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Imprenditori accusati di spaccio ridotte in appello le condanne

Imprenditori accusati di spaccio ridotte in appello le condanne

In mezzo alle banane avevano esportato anche 54 chili di cocaina che doveva servire a sanare i problemi di alcune delle loro aziende. L’associazione a delinquere non è stata provata

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FUCECCHIO. La Corte di appello di Firenze ha ridotto le condanne agli imprenditori di Santa Croce sull’Arno e di Fucecchio arrestati dalla guardia di finanza perché coinvolti in un giro di spaccio internazionale che aveva permesso loro di fare arrivare in Italia oltre 50 chili di cocaina. Per risollevarsi dalla crisi economica che aveva colpito le loro attività, secondo le accuse, il gruppo aveva messo insieme gli ultimi risparmi, più o meno ognuno aveva investito 20mila euro. E si erano dati ad un nuovo commercio, quello delle banane. Ma in mezzo al carico i finanzieri avevano anche trovato la droga. Ferdinando e Gianfranco Scremin, entrambi in semilibertà, legati alla Mala del Brenta, avevano fatto da tramite presentando ai santacrocesi alcuni colombiani. Ed erano riusciti a fare arrivare in Italia un carico di 54 chili e mezzo di cocaina pura al 66, 70%. La Finanza nel luglio 2015 sequestrò nel container frigorifero che trasportava banane verdi fresche, tutto quel mare di sostanza stupefacente. Inizialmente gli indagati erano dodici, alcune posizioni sono state definite con rito abbreviato in tribunale a Pisa.

Quattro indagati, che si sono sempre detti estranei alla vicenda, hanno scelto la strada del dibattimento, convinti di poter dimostrare la loro estraneità ai fatti contestati. Ma Marco Bigeschi, procacciatore di affari di Fucecchio; Leonardo Cresti, di Santa Croce, autotrasportatore (metteva a disposizione per le riunioni il magazzino della sua Cargo Service); Silvano Mossenta, di San Miniato, titolare di un import-export; e il colombiano Jorge Cardena Bermidez, in primo grado sono stati condannati a 13 anni di reclusione. La Corte di Appello, essendo caduta l’associazione a delinquere, ha ridotto la pena e li ha condannati a 8 anni di reclusione. Cardena, che venne arrestato a Fiumicino, si è visto riconoscere il diritto all’abbreviato. Strada questa che in primo grado gli era stata negata. Invece secondo la Corte di appello di Firenze l’imputato aveva diritto all’abbreviato e così ha avuto una ulteriore riduzione della pena, stabilita in 5 anni e 4 mesi di reclusione. Per le altre persone coinvolte nella stessa inchiesta e che erano uscite dal processo con riti abbreviati, a tutte è stata ridotta la pena, considerato che non è stata provata l’associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Sono invece cadute le accuse nei confronti di Carlo Scotto che è stato scagionato completamente nel giudizio di secondo grado. In primo grado il dipendente del porto di Livorno dove sarebbe dovuta arrivare la droga era stato condannato a sei anni. (s. c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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di Redazione web