Gioco
la protesta
Strada pericolosa, scatta la raccolta firme: "Qui sfrecciano come in pista"
di Marco Pagli
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Un tratto di strada sulla Tosco Romagnola per cui si sono mobilitati i 130 residenti (foto agenzia Sestini)In 130 chiedono più sicurezza sulla Tosco Romagnola a Montelupo. I residenti: il traffico è aumentato, non ci sono marciapiedi né dissuasori
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MONTELUPO. Due mesi fa avevano depositato 130 firme in Comune. Adesso tornano ad alzare la voce per ottenere più sicurezza sulla strada nella zona di Graziani. Si tratta di un gruppo di cittadini, che risiedono tra il polo sportivo di via Landini e la scuola. Il tratto di strada interessato è quello che parte dal cimitero di Montelupo, all’altezza della rotonda sulla Tosco Romagnola, e arriva fino al ristorante i Palmenti. Un tracciato che, specialmente in seguito all’inaugurazione del nuovo campo sportivo Graziani, ha subito un aumento del traffico di veicoli. E che, in conseguenza di ciò, è diventato molto più pericoloso per i residenti. Anche perché la strada in questione non dispone di un marciapiede e non ha dissuasori di velocità.
Per questo i cittadini che abitano nella zona chiedono che venga aumentata la sicurezza stradale. Richieste che pochi mesi fa sono sfociate in una raccolta firme che ha visto l’adesione di tutte le famiglie residenti in quell’area. Nel complesso sono state raccolte 130 firme che lo scorso settembre sono state consegnate agli uffici comunali. «Da tempo chiediamo all’amministrazione comunale che vengano fatti interventi in quel tratto di strada – spiega Gabriele Brogi, residente della zona e tra i promotori della raccolta firme – negli ultimi anni, infatti, il traffico è aumentato moltissimo, senza che però venissero adottate le opportune contromisure. Quella in questione è considerata a tutti gli effetti una zona residenziale, ma in realtà non ha niente a che vedere con una zona residenziale dal momento che il passaggio di veicoli è continuo e spesso assomiglia più ad un autodromo che ad un’area urbana. Auto e moto transitano a velocità elevatissime: di qui vediamo passare veicoli che sfiorano i 90-100 chilometri orari su una strada che in quel pezzo è molto stretta. È pericoloso anche uscire di casa, dal momento che gli ingressi delle abitazioni sono a raso rispetto alla strada e non ci sono nemmeno i marciapiedi: i pedoni non sono minimamente protetti dalle auto. Attraverso la nostra raccolta firme abbiamo bussato alla porta di tutti gli abitanti della zona e ciascuno di loro ha convenuto con noi sulle motivazioni dell’iniziativa. Avremmo anche potuto andare avanti, ma pensavamo che 130 firme potessero bastare». Ma la richiesta finora – come denunciano gli stessi residenti – non ha avuto esito e che quindi viene rilanciata. «Questa strada è davvero pericolosa – prosegue Brogi – per questo continuiamo a chiedere che l’amministrazione intervenga installando un rallentatore o comunque soluzioni che riescano a far ridurre la velocità ad automobilisti e motociclisti, come ad esempio un rilevatore di velocità in corrispondenza delle abitazioni. Ovviamente non si possono allargare le carreggiate, ma almeno dovremmo fare in modo che sia aumentata la sicurezza. Prima di tutto per i residenti, ma anche per i bambini che ogni giorno devono andare a scuola e percorrere un tratto di strada senza marciapiedi». Alcuni anni fa la strada fu teatro anche di un incidente mortale, causato dalla scarsa visibilità e dall’alta velocità dei mezzi in transito. «Un’auto stava uscendo dal garage per immettersi sulla strada – prosegue – quando è avvenuto l’impatto con una moto che stava sopraggiungendo: la visibilità era ridotta anche dalla presenza del dosso e comunque percorreva il tratto ad una velocità superiore ai limiti ».
Per questo i cittadini che abitano nella zona chiedono che venga aumentata la sicurezza stradale. Richieste che pochi mesi fa sono sfociate in una raccolta firme che ha visto l’adesione di tutte le famiglie residenti in quell’area. Nel complesso sono state raccolte 130 firme che lo scorso settembre sono state consegnate agli uffici comunali. «Da tempo chiediamo all’amministrazione comunale che vengano fatti interventi in quel tratto di strada – spiega Gabriele Brogi, residente della zona e tra i promotori della raccolta firme – negli ultimi anni, infatti, il traffico è aumentato moltissimo, senza che però venissero adottate le opportune contromisure. Quella in questione è considerata a tutti gli effetti una zona residenziale, ma in realtà non ha niente a che vedere con una zona residenziale dal momento che il passaggio di veicoli è continuo e spesso assomiglia più ad un autodromo che ad un’area urbana. Auto e moto transitano a velocità elevatissime: di qui vediamo passare veicoli che sfiorano i 90-100 chilometri orari su una strada che in quel pezzo è molto stretta. È pericoloso anche uscire di casa, dal momento che gli ingressi delle abitazioni sono a raso rispetto alla strada e non ci sono nemmeno i marciapiedi: i pedoni non sono minimamente protetti dalle auto. Attraverso la nostra raccolta firme abbiamo bussato alla porta di tutti gli abitanti della zona e ciascuno di loro ha convenuto con noi sulle motivazioni dell’iniziativa. Avremmo anche potuto andare avanti, ma pensavamo che 130 firme potessero bastare». Ma la richiesta finora – come denunciano gli stessi residenti – non ha avuto esito e che quindi viene rilanciata. «Questa strada è davvero pericolosa – prosegue Brogi – per questo continuiamo a chiedere che l’amministrazione intervenga installando un rallentatore o comunque soluzioni che riescano a far ridurre la velocità ad automobilisti e motociclisti, come ad esempio un rilevatore di velocità in corrispondenza delle abitazioni. Ovviamente non si possono allargare le carreggiate, ma almeno dovremmo fare in modo che sia aumentata la sicurezza. Prima di tutto per i residenti, ma anche per i bambini che ogni giorno devono andare a scuola e percorrere un tratto di strada senza marciapiedi». Alcuni anni fa la strada fu teatro anche di un incidente mortale, causato dalla scarsa visibilità e dall’alta velocità dei mezzi in transito. «Un’auto stava uscendo dal garage per immettersi sulla strada – prosegue – quando è avvenuto l’impatto con una moto che stava sopraggiungendo: la visibilità era ridotta anche dalla presenza del dosso e comunque percorreva il tratto ad una velocità superiore ai limiti ».
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