimento all’ente di piazza della Vittoria, dal 1 gennaio 2018. Una comunicazione che ha lasciato un po’ di sasso gli agenti, che non si aspettavano questa accelerata. Nonostante questo gli enti locali tirano dritto, con la consapevolezza però che dall’altra parte questo cambio di marcia lascerà sicuramente strascichi. Non sono da escludersi, infatti, altre azioni di protesta da parte degli 88 agenti al momento in servizio ancora nei singoli comandi.
Non sono serviti gli infiniti incontri fra le parti, fra strappi, fumate grigie, accordi annunciati e poi sfumati. Gli undici Comuni dell’Empolese Valdelsa trasferiranno – da capodanno 2018 – i propri agenti all’ente, nonostante il parere contrario dei diretti interessati. Sullo sfondo – ma nemmeno tanto – rimane la presa di posizione della sindaca di Empoli (e presidente dell’Unione) Brenda Barnini, che aveva dato un ultimatum: o si trova un accordo entro la fine dell’anno o gli agenti empolesi sarebbero tornati ad occuparsi solo di Empoli. Il che vuol dire – di conseguenza – veder svanire il progetto del corpo unico di polizia municipale. E soprattutto, la fine politica di questo ente e il ritorno agli undici campanili. Ma cos’è che continua a dividere le parti? I vigili, fondamentalmente, vogliono sapere dove lavoreranno, con quale contratto e con quale retribuzione, per farla breve. Sono dubbiosi sul fatto di passare ad un ente che “non ha ancora le gambe”, nel senso che gli manca una corposa struttura organizzativa alle spalle.
«I problemi – spiegano Mattia Scali e Mauro Daini dalla Rsu – sono molteplici: cosa c’è di male nel chiedere di sapere quanto verremo pagati, per fare cosa e dove presteremo servizio? Noi contestiamo il metodo, perché questo trasferimento sembra debba esser fatto per forza, d’imperio, senza rispondere alle nostre richieste. L’Unione ha redatto un protocollo d’intesa – che non abbiamo firmato – che non chiarisce fino in fondo molti aspetti». Fa discutere, ad esempio, il nodo della sede di lavoro: i vigili vorrebbero un confronto prima di essere eventualmente destinati a comandi diversi da quello di provenienza, mentre nel protocollo d’intesa – all’articolo 4 – si legge che «la sede di lavoro del personale trasferito all’Unione è stabilita dal dirigente competente (cioè la comandante Annalisa Maritan ndr), sulla base di esigenze di servizio, tenendo conto, ove possibile, di eventuali esigenze personali espresse dai dipendenti». A fare la differenza sarà la giunta unionale di martedì, al termine del quale i sindaci spiegheranno in conferenza stampa la loro versione. I vigili agiranno poi di conseguenza, deliberando le loro azioni nell’assemblea di giovedì prossimo.
Marco Sabia
I sindaci, però, ieri hanno messo in chiaro le loro intenzioni, perché agli agenti sono arrivate le lettere nelle quali si comunica loro il trasferimento all’ente di piazza della Vittoria, dal 1 gennaio 2018. Una comunicazione che ha lasciato un po’ di sasso gli agenti, che non si aspettavano questa accelerata. Nonostante questo gli enti locali tirano dritto, con la consapevolezza però che dall’altra parte questo cambio di marcia lascerà sicuramente strascichi. Non sono da escludersi, infatti, altre azioni di protesta da parte degli 88 agenti al momento in servizio ancora nei singoli comandi.
Non sono serviti gli infiniti incontri fra le parti, fra strappi, fumate grigie, accordi annunciati e poi sfumati. Gli undici Comuni dell’Empolese Valdelsa trasferiranno – da capodanno 2018 – i propri agenti all’ente, nonostante il parere contrario dei diretti interessati. Sullo sfondo – ma nemmeno tanto – rimane la presa di posizione della sindaca di Empoli (e presidente dell’Unione) Brenda Barnini, che aveva dato un ultimatum: o si trova un accordo entro la fine dell’anno o gli agenti empolesi sarebbero tornati ad occuparsi solo di Empoli. Il che vuol dire – di conseguenza – veder svanire il progetto del corpo unico di polizia municipale. E soprattutto, la fine politica di questo ente e il ritorno agli undici campanili. Ma cos’è che continua a dividere le parti? I vigili, fondamentalmente, vogliono sapere dove lavoreranno, con quale contratto e con quale retribuzione, per farla breve. Sono dubbiosi sul fatto di passare ad un ente che “non ha ancora le gambe”, nel senso che gli manca una corposa struttura organizzativa alle spalle.
«I problemi – spiegano Mattia Scali e Mauro Daini dalla Rsu – sono molteplici: cosa c’è di male nel chiedere di sapere quanto verremo pagati, per fare cosa e dove presteremo servizio? Noi contestiamo il metodo, perché questo trasferimento sembra debba esser fatto per forza, d’imperio, senza rispondere alle nostre richieste. L’Unione ha redatto un protocollo d’intesa – che non abbiamo firmato – che non chiarisce fino in fondo molti aspetti». Fa discutere, ad esempio, il nodo della sede di lavoro: i vigili vorrebbero un confronto prima di essere eventualmente destinati a comandi diversi da quello di provenienza, mentre nel protocollo d’intesa – all’articolo 4 – si legge che «la sede di lavoro del personale trasferito all’Unione è stabilita dal dirigente competente (cioè la comandante Annalisa Maritan ndr), sulla base di esigenze di servizio, tenendo conto, ove possibile, di eventuali esigenze personali espresse dai dipendenti». A fare la differenza sarà la giunta unionale di martedì, al termine del quale i sindaci spiegheranno in conferenza stampa la loro versione. I vigili agiranno poi di conseguenza, deliberando le loro azioni nell’assemblea di giovedì prossimo.
Marco Sabia
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