Il Tirreno

Empoli

Ucciso da furgone pirata

di Marco Sabia

Il conducente non si è fermato dopo aver travolto la vittima di 49 anni

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MONTESPERTOLI. «Ho visto un furgone in lontananza, tipo Ducato vecchio modello di colore bianco, che ha rallentato e poi è ripartito. Poi sono sceso giù e ho visto quell’uomo a terra». A parlare è Ronny Bettoni, che vive all’Anselmo è che si è trovato ad assistere agli ultimi istanti di vita di Leonardo Bianconi, 49 anni, morto nella notte tra venerdì e sabato sulla strada del Virginio, l’ex provinciale tristemente famosa per gli incidenti. E’ stato colpito da un furgone, in direzione Montespertoli, che non si è fermato, a pochi passi dal cartello “Anselmo”. Bianconi, padre di due figli e residente a S. Vincenzo a Torri, in base ad una prima ricostruzione sarebbe stato investito alle spalle, finendo contro un muretto e una rete metallica. Sulla morte di Bianconi è stata aperta un’inchiesta, con le indagini condotte dai carabinieri e coordinate dal pm Filippo Focardi, che si stanno concentrando sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza lungo la strada provinciale e su un autovelox.

Mancavano pochi minuti alla mezzanotte di ieri, quando alcuni residenti hanno sentito il rumo di uno scontro in strada: a terra c’era un uomo, in condizioni disperate. Bianconi sarebbe stato accompagnato in auto da una persona ad Anselmo per raggiungere la sua attività di rivendita di prodotti zootecnici a poca distanza dal luogo in cui è avvenuto l’incidente. Ma, in seguito a un diverbio col conducente, Bianconi sarebbe sceso dall’auto e avrebbe proseguito a piedi in un punto poco illuminato e senza marciapiede.

A nulla è valsa la chiamata al 118: i soccorsi arrivati in pochissimo tempo non sono valsi a niente. A terra sono rimasti pezzi della carrozzeria del mezzo. Frammenti, a prima vista, di quello che sembra essere un faro. Anche perché l’impatto è stato tremendo, tale da svegliare la gente che era a letto, facendola scendere in strada a vedere cosa era successo. Una scena che ha visto anche Marino Cinelli:«Stavo dormendo, poi ho sentito un colpo tremendo. Mi sono rivestito e sono sceso giù: c’era un uomo accasciato accanto al muretto dei contatori. Ho chiamato carabinieri e 118 ma quell’uomo purtroppo era praticamente già morto». Cinelli, poi, ha raccontato che – uscendo da casa sua – in passato erano stati investiti i suoi due figli e sua moglie, in episodi distinti. Quindi – su un nucleo familiare di 4 persone – tre sono già stati investiti, per fortuna non gravemente. Questo a dimostrazione della pericolosità della strada: i cittadini hanno raccolto le firme e si sono incontrati, chiedendo agli enti preposti (in primis la città metropolitana) di intervenire, perché in via del Virginio le auto sfrecciano, l’illuminazione è scarsa e i marciapiedi non ci sono. In effetti, a stare sul posto, ti accorgi che – pur col limite a 50 chilometri orari – ben pochi lo rispettano. E – facendo tre passi fuori dalle case che danno su via del Virginio – si è già praticamente in strada, con tutti i rischi che questo comporta. «Io ho scritto alle istituzioni – racconta Nicola Caverni –si è parlato dei dossi, poi dei semafori e dei dissuasori: progetti e discorsi ma niente di concreto». L’ultimo incontro – al circolo Arci – si è tenuto un mese fa. E al circolo stesso Bianconi era molto conosciuto: la notizia della sua scomparsa ha lasciato i suoi amici basiti e senza parole. Nella serata sono arrivate anche le condoglianze del sindaco Giulio Mangani:« Esprimo le più sentite condoglianze alla famiglia della vittima, da parte mia e di tutta l'amministrazione. Spero che le forze dell'ordine rintraccino il pirata della strada responsabile di questa tragedia».

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