Gioco
Ex casa del fascio dall’abbandono al via ai lavori
di Alessandro Marmugi
Ci verrà realizzato un centro culturale Per la Colonna leopoldina raccolti 11mila euro
4 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. “Prendi un angolo del tuo paese e fallo sacro”. Chissà se gli abitanti di Santa Maria hanno mai letto queste parole del papà della paesologia Franco Arminio. Di sicuro però le hanno fatte loro, incarnandole alla perfezione. Già, perché con battaglie, raccolte firme e poi con cene, comitati e iniziative stanno riuscendo nella grande impresa di cambiare faccia ad una zona storica e importantissima per tutta Empoli. Lo hanno fatto protestando in alcuni casi, abbracciandosi a tavola in altre, di fronte ad un buon bicchiere di vino. Si sono unite le due anime della frazione, la parrocchia e la casa del popolo. Quella amicizia-rivalità tipica dei romanzi di Giovannino Guareschi è sfociata in un grande movimento che sta rimettendo a nuovo la zona. Ed è grazie proprio alla determinazione e all’entusiasmo dei cittadini e all’importante apporto dell’amministrazione comunale, che presto, il quartiere tornerà a splendere grazie a due importantissimi interventi. La ex casa del fascio sarà trasformata in un centro culturale e che la colonna leopoldina sarà restaurata.
Un nuovo centro culturale. La battaglia per la ristrutturazione della ex casa del fascio va avanti da tempo. L’edificio fu inaugurato nel 1932, in pieno ventennio fascista. Al termine della Seconda guerra mondiale furono tolti gli emblemi del regime e il fabbricato cominciò ad essere utilizzato come casa del popolo, finché negli anni Cinquanta si cominciò a costruire quella nuova nelle immediate adiacenze. In quegli anni furono costruiti anche alcuni annessi esterni. Successivamente l’edificio, che era di proprietà del Demanio, è stato abbandonato a sé stesso e nel 2002 è divenuto proprietà del Comune. Nel 2014 i residenti avevano messo su una raccolta firme e nel 2015 avevano addirittura scritto al ministro dei beni culturali Dario Franceschini. Dopo la messa in sicurezza oggi finalmente siamo alla svolta. Grazie a 250.000 euro messe a disposizione dell’amministrazione il rudere è pronto a tornare a splendere e a trasformarsi in un centro culturale. A rinascere sarà anche il teatrino che si trova al suo interno e che affaccia sul giardino che tornerà ad ospitare spettacoli e manifestazioni, proprio in queste ore la giunta approverà il progetto esecutivo. Entro la fine del 2017 partirà la gara per i lavori che dovrebbero essere consegnati nella primavera-estate del 2018 e terminate nell’arco di un anno. Insomma ad inizio estate 2019 Santa Maria avrà un nuovo edificio a disposizione dei cittadini. «I locali saranno destinati ad attività culturali – spiega il sindaco Brenda Barnini - il ragionamento su chi e come la dovrà gestire sarà fatto proprio nei mesi in cui i lavori andranno avanti. È una bella soddisfazione poter dire che questo obiettivo lo stiamo raggiungendo. Adesso sarà importante trovare un soggetto che possa gestirla e valorizzarla. Tra l’altro al suo interno c’è anche un affresco di Sineo Gemignani che rappresenta uno schiavo che spazza le catene».
La Colonna leopoldina. Battaglie sì, ma anche strette di mano. Come quella che ha portato alla creazione del comitato santamariese formato da 10 persone e che ha coinvolto in questi mesi centinaia di residenti. Un comitato che riunisce la parrocchia e la casa del popolo e che sta per portare a termine un’impresa straordinaria: il restauro della Colonna leopoldina di metà 800 che si trova nel quartiere. Come spiegato da Piero Bartalucci, Alberto Michelucci e Franco Alderighi, membri del comitato, grazie ad una sorta di crowdfounding con donazioni ma anche eventi (due serate a settembre 2016 e a giugno 2017) sono stati raccolti 11.300 euro per rimettere a nuovo il monumento. Oltre a questi 11.000 euro anche il Comune finanzierà il restauro fino ad arrivare ai circa 17.000 euro la stima dell’intervento che avverrà con la supervisione della Soprintendenza di Firenze. L’obiettivo è quello di riuscire a portare a termine il restauro entro la fine del 2018. Tra le donazioni anche una proveniente dagli Stati Uniti. «E non vogliamo fermarci – affermano Michelucci e Bartalucci – adesso proseguiamo e individueremo altri obiettivi per raccogliere fondi e migliorarli. Un’idea potrebbe essere quella di restaurare la cappellina che si trova nella fattoria Renucci di Empoli Vecchio. Ma vedremo in futuro. Intanto vorremmo ringraziare la sezione Soci Coop per il supporto alle due cene, la Cooperativa Montalbano per il vino fornito, la Fondazione Sesa, la Sammontana che ha offerto il gelato, Banca Cambiano che ha consentito di arrivare alla cifra degli oltre 11.000 euro. E poi gli studenti del laboratorio teatrale Ferraris Brunelleschi che hanno servito ai tavoli, coordinati dalla professoressa Silvia Desideri. Quindi la compagnia teatrale SottoBanco – proseguono - che ha sede alla casa del popolo per aver messo in scena una commedia che ci ha consentito di raccogliere altri fondi, Quindi tutti e 45 gli esercenti del centro commerciale naturale di Santa Maria che hanno messo a disposizione una serie di prodotti. Grazie anche a don Emmanuele».
Un nuovo centro culturale. La battaglia per la ristrutturazione della ex casa del fascio va avanti da tempo. L’edificio fu inaugurato nel 1932, in pieno ventennio fascista. Al termine della Seconda guerra mondiale furono tolti gli emblemi del regime e il fabbricato cominciò ad essere utilizzato come casa del popolo, finché negli anni Cinquanta si cominciò a costruire quella nuova nelle immediate adiacenze. In quegli anni furono costruiti anche alcuni annessi esterni. Successivamente l’edificio, che era di proprietà del Demanio, è stato abbandonato a sé stesso e nel 2002 è divenuto proprietà del Comune. Nel 2014 i residenti avevano messo su una raccolta firme e nel 2015 avevano addirittura scritto al ministro dei beni culturali Dario Franceschini. Dopo la messa in sicurezza oggi finalmente siamo alla svolta. Grazie a 250.000 euro messe a disposizione dell’amministrazione il rudere è pronto a tornare a splendere e a trasformarsi in un centro culturale. A rinascere sarà anche il teatrino che si trova al suo interno e che affaccia sul giardino che tornerà ad ospitare spettacoli e manifestazioni, proprio in queste ore la giunta approverà il progetto esecutivo. Entro la fine del 2017 partirà la gara per i lavori che dovrebbero essere consegnati nella primavera-estate del 2018 e terminate nell’arco di un anno. Insomma ad inizio estate 2019 Santa Maria avrà un nuovo edificio a disposizione dei cittadini. «I locali saranno destinati ad attività culturali – spiega il sindaco Brenda Barnini - il ragionamento su chi e come la dovrà gestire sarà fatto proprio nei mesi in cui i lavori andranno avanti. È una bella soddisfazione poter dire che questo obiettivo lo stiamo raggiungendo. Adesso sarà importante trovare un soggetto che possa gestirla e valorizzarla. Tra l’altro al suo interno c’è anche un affresco di Sineo Gemignani che rappresenta uno schiavo che spazza le catene».
La Colonna leopoldina. Battaglie sì, ma anche strette di mano. Come quella che ha portato alla creazione del comitato santamariese formato da 10 persone e che ha coinvolto in questi mesi centinaia di residenti. Un comitato che riunisce la parrocchia e la casa del popolo e che sta per portare a termine un’impresa straordinaria: il restauro della Colonna leopoldina di metà 800 che si trova nel quartiere. Come spiegato da Piero Bartalucci, Alberto Michelucci e Franco Alderighi, membri del comitato, grazie ad una sorta di crowdfounding con donazioni ma anche eventi (due serate a settembre 2016 e a giugno 2017) sono stati raccolti 11.300 euro per rimettere a nuovo il monumento. Oltre a questi 11.000 euro anche il Comune finanzierà il restauro fino ad arrivare ai circa 17.000 euro la stima dell’intervento che avverrà con la supervisione della Soprintendenza di Firenze. L’obiettivo è quello di riuscire a portare a termine il restauro entro la fine del 2018. Tra le donazioni anche una proveniente dagli Stati Uniti. «E non vogliamo fermarci – affermano Michelucci e Bartalucci – adesso proseguiamo e individueremo altri obiettivi per raccogliere fondi e migliorarli. Un’idea potrebbe essere quella di restaurare la cappellina che si trova nella fattoria Renucci di Empoli Vecchio. Ma vedremo in futuro. Intanto vorremmo ringraziare la sezione Soci Coop per il supporto alle due cene, la Cooperativa Montalbano per il vino fornito, la Fondazione Sesa, la Sammontana che ha offerto il gelato, Banca Cambiano che ha consentito di arrivare alla cifra degli oltre 11.000 euro. E poi gli studenti del laboratorio teatrale Ferraris Brunelleschi che hanno servito ai tavoli, coordinati dalla professoressa Silvia Desideri. Quindi la compagnia teatrale SottoBanco – proseguono - che ha sede alla casa del popolo per aver messo in scena una commedia che ci ha consentito di raccogliere altri fondi, Quindi tutti e 45 gli esercenti del centro commerciale naturale di Santa Maria che hanno messo a disposizione una serie di prodotti. Grazie anche a don Emmanuele».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google