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Freddo in biblioteca Gli utenti: il Comune non ci risponde

Freddo in biblioteca Gli utenti: il Comune non ci risponde

EMPOLI. Freddo nelle aule di studio con temperature che la mattina non superano i 16 gradi e che nel pomeriggio arrivano a stento a 18 gradi. Il teatro è la biblioteca comunale di Empoli, dove ogni...

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EMPOLI. Freddo nelle aule di studio con temperature che la mattina non superano i 16 gradi e che nel pomeriggio arrivano a stento a 18 gradi. Il teatro è la biblioteca comunale di Empoli, dove ogni giorno decine di studenti si ritrovano. E sono proprio loro a denunciare la situazione. Una situazione peggiorata rispetto allo scorso anno e che sta decimando la popolazione studentesca che affolla la biblioteca. Due giorni fa hanno fatto anche una segnalazione al Comune di Empoli con tanto di foto dei termometri all’interno delle aule e descrizione dettagliata dei disagi. Ma ancora non hanno ricevuto risposta. «Le stanze al piano superiore (quelle al piano terra sono chiuse ormai da anni a causa della ristrutturazione che interessa l’immobile tra via Cavour e via de Neri, ndc) sono fredde – attaccano gli studenti – studiare in queste condizioni è davvero difficile. Siamo costretti a rimanere con giacche e cappotti per far fronte a temperature che nelle ore della mattina arrivano a 15-16 gradi e che nel pomeriggio salgono a malapena fino a 17 gradi. Ormai possiamo sfruttare solo la mansarda, ovvero l’aula a tetto, perché nelle altre sale le temperature sono ancora più rigide. Non sappiamo più come fare, abbiamo fatto una segnalazione al Comune, ma per ora non abbiamo ricevuto nessuna risposta». All’origine del disagio patito quotidianamente da una trentina di ragazzi, che di norma sarebbero oltre sessanta, c’è l’accensione a singhiozzo dei riscaldamenti. Ma anche una serie di mancanze strutturali. «Le finestre delle stanze non sono sigillate – proseguono - dai vetri passa corrente d’aria, che in questi giorni è tutt’altro che piacevole. Inoltre da quest’anno c’è anche la porta a vetri, che chiude l’accesso alla mansarda, rotta e arriva aria fredda dal corridoio».

Le denunce degli studenti sul freddo in biblioteca, d’altronde, non sono una novità. Negli ultimi anni si sono periodicamente susseguite lamentele, specie in questo periodo. A ridosso delle festività natalizie, infatti, la maggior parte dei corsi universitari sono fermi e la popolazione studentesca che si ritrova nella biblioteca comunale per studiare aumenta. O almeno dovrebbe essere così, visto che il freddo decima sempre di più gli utenti. «Il riscaldamento lo accendiamo noi quando arriviamo, intorno alle nove del mattino – chiariscono – e rimane acceso fino a mezzogiorno. Poi rimane spento fino alle 15, dopodiché riparte e sta in funzione fino a quando la biblioteca non chiude. È chiaro che, senza un adeguato isolamento, nelle ore in cui il sistema è fermo le stanze si ghiacciano perché entra aria gelida dall’esterno. Inoltre, anche la potenza dell’impianto lascia molto a desiderare: i dispositivi, infatti, producono poco flusso di aria e generalmente si tratta di aria non sufficientemente calda per alzare le temperature».

Secondo il Comune, però, le cose stanno diversamente: «Il limite massimo per l'accensione degli impianti è di 12 ore. In biblioteca stanno accesi dalle 8.30 (apertura alle 9) fino alle 20.30 (chiusura alle 20.50). La temperatura risente della corrente provocata dalla continua apertura della porta di ingresso che dà sul Chiostro. Il personale ha invitato con scritte a tenere chiuso più possibile quella porta».

Marco Pagli

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