Il dolore
Morta la “Bianca da Vinci” cantata da Neruda
Aveva origini vinciane e, dopo la morte del marito, è stata a capo della prestigiosa casa editrice Tallone
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VINCI. A novant’anni scompare la «Bianca da Vinci leonardesca» cantata da Pablo Neruda. Una vita vissuta pienamente, ricca di soddisfazioni e fatta di tante scelte che hanno contrassegnato il destino di una delle case editrici più prestigiose del nostro paese, la Tallone, eccellenza italiana famosa in tutto il mondo per i libri di altissima qualità che ancora oggi consegna alle stampe. Stiamo parlando di Bianca Bianconi Tallone, moglie di Alberto, l’inventore dell’omonimo carattere a stampa, della quale pochi sanno che aveva origini vinciane, morta all’età di novant’anni.
Era nata a Vinci nel 1927, dove nel 1950 conobbe Alberto – venuto per mettere a punto l'edizione di "Léonard Architecte" curata da Alberto Sartoris – che la condusse con sé a Parigi. Un amore travolgente. Nel periodo parigino, Alberto e Bianca furono protagonisti della vita culturale e la stamperia il punto di riferimento per molti intellettuali, tra i quali Paul Valery, Paul Hazard, René Char, la pittrice Mariette Lydis, il poeta-aviatore André Malraux, Daniel Rops, Pierre de Nolhac, André Pézard. E inoltre Giuseppe Ungaretti, Angelo Roncalli (poi Papa Giovanni XXIII°), Eugenio Montale, Mario Bergamo, Luchino Visconti e Vittorio De Sica. In questo contesto, come scrisse Gianfranco Contini, «Bianca recò ad Alberto sì dolcezza permanente, ma insieme ordine, disciplina, razionalità», promuovendo la pubblicazione di importanti opere, quali la “Divina Commedia” in 24° composta a mano e curata da Francesco Flora, e curando l’organizzazione delle molte esposizioni in diverse città europee, tra le quali a Venezia, Roma, Milano, Verona, Firenze, Torino, Amsterdam, Londra, Madrid. Il 15 ottobre 1960 l’inaugurazione della nuova sede della casa editrice Tallone in Alpignano, avvenne alla presenza di Luigi e Giulio Einaudi. Sono di questo decennio l’amicizia e il rapporto professionale con i Premi Nobel Miguel Angel Asturias e Pablo Neruda che definì Alberto “Maestro de la claridad, professor de pureza, héroe del Libro”. Nel 1968, dopo l'epopea vissuta con Alberto appena scomparso, Bianca fu ricevuta dal presidente De Gaulle all'Eliseo. Gianfranco Contini scrisse: «Come lampadofori, Bianca, Aldo e Enrico erano pronti a succedergli e perfino ad affrontare una rivoluzione nell’arte della stampa appena abbozzata al suo tempo. Auguriamoci che si parli un giorno dei Tallone come degli Aldi, dei Giunti, degli Elzeviri». Nel 1971 Giuseppe Saragat la nominò commendatore per meriti cultural; fu lei, prima con Alberto a Parigi e dopo la sua scomparsa nel 1968, a condurre la casa editrice Tallone. Nel 1990 riceve dal Presidente del Consiglio il Premio per la Cultura 1990. Bianca in quegli anni arricchisce il catalogo con inediti di diversi autori tra i quali Guido Ceronetti, Elèmire Zolla, Jean-Pierre Rosnay, Elio Fiore; inoltre i testi greci; i classici latini, Il codice sul volo degli uccelli di Leonardo.
Paolo Santini
Era nata a Vinci nel 1927, dove nel 1950 conobbe Alberto – venuto per mettere a punto l'edizione di "Léonard Architecte" curata da Alberto Sartoris – che la condusse con sé a Parigi. Un amore travolgente. Nel periodo parigino, Alberto e Bianca furono protagonisti della vita culturale e la stamperia il punto di riferimento per molti intellettuali, tra i quali Paul Valery, Paul Hazard, René Char, la pittrice Mariette Lydis, il poeta-aviatore André Malraux, Daniel Rops, Pierre de Nolhac, André Pézard. E inoltre Giuseppe Ungaretti, Angelo Roncalli (poi Papa Giovanni XXIII°), Eugenio Montale, Mario Bergamo, Luchino Visconti e Vittorio De Sica. In questo contesto, come scrisse Gianfranco Contini, «Bianca recò ad Alberto sì dolcezza permanente, ma insieme ordine, disciplina, razionalità», promuovendo la pubblicazione di importanti opere, quali la “Divina Commedia” in 24° composta a mano e curata da Francesco Flora, e curando l’organizzazione delle molte esposizioni in diverse città europee, tra le quali a Venezia, Roma, Milano, Verona, Firenze, Torino, Amsterdam, Londra, Madrid. Il 15 ottobre 1960 l’inaugurazione della nuova sede della casa editrice Tallone in Alpignano, avvenne alla presenza di Luigi e Giulio Einaudi. Sono di questo decennio l’amicizia e il rapporto professionale con i Premi Nobel Miguel Angel Asturias e Pablo Neruda che definì Alberto “Maestro de la claridad, professor de pureza, héroe del Libro”. Nel 1968, dopo l'epopea vissuta con Alberto appena scomparso, Bianca fu ricevuta dal presidente De Gaulle all'Eliseo. Gianfranco Contini scrisse: «Come lampadofori, Bianca, Aldo e Enrico erano pronti a succedergli e perfino ad affrontare una rivoluzione nell’arte della stampa appena abbozzata al suo tempo. Auguriamoci che si parli un giorno dei Tallone come degli Aldi, dei Giunti, degli Elzeviri». Nel 1971 Giuseppe Saragat la nominò commendatore per meriti cultural; fu lei, prima con Alberto a Parigi e dopo la sua scomparsa nel 1968, a condurre la casa editrice Tallone. Nel 1990 riceve dal Presidente del Consiglio il Premio per la Cultura 1990. Bianca in quegli anni arricchisce il catalogo con inediti di diversi autori tra i quali Guido Ceronetti, Elèmire Zolla, Jean-Pierre Rosnay, Elio Fiore; inoltre i testi greci; i classici latini, Il codice sul volo degli uccelli di Leonardo.
Paolo Santini
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